In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi.

Vera Brittain

mercoledì 27 maggio 2015

S.Tenente LAGHI Carlo



20° Fanteria Brigata Brescia

Nato a Siena il 1 Febbraio 1894
Morto sul Monte San Michele il 12 maggio 1916
Sepolto a -------

Decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare 

Diresse un pericoloso lavoro di camminamento ad immediata vicinanza del nemico, esponendosi, per incorare i soldati, finché non rimase ferito.
Monte San Michele, 1 Febbraio 1916 


Note Storiche:

IL 20° Reggimento con il 19° formava la Brigata Brescia, nel Maggio del 1916 faceva con la Brigata Ferrara della 22^ Divisione. La zona del fronte occupata era dal Monte San Michele alla Sella di San Martino. Il 14 Maggio L'esercito Austriaco svolge un azione dimostrativa nel settore del Fronte dell'Isonzo per mascherare l'inizio dell'offensiva nel Trentino conosciuta come "Strafexpedition".

Nella mattinata l’artiglieria nemica con tiro lento ed insistente a granate e shrapnel batte la fronte della 21^ divisione, specialmente in corrispondenza dell’ “Elemento quadrangolare”. Verso le ore 14 apre violentissimo fuoco di tutti i calibri a granata e a shrapnel e con grosse bombarde, battendo con intensità eccezionale tutte le trincee ed i camminamenti della 22^ divisione, alle quali sembra che abbia prodotto sensibili danni.

Verso le 15 sono fatte intervenire alcune nostre batterie per tiri lenti di rappresaglia contro i trinceramenti nemici e doline retrostanti, ove sono ricoveri e comandi, e continuando poi il fuoco nemico con la massima intensità. Verso le ore 17 sono stati fatti eseguire alcuni tiri contro batterie nemiche ben individuate col concorso delle artiglierie e degli altri corpi d’armata.

Verso le 19 sulla fronte “Albero Isolato”-“Cappella diruta”-“Groviglio” si manifesta vivace fuoco di fucileria e si notano movimenti di fanteria contro i quali entrano prontamente in azione le artiglierie da campagna e gli obici pesanti campali mentre i medi calibri eseguiscono tiri d’interdizione sul rovescio delle linee nemiche.

Il fuoco dell’artiglieria avversaria continua violentissimo sin verso le ore 21, poi va attenuandosi.




 14 maggio 1916

Giornata terribile. Dalle 14.30 alle 20 tutto il settore di San Martino, è stato sottoposto a un bombardamento nemico formidabile. Noi qui, nella Lunetta quasi incolumi; la mia compagnia ha avuto soltanto 4 morti e otto o nove feriti. Da uno spiraglio aperto fra i sacchetti, ho assistito a una scena infernale . Incredibili gli effetti dei duecentottanta e dei trecentocinque forse. (E cadevano anche in prima linea) . Sotto la catteratta dei proiettili saettati dal cielo, tutto il terreno della zona battuta, dal gelido volto di pietra, si è mutato ai miei occhi esterefatti in una immane lastra di piombo fumigante e in bollore come la crosta di certe focacce troppo esposte alla fiamma.... Ma in certi momenti il fimo prodotto da le esplosioni era tale che non si scorgeva più nulla; una cortina di fumo acre stagnante, dilacerata qua e là da schianti rossi, vividissimi, in mezzo ai quali nettamente si distinguevano proiettati in alto, da uno svolazzare macabro di fantocci, corpi umani fatti a brani; gambe,braccia, torsi stroncati....Una vera bolgia dantesca.
La nostra artiglieria,poco attiva fino al momento buono, dell'attacco cioè nemico che si è sferrato alle 20, ma poi..... 

Tratto da "Storie di Uomini Dal Fronte di San Martino" di Gianfranco Simonit:



Mappa con le linee della zona di San Martino del Carso



  Per questo post ringrazio Lucia Masotti

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