In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

"Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi."

Vera Brittain



«Qui ci verranno dopo la guerra a fare la gita di ferragosto. E diranno: se c’ero io! Ci saranno i cartelli-rèclame e gli alberghi di lusso! Passeggiate di curiosità come ai musei di storia naturale; e raccatteranno le nostre ossa come portafortuna.»

Carlo Salsa

sabato 21 novembre 2020

Maresciallo Ordinario VELLEI Sinibaldo

 

17° Fanteria Brigata Acqui

 

Nato a  Ascoli Piceno il 14 Gennaio 1891
Morto sul Monte Sei Busi il 21 Ottobre 1915
Sepolto a --------



Decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare  


Costante e fulgido esempio di valore, di tenacia e d'ogni più alta virtù militare durante le precedenti azioni, entrò per primo alla testa del suo plotone, in un trinceramento nemico, facendovi prigionieri e conquistando armi e materiali. Ferito una prima volta, non si ritrasse dal combattimento; nuovamente e più gravemente ferito continuò ad incitare i suoi alla lotta, fino a quando cadde gloriosamente sul campo.  
Sei Busi, 21 ottobre 1915


Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 


Capo del drappello dei volontari per la distruzione dei reticolati nemici mediante tubi mina, per otto volte di seguito lo guidava ad eseguire tale mandato e sempre con ottimo risultato, addimostrando di possedere, oltrechè freddezza d'animo, audacia ed energia di volntà, anche un grande ascendente sui suoi inferiori.
Vermegliano, 30 giugno 1915


Note Storiche:

Il 18 ottobre 1918, vedeva l'inizio della terza offensiva sul'Isonzo, denominata poi per il susseguirrsi di altre alla III^ battaglia dell'Isonzo. La  Brigata Acqui appartaneva alla 14^ Divisione e schierava i suoi due reggimenti nel settore carsico dove vedeva il 17° reggimento avere il I° battglione nelle posizioni del Monte Sei Busi quota 118, precisamente nella parte a est della quota quasi sul ciglione a quota 100 mantendendo solamente a livello avanzato delle piccole guardie nel plateau della quota in modo da controllare il settere verso le linee austriache del "Rivellino". Il resto del 17° con 6 compagnie erano schierate dal limite del camminamento alto verso M. Sei Busi con il Valloncello meridionale di Vermegliano; mentre il gemello 18° con 7 compagie fra questo valloncello e la strada Sez-Doberdò.
Il I/17° era collegato con le truppe del 15° fanteria Brigata Savona, mentre il 18° con quella della Brigata Pinerolo 13° fanteria. 
IL 21 ottobre alle ore 6.30 veniva ripreso il tiro di demolizione delle trincee avversarie, tiro che andava mano a mano a intensificandosi, fino a diventare dall 9.30 alle 10, violentissimo su tutte le posizioni dell'avversario.
Alle ore 10, le artiglierie allungarono il proprio tiro per dar modo alle fanterie di avanzare. Dalle trincee, muovono a tale ora i primi gruppi seguiti da successive linee, ed il movimento si accentra in tutta la fronte dal I/17° a sinistra , al 18° a destra.
Non appena iniziato il movimento dalle trincee di fronte, guarnitissime, dal fianco destro (trincerone quasi parallelo alla strada di Doberdò), il nemico apriva violento il fuoco di fucileria e mitragliatrice, a questo si univa subito quello intenso delle batterie avversarie che con tiri a shrapnels aggiustatissimi e con tiro a granata di medio calibro batteva d'infilata da destra l'intera fronte; sull'altura di M. Sei Busi al tiro di artiglieria si aggiungeva anche quello frontale proveniente dalla direzione di Doberdò.
Le prime linee furono abbattute e susseguenti seguirono la stessa sorte , per cui il movimento si arrestava.
Alle ore 11 , d'ordine del Comando di Divisioone , veniva ordinata una sosta dell'avanzata, allo scopo di permettere all'artiglieria di continuare a battere le opere avversarie.
Il nemico in questo frattempòo, uscendo dal margine nord del bosco di Doberdò, cercava di contrattaccare, ma il suo movimento veniva fermato dal tiro delle batterie del 2° gruppo del 18° artiglieria.
Alle ore 14.30, d'ordine del Comando della Divisione, l'avanzata fu ripresa  e nonostante il fuoco sempre violento di artiglieria, fucileria e mitragliatrice, le linee arditamente procedono.
Il I/17° riusciva a penetrare in un tratto di trinceramento nemico ed a farne prigionieri i difensori, ma veniva  uccisa insieme al drappello di prigionieri.
Le linee del 17° e 18° avanzarono fin sotto i reticolati nemici, ma non poterono proseguire oltre.
Le perdite furono rilevanti sia negli ufficiali come nella truppa.
Per rafforzare co urgenza il I/17° fu inviata una compagnia (6^) della riserva del 17°. Il Comando della Divisione mise a disposizione il III/75° facendolo avanzare al canale Dottori a cavallo della strada di Vermegliano , e questo Comando inviava successivamente prima una e poi altre due compagnie a rincalzo del I/17°.
Le perdite della giornata avute dalla Brigata Acqui erano così inizialmente riportate:
 
