In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

"Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi."

Vera Brittain



«Qui ci verranno dopo la guerra a fare la gita di ferragosto. E diranno: se c’ero io! Ci saranno i cartelli-rèclame e gli alberghi di lusso! Passeggiate di curiosità come ai musei di storia naturale; e raccatteranno le nostre ossa come portafortuna.»

Carlo Salsa

sabato 22 gennaio 2022

Soldato CARLI Otello

117° Reggimento Fanteria Brigata Padova

 

Nato a  Vicenza il 3 Giugno 1892
Morto a Vermegliano il 6 Maggio 1917
Sepolto al Sacrario di Redipuglia 4° Gradone - loculo  7342 
 
 
Note storiche:
 
Vorrei in questo post ricordare un fatto tragico che si verificò nella giornata del 6 maggio 1917. Un evento che non è noto, perchè fuori  dalle giornate drammatiche delle grandi battaglie,  o da fatti che hanno conservato fino ai giorni nostri il ricordo . Questo grave fatto accadde nelle retrovie, dove il soldato una volta che vi è giunto può sentirsi al sicuore dai  pericoli della prima linea, via dalle trincee e da quello che comporta sa starci .E così comincia a vivere con più traquillità sentendosi più sicuro. Ma così non fu in quel giorno a Vermegliano presso gli edifici del cotonificio, dove vi si trovavano i fanti del 117° fanteria che con il 118° fanteria formava la Brigata Padova. Essa unitamente alla Brigata Mantova formavano  la 33^ Divisione che occupava la  linea del  settore di quota 208 Sud- Nad Bregom . Il reggimento si trovava a riposo a Vermegliano dal 28 aprile 1917. Il  6 Maggio 1917  l'artiglieria austriaca bombardava con medi e grossi calibri le retrovie del fronte nella zona di Ronchi, una granata di grosso calibro colpì un'alloggiamento dove vi si trovavano le sezioni mitraglitrici del 117^ fanteria e le compagnie mitragliatrici 117^ bis e 118^ . La 117^ bis vi era giunta dalla prima linea  agli alloggiamenti di Vermegliano il 5 Maggio ,  in quanto, vi era a  aggregata alla Brigata Mantova fino a quel giorno.
La potente esplosione uccise senza che nemmeno si accorgessero  sul colpo 50 uomini,mentre  altri 2 morirono poco dopo  per le gravi ferite presso le strutture sanitarie. Tra questi 52 soldati uccisi vi era anche  il soldato CARLI Otello. 
Oggi da com'era il cotonificio nel 1917 rimane ben poco, e non c'e' nulla che ricordi questo tragico fatto accaduto in quel luogo il 6 maggio 1917 in memoria di quei 52 soldati. 

Il cotonificio di Vermegliano ai giorni nostri :
 




 
 


 

venerdì 14 gennaio 2022

Tenente ARDUINO Antonio


 

210°  Reggimento Fanteria Brigata Sesia


 Nato a Moncalieri (TO) il 24 Settembre 1895
Morto a Hudi Log il 1 Novembre 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia 1° Gradone - Loculo 1329 
 
 

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare

 
Comandante di una sezione mitragliatrici, si portava risolutamente con la prima ondata d'assalto oltre le difese avversarie, e sosteneva, nonostante le forti perdite, un contrattacco nemico, dando tempo agli altri nostri reparti di affermarsi saldamente sulle posizioni conquistate. Durante una successiva azione, nell'arduo adempimento del proprio dovere in combattimento, colpito da un proiettile nemico vi lasciava gloriosamente la vita.
Oppacchiasella, Nova Vas, Hudi Log, 1° Ottobre - 1° Novembre 1916

 

 

Note Storiche:

 

Per la giornata del 1° Novembre 1916, gli obbiettivi fissati per le Divisioni del III° C.A. erano i seguenti:

a) in primo tempo per la 47^ e 34^ div l'antistante trincea nemica,

b) in secondo tempo: sorpassata la linea nemica (Velicki Hribach - Hudi Log - quota 235) impegnarsi contro la successiva linea di difese Fajti- Castagnevizza - Selo

Alle ore 11.10 su tutta la fronte del C.A. avviene lo scatto delle Fanterie che, nel primo impeto dell'attacco , riescono ad occupare gran parte della linea difensiva avversaria antistante tenuta fino al pomeriggio.

