In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi.

Vera Brittain

mercoledì 17 dicembre 2014

Soldato MERLI Duilio





74° Fanteria Brigata Lombardia

Nato a Poggio Renatico (FE) il 30 Luglio 1893
Morto a Castagnevizza del Carso il 27 Maggio 1917
Sepolto al Sacrario di Redipuglia


Decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare



Esempio continuo di fulgido valore ai compagni, nel portare un ordine in una zona fortemente battuta dal fuoco avversario, rimasto ferito una volta proseguiva nel proprio mandato. Nuovamente ferito al capo, recapitava ugualmente l'ordine, e, quantunque estenuato, attingendo nel sentimento del dovere la forza di un sublime eroismo, si presentava calmo e sereno al suo superiore ed insistentemente chiedeva di tornare al comando di battaglione come da ordine ricevuto. Decedeva poco dopo a seguito dell'aggravarsi delle ferite riportate, lasciando gloriosamente la vita sul campo.
Carso, 27 maggio 1917



Ci troviamo nel corso della X^ battaglia dell'Isonzo, la Brigata Lombardia con i due suoi reggimenti attacchera' dal 23 maggio le posizioni Austriache poste a sud delle  rovine del paese di Castagnevizza precisamente da quota 251 a Pod Koriti. La Brigata Lombardia faceva parte come la brigata Bologna, Acqui della 31^ Divisione. Dopo sanguinosi assalti il giorno 26 la Brigata Lombardia ridotta a un sesto della forza sarà sulla linea quote 219-251 fra la linea di osservazione e la prima linea nemica. E' molto probabile che il soldato Merli sia stato ferito mortalmente proprio in questa giornata, per poi spirare il giorno 27 Maggio 1917.


Tratto dal libro L'Ora K di Arnaldo Calori, che gli dedicherà un intero capitolo del suo scritto chiamandolo "IL SOLDATO M. Medaglia d'Oro":

Di Coronella, frazione di Poggio-Renatico, in provincia di Ferrara, ben addentro nella pianura padana: Il padre bracciante, la madre venditrice di frutta e ortaggi come Lui, che l'aiutava.
Al reggimento portaordini del primo battaglione (2^ Compagnia).
Un Eroe.
Basso, tarchiato, parvenza di baffi, collo taurino, occhi aperti, cuor sempre allegro.
Fedele più di un cane fedele.
Sul Carso di notte, al buio trovava sempre la via.
La riconosceva ad un masso, un inciampo un nonulla.
Una notte illume e nebbiosa - non si vedeva a due passi - fui mandato in ricognizione per prendere collegamento sulla sinistra, attraverso un gran  vuoto dove potevano forse trovarsi nuclei di nostri, forse di nemici.
Avevo con me una trentina di soldati e M. per guida.
Egli onosceva la posizione dell'ultima compagnia del reggimento di sinistra, ma non la strada per andarci.
MI affidai tutto a lui, pur senza capire come avrebbe saputo cavarsela.
Cauti e lenti, gli camminammo dietro per quasi mezz'ora.
A un certo momento M. si fermò:
- Lei aspetti qui, disse sottovoce, tenda bene l'orecchio e quando si sentirà chiamare venga verso di me.
Ed io:
- Attento che non ci sentano gli Austriaci.
- Gli Austriaci  non ci sentiranno - assicurava M. non possono essere in ascolto come Lei che sa.
Dopo un'attesa che mi sembrò eterna:
- Signor Tenente...., udii come un soffio...
Potemmo così colmare quel vuoto e rinsaldare la linea per esclusivo merito di M.
L'amore che certi soldati hanno per i loro Ufficiali, specialmente in tempo di guerra, non può essere paragonato a nessun altro. Talvolta forse tutti li compendia e li supera: raggiunge l'idolatria.
Quante volte d'estate nei giorni afosi non s'accorgeva che avevo sete.
- Vuol bere signor tenente?
- No, grazie non ho sete.
Ma egli sapeva che non c'era più acqua e, senza dir nulla, andava a prendere la mia borraccia e via sotto magari un bombardamento, fino alla dolina delle botti che distava più di un chilometro.
Era sempre ilare M. e, spesso tornando al comando di battaglione per assicurarmi che aveva consegnato un ordine o un avviso, raccontava, ridendo di averla scampata per miracolo.
Se poi cercavo di farlo parlare dei nostri paesi, il suo sguardo s'illuminava e non finiva di raccontare.
Nel pomeriggio di quel giorno M. fu mandato in linea con un ordine urgente. Si trattava di sospendere un assalto precedentemente ordinato, di far mettere subito le maschere a tutti e disporre per la difesa, poichè, di li a poco il nemico sarebbe uscito, dopo un bombardamento con i gas.
Intanto le granate e gli shrapnells esplodevano intorno e per aria, incalzando.
M. corse via come un razzo tra quel finimondo.
Non era ancor giunto sul ciglio  della dolina, che fu colpito: volse a me il viso sanguinante, ed ilare come sempre gridò: - Non è nulla signor tenente. E via di nuovo.
Poco dopo fu colpito una seconda volta, alla testa più gravemente e cadde.
Non s'arrese:proseguì carponi, semi paralizzato, si strascicò fino in linea, mostrò l'ordine e lo fece firmare.
Giunto alla seconda compagnia, dov'era in forza, il Capitano che lo conosceva e l'amava, lo fece adagiare in una barella a guardare.
Intanto il nemico sferrò l'attacco, ognuno dovette badare ai suoi casi e M. colto l'istante lasciò la barella e tornò carponi al Comando del Secondo battaglione.
A un tratto mentre nella dolina comando stavo impartendo ordini per far fronte all'attacco nemico, mi senti tirare i pantaloni.
Era M., lì ai miei piedi, che agitava il foglietto da me ricevuto e mi guardava, con gli occhi intorpiditi, come per assicurarmi che l'ordine era stato eseguito.
Spirò dopo due giorni in un ospedaletto presso l'Isonzo.
Alla sua memoria, su mia proposta, venne decretata la medaglia d'oro al valor militare.


mappa con lo schieramento del 74° Reggimento :
















Nessun commento:

Posta un commento