17° Reggimento morti: ufficiali 2 / 18° reggimento : 7 
                 "        feriti        "       5 /              "            6
                 "        morti  truppa  32/              "           49
                 "        feriti       "       165/            "          154
                 "        dispersi   "        35 /            "            38

Il conteggio reale dei morti subiti dei due reggimenti in questa giornata riporta invece a :
 
17° reggimento :  45  
18°reggimento  :  87.
 
 
Mappa con indicate le posizioni italiane e austriache dell' ottobre 1915 settore del I/17°:



Veduta dalla posizioni austriache del "Rivellino" verso la quota 118 e le posizioni italiane:
 

 
la trincea del "Rivellino" come si presenta oggi
 
 






 


mercoledì 21 ottobre 2020

Tenente AZZUE' Virgilio

 

139° Fanteria Brigata Bari

 

Nato a Sessa Aurunca (CE) il 13  marzo 1894
Morto a Quota 144 il 2 Novembre 1916
Sepolto a  -------
 

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 

 
In numerosi combattimenti, entusiasta ed audace, si prdigò per la vittoria delle armi nostre. Con mirabile sprezzo del pericolo, caduti numerosi ufficiali, riorganizzava i reparti e si lanciava alla conquista di una forte posizione avversaria. Ripreso l'attacco, faceva ancora rifulgere il suo ardimento, giungendo fra i primi nelle posizioni nemiche. E mentre instancabile ed attivo, curava il rafforzamento della nuova linea, colpito in pieno da piombo nemico, immolava alla Patria la sua preziosa esistenza.
Carso (Quota 144) 10 ottobre - 2 novembre 1916

Note Storiche:
 