47^ Div :  (brigate Marche e Sesia) Le prime ondate della Brigata Sesia, vincono la resistenza di una linea avanzata presso il meridiano di q. 202, prendendo contatto con l'ala destra del XI° C.A., mentre reparti della Brigata Marche, superati trinceramenti avversari, raggiungono una dolina antistante alle prima case di Hudi Log. In complesso le resistenza incontrate sono state forti e limitati i progessi conseguiti.

I reparti della Brigata Marche che erano giunti sotto le prime case di Hudi Log, battuti da violentissimo fuoco , ripiegano prima sulla linea di trincee già conquistate, e poscia con la sinistra, su quelle di partenza.Rincalzata la prima linea coi battaglioni di riserva, verso le ore 16 le fanterie ritornano all'attacco, che però non riesce a causa della barriera posta dal nemico.

Per quanto riguarda il 201° Reggimento della Brigata Sesia appartenente alla 47^ Divisione nella giornata del 1° Novembre, nel corso della notte sul 31 Ottobre giungeva l'ordine di attaccare le posizioni nemiche tra la quota 202 e Hudi Log . A disposizione del Comando di Reggimento rimenevano il 2° Battaglione in 1^ linea ed il 3° di immediato rincalzo, mentre il 1° passava a disposizione della Brigata quale riserva di quel Comando. A differenza da quanto riferito prima riporatto dal diario del XIII° C.A. quello del 201° fanetria cita che l'inizio dell'attacco da parte delle fanteria dopo intenso fuoco di artiglieria , si verificò alle ore 14.10. Le compagnie di testa del 2° Battaglione (5^ e 8^) mossero all'attacco dlele posizioni nemiche ,ma progredirono di poco data la resistenza nemica e nella notte del 2 Novembre si rafforzano sulle posizioni raggiunte. 

Le perdite subite nella giornata del 1° Novembre da parte del 201° reggimento dichiarate a fine giornata furono le seguenti:

Ufficiali: Uccisi 1 (Ten. ARDUINO), Feriti: 4 - Truppa Uccisi 29, Feriti 227, Dispersi - .

La morte del Tenente ARDUINO è avvenuta a seguito di ferita da scheggia di granata. La sua salma inizialmente fu tumulata nei pressi di Oppacchiasella, per poi successivamente essere trasferita al cimitero di Fogliano.

 

Mappa del XIII^ C.A. alla vigilia della 9^ battaglia :

 


 

 



giovedì 30 dicembre 2021

Caporale CIPRANDI Virginio

 


136° Reggimento Fanteria Brigata Campania

 

Nato a Milano il 7 Settembre 1895
Morto sulle alture di Vermegliano il 19 Luglio 1915
Sepolto a ....... 


Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare

 
Sebbene ferito, continuava a comandare la propria squadra, incitando i soldati al fuoco, finchè veniva ferito a morte da colpi di mitragliatrice.
Vermegliano, 19 Luglio 1915



Note storiche:
 
