In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi.

Vera Brittain

domenica 1 marzo 2015

Soldato FAINI Raoul



32° Fanteria Brigata Siena

Nato a Roma il 14 Marzo 1897
Morto Trincea delle Frasche il 23 Ottobre 1915
Sepolto a -------

Non risulta sepolto al Sacrario di Redipuglia tra i noti
 



Note storiche:

III^ battaglia dell'Isonzo; la Brigata Siena con i suoi due Reggimenti 31° e 32° faceva parte della 19^ Divisione unitamente alla Brigata Bologna e il 63° Fanteria.
Il giorno 23 Ottobre 1915.
Alle ore 8.45 la nostra artiglieria inizia il tiro contro la trincea delle Frasche, che nella notte il nemico ha nuovamente rinforzato, mentre l'artiglieria nemica batte le trincee del 31° Fanteria.
Alle  10.45 pattuglie del 63° e 39° Fanteria iniziano l'avanzata, mentre il nemico tira granate di medio e grosso  calibro nel bosco di Castelnuovo, e nel fronte e camminamento della Brigata Siena.
Alle 12.50 il battaglione del 40° che opera con il 39° Fanteria occupa un tratto della trincea delle Celle, aiutato dal 39° incontrando molta resistenza; il 63° col II/40° ooccupi un tratto di trincee antistanti, e facendo alcuni prigionieri . Il Comandante della Brigata Bologna (Col. Vecchio) chiese il concorso del Generale Pastore perchè le sue truppe nella trincea delle Celle sono infilate dalla trincea dei Razzi, e perciò si ordina al Generale Pastore di occupare arditamente le trincee che disturbano il 39° e 40°, Il generale Pastore informa che prevede che prima delle ore 19 difficilmente potrà lanciare le truppe all'assalto, e che ha ordinato al Colonello Chiaramella del 32° Fanteria di assecondare il movimento del 39° a qualunque costo.
Alle 13.30 il battaglione più provato del 31° fanteria è sostituito con reparti del 32° , e si ordina al III° battaglione di avanzare da Fogliano a Castelnuovo, perchè il Generale Pastore lo impieghi in casi assolutamente estremi.
Alle ore 16 la Brigata Siena occupa la trincea delle Frasche, il Generale Pastore chiama 2 compagnie del 32° Fantiera a guarnire le trincee di partenza e siccome il 139° Fanteria non può avanzare, ripiega la prima linea nella sinistra per proteggere il fianco.
Alle ore 19.30 la situazione è la seguente: Tutta la trincea delle Frasche è occupata e vi sono due Battaglioni del 31° e uno del 32° Fanteria.
Nella trincea delle Frasche è rimasto ucciso il Maggiore Lusso Antonio.
Nella stessa giornata oltre al soldato Faini Raoul, trovarà la morte Filippo Corridoni.


Tratto dal libro Fanterie Sarde di Alfredo Graziani:

Febbraio 1916. 
Siamo in trincea da vari giorni, occupiamo le stesse posizion.
La compagnia non si è spostata da un millimetro. Le posizioni della Siena erano esattamente, queste, prima del nostro balzo in avanti, nel novembre scorso.
Leggermente a sinistra delle Frasche, a circa sessanta passi dalla nostra primissima linea, ed a quaranta dalla loro, si vede un plotoncino di uomini distesi per terra, dietro un muretto di sassi diroccato.
Sono disposti in ordine, nell'atteggiamento di chi stia per far fuoco; sembrano vivi, tanto il loro ordine e la loro positura sono perfetti. Si tratta evidentemente di un plotone lanciatosi in avanti e che si è fermato, per coprirsi dalla furia, al primo riparo capitato e che di certo avrà creduto sicuro.
Chi sono? A quale reggimento appartengono? Questo ci siamo domandati ed a questa domanda abbiamo voluto rispondere.
Il Bersagliere ci stringe la mano e ci augura buon ritorno. Dico <<ci>>, perchè ha voluto accompagnarmi a tutti i costi, un sottotenente della mia Compagnia, l'ottimo Tredici, il futuro ingegnere Milanese.
Saltiamo fuori e ci appiattiamo per terra; silenzio assoluto. Tredici andiamo. Un tratto di terreno è divorato dalla nostra marcia a quattro zampe. La nebbia ci protegge in modo provvidenziale.. Qualche vedetta  che tira tanto, per dimostrare he non dorme.
Tredici mi segue alla destra a un metro di distanza.
Siamo a pochi passi dai morti, scatto mi stendo fra di loro, hanno le giubbe sulla schiena e sui fianci lacerate come se vi si fosse passato sopra un rastrello dalle punte accuminate. Mitragliatrice, evidentemente. Sono stati presi d'infilata, dalla sinistra dalle posizioni di S. Michele e S.Martino. Non devono aver avuto nemmeno il tempo di sparare una fucilata, non appena a terra devono essere stati colpiti, rabbiosamente, Devono avere parecchi mesi, non puzzano più; le mostrine sono irriconoscibili. Strappo il berretto al morto di destra; 32, sono della "Siena".

Nello schizzo fatto per indicare il percorso e l'attacco dei Volontari "Milanesi" del 32° Fanteria, tra i quali il volontario Filippo Corridoni, viene indicato il luogo della morte del Soldato Faini.






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