La Brigata Bari, apparteneva alla 16^ Divisione, e il 2 Novembre 1916 la vedeva schierata sulla linea di quota 144.unitamente ai reparti della Brigate di fanteria Catania e Cremona e al Genova Cavalleria e ai Lancieri di Novara. La 9^ offensiva sull'Isonzo era cominciata il 31 Ottobre, con vari tentativi di assalto da parte delle truppe Italiane. la Bari che occupava la posizione centrale della quota avevano o di fronte il 55° I.R. austriaco. Si riporta  la narrazione dei fatti di questa giornata scritti sul diario della 16^ Divisione comandata dal Maggiore Generale carlo SANNA:
L'inizio della giornata del 2 novembre portava la notizia  dell'avvenuta felice avanzata dell'XI° C.A. e parte del XIII°, si dispose che venga ripreso l'attacco in modo da completare o rettificare la  nuova occupazione su quota 144,e  non appena la 33^ Divisione raggiungeva  quota  235, doveva passare al secondo tempo puntando su Jamiano.Gli obbiettivi prevedevano a modifica del precedente ordine  che la Brigata Catania di spuntare sulla sua sinistra la resistenza nemica ne tratto di trincea antistante, resistenza che rendava difficile e meno diretto il collegamento con la destra della Brigata Bari.
Le truppe della Divisione, impegnate durante la gironata per la conquista e il mantenimento delle posizioni nemiche, e durante la notte per rafforzare e rovesciare la linea espugnata furono sottoposte all'azione violentissima delle artiglierie nemiche d'ogni calibro che riprese all'alba e proseguì con buoni periodi di tregua, fino a sera, dirigendoli non solo contro la nuova trincea da noi occupata, ma con altrettanta intensità contro le nostre linee arretrate, il vallone e le vie d'accesso specialmente lungo le sponde del lago di Doberdò.
 
In uno di questi bombardamenti alle 14.30 una granata nemica da "305" colpiva la posizione dello Stato Maggiore del 139° fanteria uccidendo sul colpo alcuni ufficiali insieme a 32 uomini. Tra questi cadeva il Tenente Virgilio AZZUE' Aiutante Maggiore del battaglione. Egli fu poi sepolto nella dolina Canzler assieme ad altri Ufficiali. In questa dolina furono sepolti ufficiali e soldati di altri reparti come ad esempio gli ufficiali del 7° Bersaglieri COTTINI e CHIERICATI. ( dal libro "Centoquantaquattro  e dintorni" di Paolo Gropuzzo).
 

Mappa schieramento della 16^ Divisione alla vigilia della 9^ battaglia dell'Isonzo:
 
 


Mappa con indicata la posizione della dolina Canzler: 


Resti della lapide della tomba del Tenente AZZUE':
 

 
( dal libro "Centoquantaquattro  e dintorni" di Paolo Gropuzzo).
 
 



mercoledì 16 settembre 2020

S.Tenente Volontario SANCISI Silvio

 


29° Reggimento Fanteria Brigata Pisa

 

Nato a  Santarcangelo di Romagna il 19 agosto 1895
Morto a Lokvica  il 14 Agosto 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia  18° gradone - loculo 33195 
 

 

Decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare 

 
Aspirante ufficilae reggimento di fanteria - Mentre, in zona micidialmente battute e già ferito, incitava a gran voce i suoi soldati perchè accoressero a rinforzare l'occupazione di una trincea conquistata, cadeva ucciso da una granata nemica.
Lokvica, 14 agosto 1916

Note storiche:

La morte del sottotenente SANCINI avviene durante la fase terminale della VI^ battaglia dell'Isonzo, dove i reparti della Terza Armata, si accingevano dopo aver avanzato dalle posizioni iniziali ed aver oltrepassato il Vallone di Gorizia a varcare le pendici dell'altopiano  Carsico  denominato  di Komen  o Comeno in italiano.
La Brigata Pisa con i suoi due reggimenti 29° e 30° agli ordini della 21^ Divisione si preparava all'assalto, mentre le le truppe erano violentemente battute dall'artiglieria austriaca.  Il giorno prima letruppe della 21^ e 23^ Divisione ricevettero l'ordine deal Comando dell'XI° Corpo d'armata di insistere nell'avanzata con obbiettivi da raggiungere così indicati: Volkovjak - Veliki Hribach -Pecinka - q. 308 - gradino di q. 202 ad est di Oppacchiasella. Di conseguenza i comandanti delle citate divisioni disposero per una vigorosa continuazione dell'azione coadiuvata con l'azione dei medi calibri. L'attacco delle fanterie doveva iniziare  alle ore 13.30 sulla fronte di q. 187 ma fu ritardato fino alle ore 15 a causa dell'insufficente apertura dei reticolati. La sinistra della 21^ Divisione con la Brigata Pisa avanzò decisamente contro i reticolati che si estendevano al piede della collina ed est di quota 200 (nord della strada q.87 - Lokvica), la quale fu superata in alcuni punti, suscitando panico nelle truppe nemche che sembravano disporsi alla resa, ma per il fuoco di alcune mitragliatrici la resistenza riprese vigore. Le truppe per molte ore si accanirono contro i reticolati con reiterati sforzi per superare le difese nemiche ancora in efficenza, ma non possono riuscirci e così si aggrappano al terreno, rafforzandosi per non perdere  i lievi vantaggi conseguiti. Alle 21.30 fu diramato un altro ordine da parte del Comando dell'XI° C.A. per non dare tregua al nemico dopo  i vantaggi ottenuti nella giornata e anche per assecondare l'azione della 2^ Armata. Il Comadante d'artiglierà disponeva per lo spostamento in avanti delle artiglierie campali, compresi gli obici da 149. Ma le truppe, ancorchè animate da elevato spirito, erano esauste dagl'interrotti combattimenti che durano da molti giorni, onde appariva conveniente  provvedere alla sostituzione con unità più fresche. Nella sera stessa la Brigata Regina vinta, con il concorso della sinistra della 19^ Divisione, la resistenza dell'altura a sud est di Oppacchiasella, dove alle ore 19 riprese l'avanzata verso est., mentre la Brigata Pisa anch'essa della 21^ Divisione riusciva a conquistare di fronte a quota 187, due linee di trinceramenti avversari sperando di poter completare l'occupazione della posizione. Al mattino del 14 agosto  fu disposto dal Comando dell'XI° C.A. che le artiglierie, dalle ore 6 alle 12, in  concomitanza a quelle dell'VIII° C.A. si preparassero all'eventuale avanzata, intensificando  poi il tiro dalle 9 alle 12. L'attacco delle fanterie è stato ritardato a questa ultima ora per dar tempo di riposare alle truppe, molte delle quali sono state in marcia durante la notte. Alle ore 12 le fanterie inziano l'avanzata su tutta la fronte. La Brigata Pisa alle ore 12 e 30 con i suoi uomini entra nella trincea nemica, facendo 300 prigionieri,  la stessa poi  chiedeva rinforzi continuamente per non perdere la posizione conquistata , l'aiuto veniva chiesto alle Brigate laterali ma invano. Veniva infine inviato a rinforzo un battaglione del 10° fanteria Brigata Regina, dove questo attacca e avanza. Si cominciava a sostituire le truppe più stanche. Avendo avuto sentore di un possibile contrattacco nemico, veniva chiesto dalla Brigata Pisa che venisse battuta Lokvica. Dal Comando della 21^ Divisione veniva impartito l'ordine per il cambio degli uomini della Brigata. Pisa, la quale fui poi sostituita dai fanti della Brigata Pinerolo. Si concludeva la giornata del 14 Agosto 1916, giornata che oltre alla morte del Sottotenente Sancisi, il 29° fanteria al quale egli  apparteneva ebbe altri 48 morti.

Il Sottotenente SANCISI apparteneva all'11^ compagnia del III° battaglione 29° fanteria, morì durante l'azione del 14 agosto 1916 a seguito di ferite di pallottole e schegge di granata.