Dal 12 Luglio 1915, il 136° Fanteria della Brigata Campania veniva schierato alla dipendenze della 14^ Divisione nel settore di Ronchi. Questo settore vedeva come principale reparto la Brigata Acqui , schierata con i suoi due reggimenti 17° e 18° fanteria sulla fronte dalle pendici sottostanti della quota 118 del Monte Sei Busi alla quota 45 di Selz. Il giorno 18 Luglio vedeva l'inizio della seconda offensiva chiamata successivamente  come II^ Battaglia dell'Isonzo. Dove all'inizio dell mattinata vedeva i fanti del 18° fanteria doevvano agire dopo aver aperto dei varchi verso il ciglione carsico di Vermegliano, mentre il 14° Fanteriaavrebbe avanzato  avente come obbiettivo le quote del Sei Busi. Alle ore 11 inizò l'avanzata della fanteria dove il 18° alle ore 12 aveva due compagnie spiegate sui due versanti del Valloncello di Vermegliano. Per trarre profitto dell'avanzata del 18° fanteria veniva ordinato al 136° Fanteria di portarsi presso il battaglione del 18° in trincea presso il passaggio a livello della ferrovia di Ronchi-Dobbia. pronto a rincalzare verso Vermegliano a questi si era unito anche il 13° Fanteria perchè si collegasse in cresta al 18° . Ma il fuoco austriaco colpiva d'infilata sulla destra le compagnie del 18° che avevano passato i reticolati infliggendo ad esse gravi perdite, costringendole alla fine a ripiegare verso Vermegliano, Un battaglione del 18° rimaneva  a contatto dei reticolati e due battaglioni uno del 18° e uno del 136° tenevano saldamente Vermegliano benchè sotto il fuoco dell'artiglieria di medio calibro che distrusse gran parte del caseggiato del paese. Nmemeno i due reggimenti della Pinerolo 13° verso Selz e 14° verso il Sei Busi riscirono ad avanzare casusa il fuoco di artiglieria nemico..
Veniva deciso di riprendere l'azione con l'avanzata generale verso le ore 15.30.  Il 136° vedeva schierato con due battaglioni presso il canale Dottori nelle trincee ed uno a Soleschiano. IL 13° ed il 18° avanzarono con il battaglione di prima lineaoccupando le trincee nemiche. al 13° venne dato l'ordine perentorio di occupare verso la sera a qualunque costo le alture prospicienti a Selz. Due compagnie del 14° che erano avanzate a 30 metri dai reticolati, colpite da violento fuoco di artiglieria e fucileria dovettero retrocedere alle trincee di partenza. Alle 16.20 una compagnia del 13° fanteria riuscì ad occupare dei trinceramenti nemici a sud del Valloncello di Selz subito raggiunta da un'altra compagnia del reggimento. Avendo fatto presente da parte del Comando della Brigata Acqui delle difficoltà che erendevano quasi impossibile da parte del 14° fanteria il superare le difese nemiche, il Comando della 14^ Divisione disponeva che il reggimento qualora non riesciuva nell'intento, rimanesse sulle posizioni conquistate e ritenti nella notte di aprirsi nuove brecce nei reticolati.Verso le ore 18 si ha un forte temporale, a tale ora si ha notizia che dalle 17.45 tre compagnie del 18° ed una del 13° sono saldamente appostate sull'altopiano, e che il movimento del 18° continua regolarmente, che un battaglione del 136° gli è a pronto rincalzo, e dil 13° continua a spingere forse sull'altopiano. Veniva  richiesto da parte del Comando della 14^ Divisione al Comando del VII° C.A. di avere a disposizione il 17° Fanteria. L'occupazione delle alture di Vermegliano e di Selz si va completando sotto la protezione dell'artiglieria.
