In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

"Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi."

Vera Brittain



«Qui ci verranno dopo la guerra a fare la gita di ferragosto. E diranno: se c’ero io! Ci saranno i cartelli-rèclame e gli alberghi di lusso! Passeggiate di curiosità come ai musei di storia naturale; e raccatteranno le nostre ossa come portafortuna.»

Carlo Salsa

martedì 17 maggio 2022

Soldato ZANON Giulio

 

13° Reggimento Fanteria Brigata Pinerolo

Nato a Cadoneghe il 10 Gennaio 1892 
Morto a Selz il 30 Giugno 1915
Sepolto a  -------


Decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare  

Con nobile abnegazione, sotto micidialissimo fuoco nemico, accorreva e riusciva a trarre in salvo un soldato gravemente ferito. Durante l'attacco alla baionetta, in un alotta corpo a corpo, liberava un soldato già caduto prigioniero, uccidendo un nemico e fugandone altri. Visto in pericolo il proprio ufficiale, si slanciava in avanti, facendogli scudo del proprio petto e cadeva valorosamente crivellato di ferite.
Selz, 30 Giugno 1915


Note storiche:

Il soldato ZANON Giulio, fu la prima Medaglia d'Oro assegnata sul fronte carsico, la prima era  del Bersagliere CARLI Giuseppe del 12° Bersaglieri morto nel settore di Tolmino il 1 Giugno 1915.

Il 13° Reggimento nel corso delle azioni sovlte nella 1^ Battaglia dell'Isonzo si trovava dislocato nel settore di Selz, dove la Brigata Pinerolo unitamente alla Brigata Acqui formava la  14^ Divisione comandata dal Maggiore Generale ROSTAGNO Giacinto.

Nella giornata del 30 Giugno 1915giorno che vide la morte del soldato ZANON Verso  ore 3.30 si iniziava l’azione , 3.45 brillarono i tubi di gelatina nel settore del 17° e 18° fanteria e l'esito fu negativo come per il 13° dove due squadre su quattro erano state anniettate: Il battaglione  di 1^ linea del 13° fanteria   (III° Battaglione quello di ZANON in quanto apparentente alla 9^ Compagnia) ode segnali di resa sulle prime linee nemiche dopo il  bombardamento dell'artiglieria, poco dopo alcuni gruppi di austriaci disarmati si arrendono. Lo stesso battaglione riesce ad aprire i varchi tra i reticolati supera la prima linea di trincee e di slancio raggiunge le trincee di cresta sotto un violento temporale che impedisce al tiro la nostra artiglieria. Appena il battaglione giunge in cresta ( quota 70) sovverchianti forze avversarie lo contrattaccano con movimento avvolgente, il battaglione non ha tempo di riordinarsi , resiste alquanto infliggendo grosse perdite al nemico, ma prima che un battaglione di rincalzo lo raggiunga, sono costretti a ripiegare sulla prima linea di trincee nemiche e quindi sulle primitive posizioni con numerose perdite. Alle orte 18 il nemico iniziava il bombardamento di Selz con pezzi di grosso calibro. Così venne deciso, in seguito di ciò, di far ripiegare il 13° nelle prime posizioni il che avviene all'imbrunire.

Il Soldato ZANON cadrà colpito a morte alle ore 14.20 mentre faceva scudo con il proprio corpo al Tenente LEONE.


Mappa con la dislocazione della 14^ Divisione il 30 Giugno 1915:




Veduta da quota 70 verso le alture di Monfalcone :


 Quota 70 :




 

martedì 8 febbraio 2022

S.Tenenti LODRINI Giovanni Battista e Giovanni Luigi

 48^ Compagnia Zappatori 1° Reggimento Genio

 

Nato a Castiglione delle Stiviere il 14 Ottobre 1891
Morto sul M. San Michele il 29 Giugno 1916
Sepolto a ....... 
 

Decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare  

 

Attese per vari giorni, in difficili condizioni, a lavori di mina in una zona ove il nemico ne aveva effettuati degli analoghi e diresse, sotto il fuoco, la costruzione di un tratto della linea di osservazione sconvolto dall'esplosione di una potente contromina. Ricevuto l'ordine di far brillare una galleria in parte occupata dal nemico, riuscì ad allontanare dlel'interno dlela galleria stessa l'occupante; e , con calma e serenità, preparati i fornelli di mina e fattovi arditamente trasportare l'esplosivo necessario, ottenne il brillamento della galleria all'ora prestabilita
San Martino del Carso 8-15 Maggio 1916
  
 
LODRINI Giovanni Luigi
 
 
146° Reggimento Fanteria Brigata Catania
                                              
 
Nato a Castiglione delle Stiviere il 30 Marzo 1890
Morto in Val d'Astico il 27 Giugno 1916        
 
Notizie storiche:

Ho voluto dedicare questo post a questi due fratelli, morti a due giorni di distanza il primo Giovanni Luigi sul Monte Cimone il 27 Giugno 1916 l'altro  Giovanni Battista sul M.San Michele colpito dai gas asfissianti il 29 Giugno 1916.
Verrà narrata l'azione per la quale Giovanni Battista ottenne la medaglia di bronzo nel Maggio 1916 tratta dal Volume di Lastrico (L'Arma del Genio nella Grande Guerra).:
 
Colla 21^ Divisione (XI° C.A.)  era sul San Michele, e precisamente a San Martino del Carso, la 48^ Compagnia Zappatori. Attendeva ai più svariati lavori in prima linea e fra gli altri, similmente a quanto si faceva un po dovunque in quella zona, allo scavo di gallerie di mina in corrispondenza di quel tratto delle nostre trincee che dal suo, andamento prese il nome di « elemento quadrangolare ». 
Era comandata dal capitano Mainella Giovanni che dedicava specialmente le sue cure alle opere di mina, vivamente contrastate dall'avversario. Dalla nostra linea in quel punto si partivano tre gallerie dirette verso le posizioni del nemico. Questo, come si è detto, lavorava di contromina e nella notte sull'8 maggio aveva fatto brillare in corrispondenza della nostra galleria n. 1  un suo fornello che danneggiò la galleria stessa ostruendola e seppellendo undici zappatori ed alcuni fanti del IV battaglione del 30° reggimento che li coadiuvavano in quei lavori. Immediatamente la compagnia intraprese l'opera di salvataggio in galleria ed allo scoperto, che si svolse in condizioni difficilissime e che fu proseguita anche nel giorno successivo affrontando i conseguenti pericoli e subendo qualche perdita. Si distinsero grandemente in quel frangente i sottotenenti Giambartolomei Aldo e Cases Alessandro, il primo dei quali operò anche alla luce del giorno e che di lì a poco restò ferito gravemente da una bomba a mano. Al sottotenente Giambartolomei fu assegnata la medaglia di argento al valore, al sottotenente Cases quella di bronzo. Qualche giorno dopo e precisamente nella notte 14 - 15 .maggio, mentre erano stati ripresi da parte nostra i lavori metodici di scavo nelle tre crallerie, il nemico nello stesso punto pronunciava due suoi attacchi che lo portavano ad impadronirsi di una parte del.l'elemento quadrangolare e della destra estrema della contigua « trincea Caltanissetta ». I nostri contrattacchi ci permisero di riprendere solo una parte delle perdute posizioni. Coi fanti la sera del 14 trovavasi al lavoro in galleria ed in trincea un plotone di zappatori che, deposti gli strumenti di lavoro cooperò   a respingere l'attacco sostenendone l'impeto dalla parte destra dell'« elemento quadrangolare » dove violento era il tirno nemico ed intenso il lancio di bombe.
  Ma oltre a quest'attivita allo  scoperto un'altra se ne doveva svolegere poco dopo nelle viscere della terra.  Il nemico, approfittando della conquista del lato nord dell' « elemento quadrangolare », era riuscito a penetrare nele nostre gallerie di mina 2 e 3  e bersagliava quanti in esse  si avventurassero.  Fu allora dato ordine ad un drappello della compagnia zappatori comandato dal Sottotenente Lodrini Giovanni Battista di ispezionare le due gallerie e ci costituire in esse  dei fornelli da far brillare al momento opportuno  per ostruirle e per sconvolgere il terreno soprastante che era ancora in mano del nemico. Dopo vari tentativi fatti nel giorno 15 per portarsi nelle gallerie e resi vani dal continuo tiro di fucileria, mitragliatrici  e bombe a mano sol col favore dell'oscurità l'ufficiale con 30 zappatori che trasportavano esplosivi e materiali, riuscì a portarsi nella trincea di prima linea sgombra dai nostri e dal nemico e dalla quale si partivano le gallerie. Accertatosi che queste erano battute nel loro interno da fucileria nemica, riusciva a controbattere il tiro e ad avanzare nella galleria 2 fino ad un punto dove erano state predisposte due camere di mina per eventuale interruzione. Rapidamente i bravi zappatori, con la protezione della nostra fucileria riuscivano a formare uno sbarramento con sacchi a terra e poi a caricare i fornelli, intasarli ed innescarli, mentre al di là dello sbarramento durava il tiro dell'avversario, che occupava anche la galleria 3 intercomunicante e nella quale non fu possibile avventurarsi. Alle ore 3,45 del giorno 16 venne fatta brillare la mina che sconvolse il terreno sovrastante e  la galleria 2 lasciandone in nostro possesso circa 15 metri. Restava in mano nemica la galleria 3. Ad ostruirla fu comandato il giorno  16 un plotone di  40 zappatori agli ordini del sottotenente Norza Augusto. Il plotone  si comporto similmente a quello del sottotenente Lodrini e si avanzò animosamente nella galleria 3 controbattendo il fuoco nemico, che illuminava l'intreno con razi luminosi,  costituì uno sbarramento di sacchi a terra ed allestì un fornello di mina che fu fatto esplodere e che ostruì la galleria. Ai due sottotenenti Lodrini e Norza fu assegnata la medaglia di bronzo al valore . Al Capitano Mainella che diresse con fermezza il personale dipendente tra l'8 e il 15 Maggio fu concessa la medaglia d'argento.


