In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi.

Vera Brittain

venerdì 21 novembre 2014

Soldato BIANCHI Emilio





84^ Compagnia I Battaglione Zappatori I° Regg. Genio

Nato a Ancona il 22 Febbraio 1882
Morto all'Osp. da guerra nr. 5 il 25 Maggio 1917
Sepolto a ---------

Decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare


Sempre primo ove più grave era il pericolo, raggiungeva sotto violento fuoco la trincea nemica. Colpito da una granata avversaria che gli asportava la gamba sinistra, con mirabile sangue freddo estraeva dalla tasca un coltello  e tagliando i lembi della carne sanguinante, alzava nella mano destra la gamba mozzata, gridando parole magnifiche d'incoraggiamento ai propri compagni. Rivoltosi poi al proprio ufficiale gridava: <<Viva l'Italia>>. Il giorno seguente perdeva la vita.
Hudi Log, 24 Maggio 1917 

Note Storiche:
Il I° battaglione con le compagnie 15^,16^,53^ e 84^ opero' durante la X battaglia dell'Isonzo alle dipendenze della 34^ Divisione in corrispondenza di Boscomalo (Hudi Log) ove il nemico aveva organizzato fortissime difese.
L'84^ Compagnia era nel ridottino del Nad Bregom quando la mattina del 24 maggio fu comandata a presidiare un trinceramento che era stato tolto al nemico in localita' Boscomalo (Hudi Log).
Il battaglione del 89° Fanteria, che aveva espugnato la posizione avversaria con mirabile valore consacrato, dall'eroico sacrificio del Sottotenente Siffredi (Medaglia d'Oro), era stato decimato e non poteva resistere senza adeguato soccorso.
Fu questo il compito dell'84^ Compagnia zappatori, la quale attraversò lo spazio tra il Nad Bregom e la dolina sull'orlo della quale correva la trincea conquistata, esponendosi bravamente al tiro nemico che imperversava e che mise fuori combattimento molti suoi componenti. 
Raggiunta la trincea, il reparto si dette febbrilmente all'opera di consolidamento dei ripari mentre piovevano sulla posizione proietti d'artiglieria e bombe da bombarda che a mano a mano decimarono i bravi zappatori.
Nelle prime ore del pomeriggio un proietto di grosso calibro piombò in mezzo ad una squadra di zappatori al lavoro compiendo una strage di venti morti ed una quarantina di feriti, fra quest'ultimi il soldato Bianchi Emilio.

mappa tratta dalla Relazione Ufficiale Esercito Italiano 1917





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