Alle ore 23 veniva emanato l'ordine di operazione n. 23 : dove veniva richiesto alla Brigata Acqui di provvedere nella notte ad una forte occupazione del margine dell'altopiano a N.E. di Vermegliano ed attaccare alla mattina con il 136° M. Sei Busi da Sud verso N.W. e col il 14° da S.W. verso N.E.
La mattina del 19 Luglio si apriva come una calda giornata la quale nel corso di questa il termometro segnerà ben 28 gradi. Nella notte, per facilitare il compito alla Brigata Acqui dallo sgomberare dai nemici le cave di Selz e di raggiungere il margine dell'altopiano veniva messa a sua disposizione il battaglione bersaglieri Ciclisti. L'operazione contro il M. Sei Busi, che secondo gli ordini dati dalla Brigata Acqui doveva iniziarsi alla ore 4 per parte del 14° fanteria, dal 136°, ed ebbe inizio solamente verso le ore 7 da aprte del 136° causa il violentissimo fuoco di fucileria ed in specie di mitragliatrici nemiche, che ha impedito l'apertura dei varchi nei reticolati. Alle ore veniva annunziato il buon proseguimento del VII° Batt. Bersagliari Ciclisti dalle Alture di Vermegliano sopra le Cave di Selz. Alle ore 8 il 136° continua ad avanzare lentamente e anche il 14° benchè lentamente muove alla'attacco. Alle ore 9 un violento fuoco di artiglieria nemica diretto sul 18° Fanteria  e una minaccia di aggiramento sulla sua sinistra costrinsero il 136° ad arrestare l'avanzata allo scopo di proteggere detto fianco. Anche il 14° rimase fermo a 30 metri dai reticolati.
Alle ore 11.30 le truppe di Vermegliano e Redipuglia sono ferme sotto il fuoco avversario ce causa loro gravi perdite.
La situazione si presenta alquanto grazie, le truppe di Vermegliano e Redipuglia non possono avanzare, tengono le posizioni occupate con grave sacrificio. Tenuto conto dell'aumentare delle perdite, che anche il Comando della Brigata Acqui fa presente che perdurando tale situazione i reparti da esso dipendente corerrebbero rischio di essere distrutto e nelle considerazioni che tenendo aperti i reticolati le attuali posizioni possono essere riconquistate quando si voglia, allo scopo di evitare nuovi ed inutili sacrifici questo Comando dispose alle ore 14.45 che le truppe di Vermegliano venissero ritirate.
Il ripiegamento delle truppe di Vermegliano avviene a scaglioni, ordinatamente e con poche perdite. In seguito a  il Comando di Divisione dispose che il III° Batt. Bersagliari Ciclisti resti a Vermegliano con occupazioni avanzate tali da permettere in qualsiasi  momento la ripresa dell'offensiva.
Alle 17 in seguito ad ordine del Comando del VII° C.A. si svolse un'azione ad opera di artiglieria campale contro truppe austriache che da Doberdò accorrevano verso il Sei Busi. La situazione rimase invariata sino alla fine della giornata.
Il 136° Reggimento Fanteria nella giornata del 19 Luglio 1915,  vide la perdita in morti di 68 uomini tra Ufficiali e Truppa tra questi il Caporale CIPRANDI.
 