Mappa della dislocazione della 23^ Divisione  e in blu lo schieramento della Brigata Pisa alle ore 7 del 14 agosto 1916:
 

(mappa dall'archivio Mitja Juren)



mercoledì 5 agosto 2020

S.Tenente BOFFI Luigi






20° Fanteria Brigata Brescia

Nato a Milano il 1 Settembre 1888
Morto sul Monte San Michele il 11 Novembre 1915
Sepolto a -----




Note storiche:

L'11 Novembre 1915 vedeva il 20° fanteria che con il 19° formava la Brigata Brescia schierato nel settore tra Cima 4 e San Martino del Carso. Essa apparteneva con la Brigata Ferrara e il 131° fanteria alla 22^ Divisione XI° Corpo d'Armata . La IV° battaglia dell'Isonzo era cominciata il giorno prima e la notte era tarscorsa tranquilla tranne qualche fuoco di fucileria e di artiglieria per disturbare il nemico. Viene tentato anche di far brillare dei tubi di gelatina ma che a causa dell'umidità fallisce in quanto l'umidità non permette l'accensione delle micce.
Nella mattinata la visibiltà è fortemente ostacolata da pioggia dirotta, per cui il tiro d'artiglieria perde di efficacia.
L'avanzata delle fanterie cominciò alle ore 12.
La brigata Regina, sulla destra della 21^ divisione, riesce in ripetuti attacchi alla baionetta della 21^ divisione, riesce in ripetuti attacchi alla baionetta ad impadronirsi di gran parte del ridottino, mentre la brigata Pisa, sulla sinistra non può avanzare, a causa delle forti resistenze incontrate nel “Groviglio” nel fuoco intenso delle artiglierie avversarie.La 22^ divisione avanza su tutta la fronte fino ad arrestarsi ai reticolati nemici, e cioè il 131° fanteria verso la cima 3; il 19° fanteria verso cima 4; la brigata Ferrara verso il trincerone dei sacchi a terra, tra cima 4 e cappella S. Martino.
La 29^ divisione, nonostante il violento fuoco a raffiche del nemico, avanzava contro il costone di quota 124 che scende da cima n. 1, ma deve anch’essa arrestarsi, dopo superato notevoli difficoltà di terreno, di fronte a più ordini di reticolati nemici, attraverso il primo dei quali apre un piccolo varco che cerca poi nella notte di ampliare.
A causa dell’aumentare della piena dell’Isonzo nella notte sono stati ripiegati i ponti di Sagrado.Il comd. di corpo d’armata informa che uno scoppio di granata travolse la gloriosa bandiera del 9° fanteria, della quale nonostante le accurate ricerche continuate da un drappello di quel reggimento lasciato sul posto, anche dopo il ritiro della 21^ divisione, non è stato possibile rinvenire che le medaglie e lembi del drappo.
Il comd. d’armata esprime dispiacere per l’incidente ed invita ad proseguire ancora accuratamente le ricerche per ritrovare almeno la freccia della bandiera.
La descrizione di questa giornata da parte del Comando della III^ Armata non trova citato il 20° fanteria il quale operò con il 19° nel settore di Cima 3 del Monte San Michele come lo dimostra la mappa postata di seguito.
Il Sottotenente BOFFI apparteneva alla 12^ compagnia del III° battaglione, e fu colpito come l'attesta il suo atto di morte da una pallottola nella zona del labbro superiore uccidendolo. Questo è avvenuto alle ore 11.30, mezz'ora prima dell'ora indicata del'inizio dell'avanzata delle fanteria.
BOFFI Luigi era noto come giocatore di calcio dell'Internazionale dove militò con una solo presenza nel campionato della 1^ categoria l'allora Serie A odierna nel 1910-11, oltre ad essere un atleta come velocista.
Fu sepolto dopo la sua morte nel cimitero di Peteano presso il casello ferroviario 46.
Attualmente non si conosce il suo luogo di sepoltura. molto probabile che dopo la guerra i suoi resti siano stati traslati a Milano  città di nascita e di residenza, da parte dei suoi famigliari.