Il Sottotenente LODRINI Giovanni Luigi fratello di Giovanni Battista, morì il 27 Giugno 1916 mentre guidava la sua compagnia del 146° fanteria all'assalto del Monte Cimone di Arsiero, colpito al cuore da una scheggia di shrapnels.


Mappa del Maggio 1916, con indicate le gallerie e la zona descritta dell'azioni alle quali partecipò il Sottotenente LODRINI:
 

 
 
 

sabato 22 gennaio 2022

Soldato CARLI Otello

117° Reggimento Fanteria Brigata Padova

 

Nato a  Vicenza il 3 Giugno 1892
Morto a Vermegliano il 6 Maggio 1917
Sepolto al Sacrario di Redipuglia 4° Gradone - loculo  7342 
 
 
Note storiche:
 
Vorrei in questo post ricordare un fatto tragico che si verificò nella giornata del 6 maggio 1917. Un evento che non è noto, perchè fuori  dalle giornate drammatiche delle grandi battaglie,  o da fatti che hanno conservato fino ai giorni nostri il ricordo . Questo grave fatto accadde nelle retrovie, dove il soldato una volta che vi è giunto può sentirsi al sicuore dai  pericoli della prima linea, via dalle trincee e da quello che comporta sa starci .E così comincia a vivere con più traquillità sentendosi più sicuro. Ma così non fu in quel giorno a Vermegliano presso gli edifici del cotonificio, dove vi si trovavano i fanti del 117° fanteria che con il 118° fanteria formava la Brigata Padova. Essa unitamente alla Brigata Mantova formavano  la 33^ Divisione che occupava la  linea del  settore di quota 208 Sud- Nad Bregom . Il reggimento si trovava a riposo a Vermegliano dal 28 aprile 1917. Il  6 Maggio 1917  l'artiglieria austriaca bombardava con medi e grossi calibri le retrovie del fronte nella zona di Ronchi, una granata di grosso calibro colpì un'alloggiamento dove vi si trovavano le sezioni mitraglitrici del 117^ fanteria e le compagnie mitragliatrici 117^ bis e 118^ . La 117^ bis vi era giunta dalla prima linea  agli alloggiamenti di Vermegliano il 5 Maggio ,  in quanto, vi era a  aggregata alla Brigata Mantova fino a quel giorno.
La potente esplosione uccise senza che nemmeno si accorgessero  sul colpo 50 uomini,mentre  altri 2 morirono poco dopo  per le gravi ferite presso le strutture sanitarie. Tra questi 52 soldati uccisi vi era anche  il soldato CARLI Otello. 
Oggi da com'era il cotonificio nel 1917 rimane ben poco, e non c'e' nulla che ricordi questo tragico fatto accaduto in quel luogo il 6 maggio 1917 in memoria di quei 52 soldati. 