Situazione nel settore di Vermegliano il 21 Luglio 1915, il 136° era stato ritirato dalla prima linea, si notano i due valloncelli di Vermegliano occupati dai reparti Italiani dopo le azioni svolte nelle  giornate del 20 e 21 Luglio:
 

 
 
 

Veduta dalle alture di Vermegliano verso la quota 45 e 65 di Selz





Il Valloncello Settentrionale di Vermegliano

 


Veduta verso Vermegliano dalle linee italiane del 1916 (Camminamento Borro):


 

Per questo Post ringrazio Matteo D'Angella.

sabato 4 dicembre 2021

Tenente ZUCCHELLA Giovanni


 

32° Fanteria Brigata Siena


Nato a Cervesina (PV) il 12 Aprile 1889
Morto a Quota 219 il 1 Settembre 1917
Sepolto a ---------
 
 
Note Storiche:
 
Conclusa la XI^ Battaglia dell'Isonzo il 31 Agosto 1917, le truppe operanti nei vari settori occupati, tentarono di rettificare e migliorare le proprie linee, La Brigata Siena, con i suoi due reggimenti 31° e 32° Fanteria, apparteneva unitamente alla Brigata  Catania alla 2^ Divisione (Ten. Gen. SALAZAR) e occupava il settore tra Selo quota 219 e Komarie.
Il giorno 1 Settembre 1917 Nel settore del XXIII C.A. vedeva nella mattina un'azione da parte italiana, nella valle di Brestovica, e questo richiamò un fuoco intenso di artiglieria da parte austriaca. Di conseguenza anche le artiglierie italiane intervennero  con tiri di controbatteria. Già durante la notte vedeva in azione l'artiglieria italiana con fuoco di disturbo e d'interdizione , più vivo nel settore di Brestovica. Veros le 5 sula fronte Nord di Selo ci fu un vivo fuoco da parte del nemico di fucileria e mitragliatrici.
Nel settore del XIII° C.A. confinananete con il XXIII° venne completata sulla fronte della 34^ Divisione l'occupazione della trincea in fondo valle fino alla strada imperiale, limite del XXIII° C.A. dove vennero catturati alcuni prigionieri e materiali.
Nel corso del tiro d'artigflieria austriaca venne colpito a morte.  da schegge di granata nel settore della linea di quota 219 il Tenente SALAZAR. Nella giornata il 32° fanteria oltre al Tenente SALAZAR subì la morte di 31 uomini.

L'ex Confine di Komarie con la strada imperiale e la quota 219


 
Veduta su quota 219 dal vallone di Brestovica :


Mappa con indicate le linee italiane tra quota 219 e Komarie:
 

 


 
 

sabato 13 novembre 2021

Soldato BRAIT Golfardo

 228° Reggimento Fanteria Brigata Rovigo

 

Nato in Brasile il  7 Febbraio 1896
Morto sul Volkovnjak il 17 Agosto 1917
Sepolto al Sacrario di Redipuglia come BRAID Golfardo 3° Gradone - loculo  5175 
 

 
 
Note Storiche:
 
Nell'Agosto del 1917, mese che vedrà in atto l'undicesima battaglia dell'Isonzo, la Brigata Rovigo con i suoi due Reggimenti 227° e 228°, si trovava a presidiare il settore che comprendeva il Volovnjak fino al la quota 393 . La Brigata Rovigo formava con la Brigata Lecce  schierata del settore Scapapani -Raccogliano la 63^ Divisione (Gen. ROCCA) facente parte dell' XI° Corpo d'Armata (Ten.Gen. PETITI di RORETO). L'offensiva da parte delle truppe della Terza Armata doveva avere inizio il giorno 18 Agosto 1917 dopo il fuoco d'artiglieria che sarebbe cominciato alle ore 5.45 nel settore dell'XI° C.A.. Il giorno prima dopo le ore 3, da parte austriaca cominciò un vivace fuoco di piccoli e medi calibri  e di bombarde nella zona del Faiti, battendo di preferenza le zone retrostanti alle prime linee. Dopo una reazione dell nostre artiglierie alle ore 4 il fuoco nemico cessò. Durante la giornata vi furono ancora tiri di artiglieria da parte austriaca che colpirono le zone presidiante dai reparti del XI°C.A. 
 
Nel corso di questi bombardamente venne ferito mortalmente il Soldato BRAIT Golfardo. Egli ora riposa tra i caduti noti con il cognome errato BRAID tra i gradoni del Sacrario di Redipuglia.

 
 
 
Targa a ricordo del soldato BRAIT nel cimitero di Brugnera:


Mappa con lo schieramento della 63^ Divisione alla vigilia dell'undicesima battaglia:
 

 
Le posizioni del Volkovnjak:
 

 Per questo post ringrazio Walter Brait


venerdì 5 novembre 2021

Soldato MAGNANI Oreste

 

9° Reggimento Fanteria Brigata Regina

Nato a Rimini il 21 Marzo 1884
Morto a Sagrado per ferite  presso la 21^ Sez. Sanità il 13 Agosto 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia  11° gradone - loculo 21634 
 
 

 
 

 

Note Storiche:

Alla vigilia della 6^ Battaglia dell'Isonzo che vedrà  la  conquista da parte delle truppe della Terza Armata del Duca D'Aosta del fronte carsico dell'altopiano di Doberdò, dopo 14 mesi continui di permanenza. Era il 6 agosto 1916 quando il 9° Fanteria di riserva al suo reggimento gemello del 10° fanteria che componeva la Brigata Regina, il quale era pronto per essere di rincalzo con un battaglione in seconda linea nel settore assegnato alla Brigata Regina che andava dal Saliente di quota 164, fino alle posizioni del Rondò che segnava la linea di contatto con i reggimenti della Brigata Pisa che insieme con la Brigata Regina formavano la 21^ Divisione.