Mappa dell'XI° Corpo d'Armata con lo schieramento dei reparti all'inizio della IV^ battaglia dell'Isonzo con indicato il battaglione del Sottotenente BOFFI :




l'Ordine di operazione n. 30 emanato dal Comando dell'IX° Corpo d'armata per l'11 Novembre 1915:







sabato 13 giugno 2020

Maggiore CADIOLI Antonio Amedeo





30° Fanteria Brigata Pisa

Nato a Sustinente l'8 Dicembre 1870
Morto a Lokvica il 17 Settembre 1916 
 Sepolto a ------

                     

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 



Sublime esempio di ardimento sereno, sprezzo del pericolo e profondo sentimento del dovere, cadde alla testa del suo battaglione che , con entusiasmo slancio, guidava all'attacco di una ben munita e importante posizione nemica.
Altopiano Carsico, 16 Settembre 1916


Note Storiche:

Il 17 Settembre 1916, fu l'ultimo giorno delle operazioni durante la prima spallata d'autunno VII^ battaglia dell'Isonzo che vide protagoniste le truppe della Terza Armata per una fronte che comrpendeva  San Grado di Merna- Veliki Hribach- Lokvica-Opatje Selo Nova vas, quote 208 Nord e Sud- Quota 144 e le quote di Monfalcone 77 e 58.
La Brigata Pisa con i suoi due reggimenti 29° e 30° operava con la 21^ Divisione nel settore di Lokvica unitamente alla Brigata Regina.
Al mattino ore 6.30 del 17 Settembre è ripresa l'azione nel settore dell'XI° Corpo d'armata, e le batterie battono il settore dal Veliki al Pecinka.
Poco prima dell'avanzata delle fanterie, fissata dapprima alle ore 13 poscia alle 14, gran parte dell'artiglieria passano successivamente al tiro di controbatteria, mentre le altre batterie, insieme con quelle di campagna allungano verso est di 200 metri il loro tiro, il fuoco dell'artiglieria nemica è intenso.
Alle 14 muovono le fanterie, l'avanzata lungo la dorsale è la più contrastata: contro di essa il fuoco nemico è implacabile e alle ore 16.30 diventa di  eccezionale violenza. Ogni minimo movimento , segnalato con razzi verdi, provoca concentramenti infernali di fuoco. In tale condizione le nostre truppe, pur conservando saldamente le posizioni, sono nell'impossibilità di avanzare.
La Brigata Pisa aveva in linea solo un battaglione del 30° fanteria posto a rincalzo di due battaglioni del 10° e uno del 9° fanteria. Alle ore 14.55 escono le prime pattuglie, subito dopo la prima ondata uscita è accolta da fuoco violentissimo, si vedono accorrere dei rinforzi nemici e le truppe uscite non riescono ne avanzare e ne retrocedere. Ricevuto l'ordine dal Comando della 21^ Divisione viene inviato l'ordine al Comandante del 30° fanteria Col Ingami, di tenersi pronto ad accorere in prima linea con due battaglioni. Mentre dura la lotta giunge l'ordine di avanzare ad ogni costo, ma le condizioni dei reticolati sono identiche. Ciononostante la lotta prosegue, finchè dal Comando della 21^ Divisione si riceve l'ordine di fermare l'azione. La notte passò calma salvo qualche raffica di fuoco. In questa giornata oltre al Maggiore Cadioli  trovò la morte anche il Col. Stennio del 9° fanteria.
Il 30° fanteria ebbe oltre al Maggiore Cadioli 5 uomini di truppa morti.



Mappa con lo schiermanto della 21^ Divisione comprendente la Brigata Pisa alla vigilia della VII^ battaglia dell'Isonzo:




A una dolina Sede di Comando zona 263 di Lokvica venne dato il nome del Maggiore Cadiolli.
La Dolina Cadioli ai giorni attuali:






sabato 25 aprile 2020

Soldato MICHELIN Luigi





2° Reggimento Granatieri

Nato a Sacile il 2 Settembre 1898
Morto sul Carso a quota 219 (Selo) l' 11 Luglio 1917
Sepolto al Sacrario di Oslavia tra i noti


Note Storiche:

Il 2° reggimento Granatieri nel Luglio 1917 si trovava in linea nel settore di quota 219 a ovest di Selo, il giorno 8 Luglio il 1° battaglione sostituiva in 1^ linea il IV° battaglione del 1° Granatieri, mentre il 3° battaglione sostituiva la 5^ - 7^ e 15^ compagnia del 1° Granatieri. Questi reparti si trovavano così dislocati nel giorno 11 luglio, che vide la morte del soldato MICHELIN. I giorni in linea erano dedicati ai lavori di rafforzamento dei trinceramenti della linea occupata.
Il giorno 10 vide un violento fuoco d'artiglieria da parte austriaca controbattuto dall'artiglieria italiana. Questo fuoco provocò la morte dell'Aspirante Genga Luigi e di 6 uomini di truppa.
Il giorno 11 al mattino una lieve attività delle artiglierie, alla sera più intensa. Come da ordine ricevuto dal Comando della Brigata , le sezioni lanciatorpedini Bettica, le sezioni Bombarde del nostro settore eseguirono da  circa le ore 7 un efficace tiro di demolizione sui trinceramenti e sulle linee nemiche. Il fuoco durato un quarto d'ora ha prodotto effetto visibilmente efficace.
Perdite: Ufficiali: // ; truppa: morti 1 (soldato Michelin) - feriti 4.

Michelin Luigi era figlio di Bortolo e Camillotti Rosa e la famiglia resideva nella zona della campagne di San Giovanni del Tempio frazione di Sacile, fu sepolto dopo la sua morte nel Cimitero degli Eroi che si trovava nella località Borgo San Rocco di Gorizia, i caduti di questo cimitero quando fu dismesso furono traslati  nel Sacrario di Oslavia e cosi' anche il soldato Michelin, cosa un po' insoltita per un caduto sul Carso.



Mappa con la linea davanti a quota 219 tenuta dai Granatieri di Sardegna


Veduta su quota 219 sotto l'ex confine Italo-Sloveno di Comarie:



Per questo post ringrazio Giulia De Nardi nipote di Michelin Luigi








lunedì 13 aprile 2020

Caporale Maggiore ARDENGHI Luigi






262° Fanteria Brigata Elba

Nato a Cremona il 1 Luglio 1893
Morto sul Vodice il 20 Luglio 1917
Sepolto al Sacrario di Oslavia 



Note Storiche:

La Brigata Elba 261°- 262° reggimento prese  parte alla X^ battaglia dell'Isonzo, che la vide  impiegata nella sanguinosa conquista del Monte Vodice,   apparteneva  alla 53^ Divisione comandata dal Ten. Generale Maurizio Gonzaga.
Alcuni giorni dopo la battaglia fu mandata a riposo, per poi il 10 Luglio ritornare al fronte sempre sul Vodice dove il 262° terrà la linea di quota 652 mentre il 261° messo a rincalzo dopo alcuni giorni presideirà la linea della "Selletta del Vodice- quota 592, le giornate in quel periodo vengono adoperate per rinforzare le linee conquistate a Maggio, vengono effettuate azioni di pattuglie per sondare i lavori del nemico, in attesa della prossima offensiva di Agosto. Non mancano i tiri di artiglieria da ambo le parti.
Il giorno 19 Luglio il diario della 53^ Divisione riporta quanto segue:
Nulla di notevole accade nella notte, mentre al mattino, dalle 10.30 alle 12.30 l'artiglieria nemica, con medi e piccoli calibri batte l'intera linea della divisione causando notevoli danni alle trincee e camminamenti.
I tiri nemici provengono dalle direzioni di  Monte Santo e Kobilek. La nostra artiglieria esegue raffiche su Baske. 
Salvo i soliti lavori dell'avversario le nostre pattuglie in ricognizione non segnalano nulla di nuovo.
Oggi vengono ultimati i lavori per la sistemazione di una stazione radiotelegrafica su q. 652 del Vodice.
Il Comando di Corpo d'Armata comunica che nei giorni successivi gli ufficiali delle truppe appartenenti alle Divisioni 23^,24^,49^ e 66^ eseguiranno ricognizioni sulla fronte della Divisione.
Nessuna variante alla dislocazione
Perdite:
261° fanteria truppa feriti 13
262°     ""         ""       ""    17.