Il cotonificio di Vermegliano ai giorni nostri :
 




 
 


 

venerdì 14 gennaio 2022

Tenente ARDUINO Antonio


 

210°  Reggimento Fanteria Brigata Sesia


 Nato a Moncalieri (TO) il 24 Settembre 1895
Morto a Hudi Log il 1 Novembre 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia 1° Gradone - Loculo 1329 
 
 

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare

 
Comandante di una sezione mitragliatrici, si portava risolutamente con la prima ondata d'assalto oltre le difese avversarie, e sosteneva, nonostante le forti perdite, un contrattacco nemico, dando tempo agli altri nostri reparti di affermarsi saldamente sulle posizioni conquistate. Durante una successiva azione, nell'arduo adempimento del proprio dovere in combattimento, colpito da un proiettile nemico vi lasciava gloriosamente la vita.
Oppacchiasella, Nova Vas, Hudi Log, 1° Ottobre - 1° Novembre 1916

 

 

Note Storiche:

 

Per la giornata del 1° Novembre 1916, gli obbiettivi fissati per le Divisioni del III° C.A. erano i seguenti:

a) in primo tempo per la 47^ e 34^ div l'antistante trincea nemica,

b) in secondo tempo: sorpassata la linea nemica (Velicki Hribach - Hudi Log - quota 235) impegnarsi contro la successiva linea di difese Fajti- Castagnevizza - Selo

Alle ore 11.10 su tutta la fronte del C.A. avviene lo scatto delle Fanterie che, nel primo impeto dell'attacco , riescono ad occupare gran parte della linea difensiva avversaria antistante tenuta fino al pomeriggio.

47^ Div :  (brigate Marche e Sesia) Le prime ondate della Brigata Sesia, vincono la resistenza di una linea avanzata presso il meridiano di q. 202, prendendo contatto con l'ala destra del XI° C.A., mentre reparti della Brigata Marche, superati trinceramenti avversari, raggiungono una dolina antistante alle prima case di Hudi Log. In complesso le resistenza incontrate sono state forti e limitati i progessi conseguiti.

I reparti della Brigata Marche che erano giunti sotto le prime case di Hudi Log, battuti da violentissimo fuoco , ripiegano prima sulla linea di trincee già conquistate, e poscia con la sinistra, su quelle di partenza.Rincalzata la prima linea coi battaglioni di riserva, verso le ore 16 le fanterie ritornano all'attacco, che però non riesce a causa della barriera posta dal nemico.

Per quanto riguarda il 201° Reggimento della Brigata Sesia appartenente alla 47^ Divisione nella giornata del 1° Novembre, nel corso della notte sul 31 Ottobre giungeva l'ordine di attaccare le posizioni nemiche tra la quota 202 e Hudi Log . A disposizione del Comando di Reggimento rimenevano il 2° Battaglione in 1^ linea ed il 3° di immediato rincalzo, mentre il 1° passava a disposizione della Brigata quale riserva di quel Comando. A differenza da quanto riferito prima riporatto dal diario del XIII° C.A. quello del 201° fanetria cita che l'inizio dell'attacco da parte delle fanteria dopo intenso fuoco di artiglieria , si verificò alle ore 14.10. Le compagnie di testa del 2° Battaglione (5^ e 8^) mossero all'attacco dlele posizioni nemiche ,ma progredirono di poco data la resistenza nemica e nella notte del 2 Novembre si rafforzano sulle posizioni raggiunte. 

Le perdite subite nella giornata del 1° Novembre da parte del 201° reggimento dichiarate a fine giornata furono le seguenti:

Ufficiali: Uccisi 1 (Ten. ARDUINO), Feriti: 4 - Truppa Uccisi 29, Feriti 227, Dispersi - .