Il 9 Agosto dopo che la battaglia volgeva in maniera positiva a favore delle truppe italiane, la Brigata Regina, che era riuscita a strappare le posizioni austriache del Rondò e dello Sperone nel settore di San Martino del Carso muove all'inseguimento degli imperiali in direzione Vizintini-Devetachi per proseguire poi verso Opatje Selo, in quella giornata il 9° reggimento perderà il Ten. Col. BILLI colpito a morte mentre impartiva ordini ai propri dipendenti.

All'alba del 12 Agosto, il Colonnello STENNIO comandante del 9° reggimento, dopo aver avuto notizie da pattuglie esploranti che riferivano che il paese di Opatje Selo era occupato da forze limitate, decideva di procedere all'occupazione del paese e destinava  per l'azione tutto  il II° battaglione, al quale apparteneva il soldato MAGNANI in quantoin forza  alla 5^ Compagnia, fu  proprio la sua compagnia schierata sulla destra e   la 9^ alla sinistra che vennero impiegate come compagnie di punta nell'azione seguite da dal resto del battaglione e da due compagnie del III°/9° . L'operazione ebbe inizio alle ore 4.30 con tre colonne convergenti su Opatje Selo. L'occupazione non fu senza resistenza da come riferisce nella sua relazione il Comandante STENNIO, le truppe austriache a difesa delle posizioni davanti al paese accolsero con vivo fuoco la testa delle  colonne. La rapidità di esecuzione e la simultaneità dell'azione delle colonne che risucirono a circondare l'abitato indussero al nemico ad abbandonare rapidamente il paese. Ci fu un tentativo di proseguire oltre, ma le pattuglie furono bloccate recando numerose perdite con dei tiri sia di artiglieria ache di grosso calibro e da fucilate. Il II° battaglione occupato il paese si dispose agli sbocchi ed est di questo. Nel corso della giornata vi furono altri tentativi da parte del 9° reggiemnto di proseguire oltre la linea fuori del paese, una di queste fu svolta alle ore 11.30 e sul fonte di Opatje Selo,  operarono in questa azione a partire dalle destra il II° e il III° battaglione del 9° e il III° del 10° Fanteria. All'ora stabilita i battaglioni scattano all'attacco contro le posizione austriache difese da due reggimenti ungheresi il 3° e 4° HIR e riescono a portarsi a circa 300-400 metri dalle linee nemiche. L'avanzata dei battaglioni della Brigata Regina vengono presi da un tiro d'infilata avevrsario che li costringono a fermarsi e di conseguenza l'azione veniva sospesa. Alle 19 veniva  ripresa nuovamente l'azione e alcune unità riuscirono  a portarsi in prossimità delle linee avversarie difese anche da triplici ordini di cavalli di frisia, ma senza riuscire  ad intaccarle. Alle 21.15 il Comandante STENNIO sospendeva deifinitivamente l'attacco. Le perdite della giornata furono gravi il 9° reggimento contò due morti tra gli ufficiali e undici militari morti, i feriti furono centonove per la truppa e sei per gli ufficiali, numerosi furono anche i dispersi. 

Sicuramente in questa giornata  veniva ferito mortalmente il soldato MAGNANI il quale fu poi trasportato di conseguenza vista la grave ferrita alla 21^ Sezione di Sanità di Sagrado, dove il giorno dopo decedeva. Fu poi sepolto al cimitero di Sagrado. 

 

La foto apparteneva al soldato MAGNANI e fu restituita alal famiglia con gli effetti personali dopo la sua morte. La foto ritrae la Madre, la Moglie e i figli di Oreste MAGNANI (archivio Alessandro RIVA) :


 La zona di Opatje Selo (Oppacchiasella) dove operò  la Brigata Regina nell'Agosto 1916 :



La piazzetta di Opatje Selo (Archivio Mitja Juren): 


 

Per la realizzazione di questo post, ringrazio Alessandro RIVA pronipote del soldato ORESTE MAGNANI..


domenica 31 ottobre 2021

S.Tenente Medico BARSANTI Arnaldo

 


22° Gruppo Bombardieri

Nato a Gallicano il  29 Dicembre 1889
Morto sul Nad Bregom il 1 Novembre 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia 2° gradone, loculo 2494 
 


Decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare 

 
Dopo aver prestato con zelo ammirevole la sua opera ai militari del gruppo violentemete bombardato dall'avversario, si spingeva fin nelle trincee di prima linea per curare i feriti di un reparto di fanteria, rimanendo colpito a morte.
Nad Bregom, 1 Novembre 1916

Note Storiche: 
 
Il Sottotenente BARSANTI, si laureò in medicina nel 1912. Prestò per sei mesi servizio militare negli alpini, felise di essere destinato sullo Chabreton, dove potè appagare la sua passione per l'alpinismo. Prese poi parte a un concorso medico di marina e riuscì classificato tra i primi. La guerra ialo-austriaca, lo sorprese nel Mar Rosso, Tenente medico in una nave da guerra,e  fu invaso da una febbre da amor patrio, fece il possibie per essere mandato al fronte di terra. Era quasi promosso al grado di Capitano medico di marina quando fu assunto in servizio come soldato semplice  e destinato all'Ospedale delle "Belle Arti" di Firenze ove vi rimase dal maggio alla fine del luglio 1916. Nominato Sottotenete medico, fu inviato a Torino e di lì destinato alla scuola bombardieri di Susegana. Nel settembre partì per il Vallone di Doberdò per impiantare un posto di medicazione per il 22° Gruppo Bombardieri. Egli era soddisfatto della sua mansione e di essere al fronte come desiderava. 
Nell'avanzata del 10 Ottobre 1916, un ferito alla gola giaceva in terra, piovevano i proiettili e i portaferiti non osavano avvicinarlo. Egli andò e lo portò al posto di medicazione. E questo fece come la cosa più semplice e naturale del mondo. E scriveva:... "Non mi compiangete. In confronto della fanteria che dorme nel fango, io sono un sibarita". Il 1 Novembre 1916, compiuto il suo dovere coi bombardieri, chiese ed ottenne di andare in aiuto della fanteria e si spinse in prima linea dove fu ferito mortalmente alla fronte. Ricoverato nell'osservatorio dle comando, vi morì poche ore dopo. La sua salma ebbe degna sepoltura nel cimitero di Ferleti. Il suo amico Gino Massagli sottotenente del 141° Fanteria scrisse:... Mai dimenticherò Con quanta nostalgia parlammo della nostra Toscana e delle nostre care montagne! E con quale dolcezza mi parlò delle famiglia lontana e che Ella ignorasse i pericoli a cui si trovava esposto. Davanti ai nostri occhi si stendeva il Carso che digradava nella pianura a Monfalcone e nel fondo si profilava al sole il mare di Trieste e si profilava la costa Istriana. La guerra la nostra guerra ci richiamò allora al presente con la sua realtà formidabile. Non udì mai da Lui uscire un lamento ne una parola di stanchezza per la vita di sacrificio che conduceva.....
 
Il 22° Gruppo Bombardieri alla dipendenze della 34^ Divisione nell'offensiva del Novembre 1916 era così composto:
 
Batterie da 58A : 120 - 144
     "       da 86B : 169
     "       da 240  : 139 

La zona di azione dov'era dislocata la 34^ Divisione con il il 22° Gruppo Bombardieri alla vigilia della IX^ battaglia dell'Isonzo:
 

 

Per l'aiuto sui bombardieri ringrazio Francesco PIERANTONI