In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi.

Vera Brittain

sabato 6 dicembre 2014

Tenente CAPRARA Francesco






1° Genio 2^ Compagnia Lanciafiamme 

Nato a Ancona il 28 Novembre 1896
Morto a Quota Innominata il 15 Ottobre 1917
Sepolto al Sacrario di Redipuglia





Decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare

 

Tenente comando genio, compagnia lanciafiamme - Ufficiale lanciafiamme con singolo coraggio e bravura metteva in azione due apparecchi e riduceva al silenzio una mitragliatrice nemica, postata in una trincea nemica, costringendo a disordinata fuga i serventi.
Selo, 19 Agosto 1917


Il Tenente Caprara Francesco, comandava la 2^ Sezione lanciafiamme e nell'Ottobre del 1917 va a presidiare come zona la Quota Innominata, unitamenete alla 4^ Sezione del Tenente Paolo Caccia Dominioni.

Tratto dal libro Diario di guerra 1915-1919 di Paolo Caccia Dominioni:

14 Ottobre
Partiamo verso sera. Caprara ci ha già preceduto di qualche ora. E' un bel tipo: hai in tasca la licenza esami  firmata e deve partire stanotte; ma prima vuol dare un'occhiata a una parte della sua sezione che è in linea con Rovelli, proprio sulla destra della posizione che dobbiamo occupare noi.
Finalmente arriviamo a Dolina Gabucci, sotto la quota; è la prima linea.
Mi viene incontro Ferrari, il coraggioso e minuscolo sottotenente della 3^ Sezione. Ha il viso stravolto: <<Caprara è morto venti minuti fa. Un 37 nel ventre in pieno>>, Ferrari è livido irriconoscibile, lui di solito così allegro.
Angoscia hanno messo Caprara in barella, e cercano di portarlo fino a Ronchi, fingendo sia solo ferito; così forse gli daremo sepoltura vicino a Scorcia, Michel, Argentieri e gli altri Ufficiali caduti della nostra compagnia.
E' morto anche Caprara, morto oscuramente a ventun anni per un suo inutile zelo. Lui il compagno gentile , un pò timido l'ufficiale intelligente e ardito, l'amico. A quest'ora poteva essere seduto in treno, sui divani di velluto, diretto verso casa. E invece il suo corpo squarciato e freddo avanza faticosamente, sballottato dalle scosse  crudeli della barella, sotto l'acqua dirotta, nell'infame camminamento Genova. 

Sempre tratto dal suo libro la mappa con le posizioni occupate dalla sua sezione e da quella di Caprara:

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