La morte del Tenente ARDUINO è avvenuta a seguito di ferita da scheggia di granata. La sua salma inizialmente fu tumulata nei pressi di Oppacchiasella, per poi successivamente essere trasferita al cimitero di Fogliano.

 

Mappa del XIII^ C.A. alla vigilia della 9^ battaglia :

 


 

 



giovedì 30 dicembre 2021

Caporale CIPRANDI Virginio

 


136° Reggimento Fanteria Brigata Campania

 

Nato a Milano il 7 Settembre 1895
Morto sulle alture di Vermegliano il 19 Luglio 1915
Sepolto a ....... 


Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare

 
Sebbene ferito, continuava a comandare la propria squadra, incitando i soldati al fuoco, finchè veniva ferito a morte da colpi di mitragliatrice.
Vermegliano, 19 Luglio 1915



Note storiche:
 
Dal 12 Luglio 1915, il 136° Fanteria della Brigata Campania veniva schierato alla dipendenze della 14^ Divisione nel settore di Ronchi. Questo settore vedeva come principale reparto la Brigata Acqui , schierata con i suoi due reggimenti 17° e 18° fanteria sulla fronte dalle pendici sottostanti della quota 118 del Monte Sei Busi alla quota 45 di Selz. Il giorno 18 Luglio vedeva l'inizio della seconda offensiva chiamata successivamente  come II^ Battaglia dell'Isonzo. Dove all'inizio dell mattinata vedeva i fanti del 18° fanteria doevvano agire dopo aver aperto dei varchi verso il ciglione carsico di Vermegliano, mentre il 14° Fanteriaavrebbe avanzato  avente come obbiettivo le quote del Sei Busi. Alle ore 11 inizò l'avanzata della fanteria dove il 18° alle ore 12 aveva due compagnie spiegate sui due versanti del Valloncello di Vermegliano. Per trarre profitto dell'avanzata del 18° fanteria veniva ordinato al 136° Fanteria di portarsi presso il battaglione del 18° in trincea presso il passaggio a livello della ferrovia di Ronchi-Dobbia. pronto a rincalzare verso Vermegliano a questi si era unito anche il 13° Fanteria perchè si collegasse in cresta al 18° . Ma il fuoco austriaco colpiva d'infilata sulla destra le compagnie del 18° che avevano passato i reticolati infliggendo ad esse gravi perdite, costringendole alla fine a ripiegare verso Vermegliano, Un battaglione del 18° rimaneva  a contatto dei reticolati e due battaglioni uno del 18° e uno del 136° tenevano saldamente Vermegliano benchè sotto il fuoco dell'artiglieria di medio calibro che distrusse gran parte del caseggiato del paese. Nmemeno i due reggimenti della Pinerolo 13° verso Selz e 14° verso il Sei Busi riscirono ad avanzare casusa il fuoco di artiglieria nemico..
Veniva deciso di riprendere l'azione con l'avanzata generale verso le ore 15.30.  Il 136° vedeva schierato con due battaglioni presso il canale Dottori nelle trincee ed uno a Soleschiano. IL 13° ed il 18° avanzarono con il battaglione di prima lineaoccupando le trincee nemiche. al 13° venne dato l'ordine perentorio di occupare verso la sera a qualunque costo le alture prospicienti a Selz. Due compagnie del 14° che erano avanzate a 30 metri dai reticolati, colpite da violento fuoco di artiglieria e fucileria dovettero retrocedere alle trincee di partenza. Alle 16.20 una compagnia del 13° fanteria riuscì ad occupare dei trinceramenti nemici a sud del Valloncello di Selz subito raggiunta da un'altra compagnia del reggimento. Avendo fatto presente da parte del Comando della Brigata Acqui delle difficoltà che erendevano quasi impossibile da parte del 14° fanteria il superare le difese nemiche, il Comando della 14^ Divisione disponeva che il reggimento qualora non riesciuva nell'intento, rimanesse sulle posizioni conquistate e ritenti nella notte di aprirsi nuove brecce nei reticolati.Verso le ore 18 si ha un forte temporale, a tale ora si ha notizia che dalle 17.45 tre compagnie del 18° ed una del 13° sono saldamente appostate sull'altopiano, e che il movimento del 18° continua regolarmente, che un battaglione del 136° gli è a pronto rincalzo, e dil 13° continua a spingere forse sull'altopiano. Veniva  richiesto da parte del Comando della 14^ Divisione al Comando del VII° C.A. di avere a disposizione il 17° Fanteria. L'occupazione delle alture di Vermegliano e di Selz si va completando sotto la protezione dell'artiglieria.
Alle ore 23 veniva emanato l'ordine di operazione n. 23 : dove veniva richiesto alla Brigata Acqui di provvedere nella notte ad una forte occupazione del margine dell'altopiano a N.E. di Vermegliano ed attaccare alla mattina con il 136° M. Sei Busi da Sud verso N.W. e col il 14° da S.W. verso N.E.
La mattina del 19 Luglio si apriva come una calda giornata la quale nel corso di questa il termometro segnerà ben 28 gradi. Nella notte, per facilitare il compito alla Brigata Acqui dallo sgomberare dai nemici le cave di Selz e di raggiungere il margine dell'altopiano veniva messa a sua disposizione il battaglione bersaglieri Ciclisti. L'operazione contro il M. Sei Busi, che secondo gli ordini dati dalla Brigata Acqui doveva iniziarsi alla ore 4 per parte del 14° fanteria, dal 136°, ed ebbe inizio solamente verso le ore 7 da aprte del 136° causa il violentissimo fuoco di fucileria ed in specie di mitragliatrici nemiche, che ha impedito l'apertura dei varchi nei reticolati. Alle ore veniva annunziato il buon proseguimento del VII° Batt. Bersagliari Ciclisti dalle Alture di Vermegliano sopra le Cave di Selz. Alle ore 8 il 136° continua ad avanzare lentamente e anche il 14° benchè lentamente muove alla'attacco. Alle ore 9 un violento fuoco di artiglieria nemica diretto sul 18° Fanteria  e una minaccia di aggiramento sulla sua sinistra costrinsero il 136° ad arrestare l'avanzata allo scopo di proteggere detto fianco. Anche il 14° rimase fermo a 30 metri dai reticolati.
Alle ore 11.30 le truppe di Vermegliano e Redipuglia sono ferme sotto il fuoco avversario ce causa loro gravi perdite.
La situazione si presenta alquanto grazie, le truppe di Vermegliano e Redipuglia non possono avanzare, tengono le posizioni occupate con grave sacrificio. Tenuto conto dell'aumentare delle perdite, che anche il Comando della Brigata Acqui fa presente che perdurando tale situazione i reparti da esso dipendente corerrebbero rischio di essere distrutto e nelle considerazioni che tenendo aperti i reticolati le attuali posizioni possono essere riconquistate quando si voglia, allo scopo di evitare nuovi ed inutili sacrifici questo Comando dispose alle ore 14.45 che le truppe di Vermegliano venissero ritirate.
Il ripiegamento delle truppe di Vermegliano avviene a scaglioni, ordinatamente e con poche perdite. In seguito a  il Comando di Divisione dispose che il III° Batt. Bersagliari Ciclisti resti a Vermegliano con occupazioni avanzate tali da permettere in qualsiasi  momento la ripresa dell'offensiva.
Alle 17 in seguito ad ordine del Comando del VII° C.A. si svolse un'azione ad opera di artiglieria campale contro truppe austriache che da Doberdò accorrevano verso il Sei Busi. La situazione rimase invariata sino alla fine della giornata.
Il 136° Reggimento Fanteria nella giornata del 19 Luglio 1915,  vide la perdita in morti di 68 uomini tra Ufficiali e Truppa tra questi il Caporale CIPRANDI.
 
Situazione nel settore di Vermegliano il 21 Luglio 1915, il 136° era stato ritirato dalla prima linea, si notano i due valloncelli di Vermegliano occupati dai reparti Italiani dopo le azioni svolte nelle  giornate del 20 e 21 Luglio:
 

 
 
 

Veduta dalle alture di Vermegliano verso la quota 45 e 65 di Selz





Il Valloncello Settentrionale di Vermegliano

 


Veduta verso Vermegliano dalle linee italiane del 1916 (Camminamento Borro):


 

Per questo Post ringrazio Matteo D'Angella.