Non viene segnalato nessun morto in quella giornata, molto probabile che il Caporal Maggiore ARDENGHI sia stato ferito nel corso del bombardamento austriaco e poi portato in un posto di medicazione dove poi cessò di vivere, per questo troviamo delle discordanze sulla data di morte dove viene indicata da alcune 19 e da altre il 20 Luglio 1917.
Verrà poi sepolto nel cimitero "Prelli" di Plava per poi una volta ultimato essere traslato al Sacrario di Oslavia.

Ho voluto dedicare questo post al Caporale Maggiore ARDENGHI, morto in una giornata fuori dalle grandi offensive, dagli assalti, colpito da una granata in una giornata calda dell'estate del 17, Quel giorno si arrivò a 31° gradi di temperatura secondo il diariuo storico della 53^ Divisione.
A differenza dei moltissimi caduti che riposano tra gl'ignoti ARDENGHI ha il suo loculo nel Sacrario di Oslavia. Chi lo sà quante volte i visitatori che si sono recati nel Sacrario  scorrendo con i loro occhi  i tanti nomi in quei loculi di marmo, nomi che dopo alcuni attimi lo sguardo passava veloce a quello successivo a cercare forse un nome di un parente, o di qualche caduto più conosciuto, ma di molti il nome non rimaneva più nel ricortd della nostra mente.  Ma dietro a quei nomi di quei loculi freddi di solitudine, c'è molto di più, in quei nomi c'era una vita fatta di amori, di speranze, di paure di gioie, vite giovani spezzate nel loro fiore dell'età, che oltre al nome non parla altro di loro.
Ho scelto ARDENGHI tra i tanti sepolti in quel Sacrario,  perchè casualmente  cercando altro, come sepmpre poi accde,  mi sono trovato a leggere  una sua cartolina che scrisse alla  madre un mese  prima della sua morte. Parole toccanti di un ragazzo giovane, professore di violino, che trovava il conforto nel scrivere alla propria madre. Credo sicuramente che nel leggerla sarà difficile non provare una certa commozione, motivo per cui era doveroso che questo soldato trovasse posto nel mio blog dove possa essere ricordato ancora:

" 17.6.917

Mammina Cara 
Anche oggi ti invio un messaggio portandoti il caro saluto, il bacio giornaliero che ti farà tanto bene. Perchè immagino la tua angoscia per i tuoi figli che stanno molto luingi della tua vigile protezione. Mamma quante volte invoco il tuo caro nome mentre i miei compagni credenti invocano la Madonna. Io non posso che chiamarti e raccomandarmi alla mia mammina, tu sei la mia Madonna, tu sei la divinità che domina la mia anima. Come sarei contento se tu mi scrivesti qualche volta di più mentre sto dei 15 gorni senza una tua parola. Appena mi scrivi dimmi di quel tesoro di Carletto. Intanto bacialo a mio nome baci tanti alla nuca e tutti i baci che io possa dare reiscili ora uniti ai più sentiti abbracci del tuo Gino..

Il fratello Carlo che cita nella lettera morirà anche lui per malattia il 1 Ottobre 1918 a Mestre presso L'ospedale da Campo 240. Egli apparteneva al 1° reggimento Granatieri.

Lapide dei due fratelli Ardenghi nel cimitero di Cremona (Archivio Silvia Musi):




Cimitero Prelli a Plava (Pico Cavalieri):




Monte Vodice con la quota 652 visti dal Monte Sabotino:





Mappa del Monte Vodice con la dislocazione della Brigata Elba il 1 Agosto 1917: