In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

"Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi."

Vera Brittain



«Qui ci verranno dopo la guerra a fare la gita di ferragosto. E diranno: se c’ero io! Ci saranno i cartelli-rèclame e gli alberghi di lusso! Passeggiate di curiosità come ai musei di storia naturale; e raccatteranno le nostre ossa come portafortuna.»

Carlo Salsa

venerdì 23 settembre 2022

Soldato IACHININOTO Saverio


 

     75° Reggimento Fanteria Brigata Napoli


Nato a Modica il 19 Novembre 1892
Morto a Poggio delle Quercie a Monfalcone il 14 Giugno 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia come IACHINOTO Severino Gradone  10, loculo 19288 
 
 
 

 

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare

Volontariamente e con grande ardimento, benchè altri che lo avevano preceduto fossero stati tutti atterrati, si slanciava avanti per aprire un varco nelle difese di una trincea nemica. Ferito, continuava ancora ad avanzare, incitando i compagni, finchè una seconda pallottola lo colpiva a morte, esempio di mirabile coraggio e di alto sentimento del dovere.
Poggio delle Quercie, 14 Giugno 1916

Note Storiche:
 
Il giorno del 14 Giugno 1916, nel settore occupato dalla 14^ Divisione era stata comandata un azione che prevedeva la rinconquista  dei trinceramenti di q. 93 e 108,  perduti nell'attacco austriaco del Maggio precedente. Per questa opreazione che doveva  iniziare alle ore 20  furono incaricati 5 battaglioni della Brigata Napolo, 1 battaglione della Brigata Cremona e 3 compagnie del Genio. L'azione consisteva inizialmente valendosi di cariche esplosive di gelatina per far saltare la paratie divisorie delle trincee in comune con l'avversario e avanzando nei medesimi con i lanciafiamme , bombe a mano etc.
Nello stesso tempo dalla gola del tamburo (q.108) e dell'antica trincea dei Granatieri e del camminamento , 4 plotoni già designati muniti di bombe a mano e baionetta col fucile ad armacollo, si precipiteranno nei trinceramenti vicini già designati occupandoli quasi contemporaneamente.
Le truppe occupanti i trinceramenti che fronteggiano q. 85 faranno azioni dimostrative di fuoco per impedire che i rincalzi accorrano nel terreno contrastato.
La Brigata Napoli, dispone di larghe dotazioni di gelatina, bombe a mano e lancia torpedini che potrà adoperare per far saltare alcuni tratti di reticolato che si volessero distruggere per eseguire l'impresa.
La Brigata Napoli con tre colonne (seguita ciascuna da una compagnia Genio con materiale, partenti dala Lunetta del Palo Telegrafico, dal Poggio delle Quercie e dai trinceramenti conquistati di q. 93 e q. 108, muoveranno rispettivamente su q. 85 verso Selletta e su q. 121 protette dal fuoco d'interdizione e munite dei materiali neccesari per allargare le brecce e distruggere i reticolati.
Queste erano le direttiva emenate dal Comando della 14^ Divisione (Comandante Generale CHINOTTO)  il giorno 13 Giugno 1916, vediamo ora come si svolse  l'azione descritta dal diario storico della 14^ Divisione :
- Alle ore  20 precise, su tutta la fronte , viene iniziata contemporaneamente e di sorpresa l'azione.
La Brigata Napoli intessata all'azione nel 2° sottosettore: fronte q. 98- (esclusa) Mandria Seconda (esclusa) si svolge un brillamento di mine in precedenza collocate negli sbarramenti dell'avversario; un fuoco intenso di fucileria , lancio di bombe a mano, torpedini e spezzoni Bettica interessa di subito il settore di competenza, appoggiato con un'azione violenta di fuco di sbarramento da parte dell'artiglieria  di tutti i calibri, sia per impedire alle truppe nemiche attaccate di ritirarsi, sia per arrestare l'arrivo dei rincanzi. Pochi minuti dopo , le fanterie si lanciarono vigorosamente all'atacco. Reparti del 76° Fanteria avanzano, ostacolati seriamente dal nemico, a Sud e Nord del Tamburo . In quest'ultima parte la resistenza è maggiormente accanita. Alle 21.20 il Tamburo è quasi totalmente occupato, meno che per un lieve tratto della sua parte centrale. Contemporaneamente reparti 75° Fanteria a Sud occuparono la Croce ed una parte del camminamento 5.
L'azione contro la trincea Barreca trova accanita resistenza nell'avversario, che ha messo in azione parecchie mitragliatrici. In seguito ad eroismi individuali e collettivi verso le ore 22, reparti del 76° Fanteria, riescono ad impossessarsi del lato Nord di essa, ed aleore 22.30 altre del 75° ad occupare il tratto fra i camminamenti A eB. Alle ore 24 è conquistata tutta la Barreca e con essa i camminementi 5 - 6 e 7 e la Parallela.
Per parte della Brigata furono impiegati 5 battaglioni dei quali però il I/75° ed il III/76° ebbero azione di viglianza e dimostrativa, e solo in parte intervennero nel combattimento Il II/76° è rimasto nelle sue posizioni di Ponte Carducci quale riserva divisionale. Presero parte all'azione le compagnie del VII° Battaglione Genio 7^ - 14^ - 36^ e 66^ e quelle di zappatori divisionali. 
L'operazione ha fruttato 456 prigionieri, 7 mitragliatrici, 3 bombarde, 2 apparati telefonici, circa 600 fucili numerose casse di cartucce, ed altri materiali.
Le perdite ufficiali dichiarate a livello Divisionali furono le seguenti:
Ufficiali : uccisi 6 - feriti 14
Truppa   : uccisi 55 - feriti 455

Il soldato IACHININOTO apparteneva alla 7^ Compagnia del II° Battaglione del 75° fanteria che operò nel settore della q. 93. Egli fu colpito mortalmente alla fronte da una pallottla di fucile alle 22. Fu poi sepolto a Monfalcone presso il cimitero denominato succussivamente "Toti"



Mappa con la dislocazione dei reparti il 14 Giugno 1916, prima dell'azione:




Mappa con le zone interessate dell'azione della Brigata Napoli, con il "Poggio delle Quercie" dove trovò la morte il soldato IACHININOTO:

 
La via di Modica dedicata al Soldato IACHININOTO con l'errata dicitura del suo cognome:
 

 
Ringrazio per questo post l'amico Fabrizio Corso

martedì 6 settembre 2022

Tenente GARAU Efisio


8° Reggimento Artiglieria da Fortezza
 
Nato a Cagliari il 3 Ottobre 1889
Morto a Moraro il 18 Luglio 1915
Sepolto a -------- 


Note Storiche:

La 65^ batteria del Tenente Garau , era schierata nel giorno dell'inizio della II^ Battaglia dell'Isonzo a Moraro , e aveva come obbiettivi da battere le posizioni S.O. del M.San Michele. In quella posizione si trovavano schierate due batterie da cannoni 149G. La posizione distava parecchi chilometri lontano dalle prime linee,nel settore dell'XI° Corpo d'Armata,  tanto da far credere di avere una posizione protetta dai tiri d'artiglieria austriaca. Ma non fu così, alcuni tiri  di controbatteria cominciarono ad arrivare sempre più vicini ai pezzi. Lo racconterà in modo specifico quello che si verificò quel giorno l'Artigliere Giuseppe RONDONI:
" Si diceva fin dal 14 che il giorno 17 avebbe dovuto esserci una grande azione d'artiglieria, invece non fu il 17 ma il 18 giorno di festa. Alle 3 fu fatta festa,e dopo tutto pronto, verso le 5 si incominciò il fuoco, e si tirò un immensità di colpi fino alle 5 della sera. Già dalle 11 il nemico aveva cominciato a risponderci, ma con colpi poco aggiustati, e noi eravamo tutti contenti nella convinzione che non avrebbe ritrovati perchè avevamo spostato la batteria di qualche centinaia di metri a destra. Alle 3 però quei colpi che alla mattina erano alquanto distanti dalla batteria incominciarono ad avvicinarsi. IO stavo alla seconda sezione che distava dalla prima di 2 o 300 metri, ed i colpi cascavano in prossimità delle prima un pò più indietro, anzi, uno di essi andò a cascare in paese facendo crollare un'altra casa.
Avevamo contato già 9 colpi, e si diceva che non ne avrebbero tirati più, perchè si sa che con quel 305 tirano nove o dieci colpi, ma non si sapeva cosa succedeva della prima sezione. Effettivamente fino a quel nono colpo nemmeno loro potevano lagnarsi perchè soltanto due o tre gliene erano cascati vicino facendogli nessun male, ma era il decimo che avrebbe dovuto fare il disastro. Infatti noi si sentearrivarne un altro e scoppiare sempre indietro, ed eravamo convinti che anche quello non avesse fatto nulla di male, ma purtroppo non doveva essere così. Intanto  che si seguitava a far fuoco a voltà, arriva tutto trafelato un servente, l'unico superstite del primo pezzo gridando: li hanno ammazzato tutti i sreventi, ed anche il tenente!
E' da immaginare quale impressione ci fece quella brutta nuova capitataci così improvvisamente, mentre noi eravamo quasi in piena allegria per l'insuccesso del tiro nemico. era proprio vero che avevano ammazzato tutti i serventi. Soltanto quello lì si era salvato perchè invece di corerre in trincea si era riparato sotto il cannone. la granata era andata a colpire proprio sopra alla trincea dove tutti correvano a ripararsi quando la sentivano ad arrivare, e fece di quella trincea che era piena di dodici giovani pieni di vigore e forza, una fossa di carne umana senza più alcuna forma. Mi basterà ricordare che nessuno di quei dodici fu possibile riconoscere.

I nominativi degli altri 11 soldati caduti con il Tenente GARAU:

Soldato GALANTI Giuseppe
Nato a Granarolo dell'Emilia il 14 agosto 1894

Soldato LONARDONI Giuseppe
Nato a Mizzole il 12 Aprile 1895

Caporal Maggiore MARCHESELLI Vittorio
Nato a Castelfranco Emilia l'8 Aprile 1889

Soldato MARTINELLI Paolo
Nato a Castelfranco Emilia il 7 Febbraio 1888

Soldato MEDICI Armando 
Nato a Molinella il 22 Agosto 1891

Soldato MURARO Luigi
Nato a Monteforte d'Alpone il 3 Luglio 1895

Soldato PARENTI Luigi
Nato a Santa Croce Sull'Arno il 21 Giugno 1894

Soldato PEZZO Emilio 
Nato a Bosco Chiesanuova il 4 Maggio 1895

Soldato ROSATI Elindo
Nato a Castelfranco di Sotto il 3 Aprile 1895

Soldato SANNIPOLI Giuseppe
Nato a Gubbio il 29 Marzo 1891

Soldato SIGNORI Angiolo
Nato a Montale il 30 Agosto 1891

 

Mappa con la dislocazioni delle batterie nel settore del XI° Corpo d'Armata:

 


 
Ringrazio per l'aiuto per questo post l'amico Francesco Pierantoni


 

venerdì 2 settembre 2022

Carabiniere BISELLI Paride

 

Legione CC.RR di Roma 6^ Compagnia

 

Nato a Villanova sull'Arda il 10 Ottobre 1895
Morto sul Monte San Michele il 15 Maggio 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia  2° gradone , loculo 4185 
 
 

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare

Carabiniere addetto al Comando di un reggimento, durante un giorno intero di violento tiro di artiglieria nemica, prestava opera efficace per far giungere munizioni sulla linea del fuoco, e , sprezzante del pericolo, continuava il suo servizio sebbene leggermente ferito, finchè rimase ucciso dallo scoppio di un vicino deposito di munizioni, causato da una granata nemica.
Monte San Michele , 15 Maggio 1916
 
 
Il loculo al Sacrario di Redipuglia 
 

 

Note Storiche:

Il carabiniere BISELLI apparteneva alla 6^ Compagnia Carabineri che nel Maggio 1916 la vedeva in forza all'XI° Corpo d. Armata e si trovava a Sagrado. BISELLI fu assegnato al Comando del 131° reggimento Brigata Lazio. La Brigata dopo un turno di riposo il 24 Aprile ritornò in prima linea con laa 29^ Divisione che occupava il settore dall'Isonzo a Cima 2. Il Comando del 131° Reggimento si trovava presso i Ricoveri "Tivoli" . A metà di Maggio 1916 vide un'intensa attività di mine da parte italiana verso le posizioni austriache nel settore di San Martino del Carso. Il 15 Maggio alle prime ore del mattino vide un forte attacco austriaco compiersi nella zona di Monfalcone di competenza del VII° C.A.. Di conseguenza vi fu un violentò tiro di artiglieria austriaca che interessò tutte le zone del Carso occupate dalle truppe italiane. Lo stesso vide interessare  anche il settore del Monte San Michele, dove vi furono anche diversi attacchi di reparti di fanteria imperiale uno dei quali interessò la Quota 124 settore della  29^ Divisione il quale fu  brillantemente respinto dai bersaglieri del 61° battaglione del 14° Reggimento a costo di diverse perdite. Molto probabile che in questo attacco e durante il tiro austriaco di artiglieria che perversò per l'intera giornata del 15 Maggio, il Carabiniere BISELLI fu colpito a morte, impegnato come descritto dalla motivazione della medaglia d'argento, prestando  l'opera per far giungere munizioni verso la prima linea dove si stava svolgendo la difesa dagli attacchi austriaci. Il BISELLI fu  investito da uno scoppio di granata che colpì il deposito di  munizioni che probabilmente si trovava  nella zona  dei Ricoveri "Tivoli" dove era ubicato  anche il Comando del 131° Reggimento e  un battaglione di tal reparto.

Al Carabiniere BISELLI fu intitolata la Caserma Carabinieri di Piacenza sede dell'attuale Comando Provinciale. In essa fu ubicata una stele a ricordo in suo onore.

 


 

Mappa con indicata la posizione dei Ricoveri "Tivoli":

 


 

Per la foto del Carabiniere BISELLI ringrazio l'amica Silvia MUSI


mercoledì 3 agosto 2022

Tenente MACCA Giulio

 90° Reggimento Fanteria Brigata Salerno
 
Nato a Noto (SR) l' 8 Gennaio 1894
Morto a quota 110 il 20 o 22  Agosto 1917
Sepolto a --------- 

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare

Comandante di compagnia, con la calma, con l'ardire e con l'esempio, mantenne durante due giorni di aspro combattimento alto lo spirito combattivo dlele truppe. Sempre in testa al suo reparto, seppe condurlo alla conquista di forti e ben munite posizioni nemiche, finchè veniva colpito a morte durante il contrattacco.
Lokavac, 22 Agosto 1917

Note Storiche:

La Brigata Salerno dopo aver preso parte all'offensiva del Maggio 1917, nel settore tra Hudi Log e Nad Bregom, in quella di Agosto (11^ Battaglia) cambiò settore di conseguenza allo spostamento della zona di cometenza per la futura azione del XIII° C.A. al quale apparteneva la 34^ Divisione che a formarla vi erano la Brigata Salerno e Catanzaro.
Il settore dell'azione del C.A. Comandato dal  Ten. Gen. SAILER comprendeva la zona che partiva da Komarie fino al mare con le Divisioni 33^ - 28^ e 34^ quest'ultima era ubicata da quota 89 (Ovest di Flondar) al Mare.

I fatti decritti provengono dal Diario della 34^ Divisione e seguono passo per passo gli avvenimenti di quella giornata in quanto quello della Brigata per la giornata del 20 Agosto è molto scarno sui fatti accaduti :
" La dislocazione all'inizio della  giornata vedeva la Brigata Salerno con il Comanda posto zona Viadotto e i due reggimenti da q.130 e q. 43 imbocco Nord del Tunnel (ferroviario di q. 43) e il 90° lo vedeva posto nella metà  a sud della Dislocazione della Brigata. Alle ore 0 giungeva l'ordine d'operzione n. 28 emanato per fonogramma dal C.A. che prevedeva la prosecuzione delle operazioni.Alle ore 5.45 iniziò il tiro delle artiglierie, ed alle ore 8 avviene lo scatto delle fanterie. La Brigata Salerno avanzò risalendo con piccoli nuclei le pendici occidentali di q. 145 Nord e il lato settentrionale del fronte 40 - 110. Tali nuclei rivelano la presenza di forz enemiche sulla mulattiera che da q. 145 Nord scende al 2° tunnel (quota 40) . L'avanzata è anche ostacolata da numerose mitragliatrici. Viene richiesto il concorso delle artiglierie. Alle 9.50 la 29^ Divisione da occupata la quota 145 Nord metre da parte della 34^ Divisione sulle pendici di q. 145. Il II° battaglione del 142° Invese q. 40 da Nord. Ed alle ore 11 la situazione vedeva l'89° sullo sperone che da q. 145 Nord scende sulla testata del Valloncello a Nord di q. 110. Il 90° tenendo salda la q. 43 avanza insieme al II/142° contro q. 40 e il secondo tunnel. L'attacco procede lento per le numerose mitragliatrici rivelatesi sopra il secondo tunnel . Sulla sinistra, si  Alle ore 17 compronuncia un contrattacco nemico per riprendere la q. 145 Nord che è riperduta dalle truppe della 28^ Divisione. Alle 13.40 con un fonogramma del C. d'A. viene ordinato che alle 17 si riprenda l'attacco in modo che le Divisioni 28^ e 33^ cooperino all'avanzata della 34^ Divisione che si è dovuta arrestare perchè completamente scoperta sul fianco sinistro. Alle 16.30 viene ricevuta la notizia dei progressi fatti dal XXIII° C.A. oltre SElo. La 28^ Divisione ha occupato la quota 145 Nord.
Alle 16,30 comincia il concentramento di fuoco d'artiglieria per preparare l'azione per le ore 17. Alle ore 17 come preannunciato, viene sferrato il nuovo attacco che procede lentamente tra molte difficoltà. L'avanzata del btg. del 142° contro q. 40 è infranta, perciò si arresta l'operazione che diventava pericolosa per l'oscurità e alle 20.50 giunge con mezzo di fonogramma l'ordine da parte del C.di A. di rafforzarsi sulle posizioni raggiunte che debbono essere ad ogni costo conservate.
Il Tenente MACCA apparteneva alla 5^ Compagnia del 90° Reggimento della Brigata Salerno e il giorno 20 Agosto prese parte agli assalti delle  quote carsiche sopra il Lokavac come sopra descritte . Stando   all'atto di morte e anche da altre documentazioni, risulterebbe caduto in quello stesso giorno,  ma questo non è  sembra esatto,  in quanto come abbiamo visto il giorno 20 nessun reparto era ancora giunto a q. 110 . Quindi quasi sicuramente è molto probabile che sua  la morte sia avvenuta come messo nella dicitura della motivazione della sua medaglia d'argento il giorno 22 Agosto 1917,
In merito a quanto scritto sopra riguardo i fatti e la data di morte del Tenente MACCA vediamo le descrizione di cosa accadde esattamente nelle giornate del 21 e  22 Agosto sempre tratto dal diario della 34^ Divisione:
Nella  giornata del 21 Agosto, le operazioni della 34^ Divisione videro subire un attacco nemico   alle posizioni di  quota 43; esso fu nettamente respinto anche con l'intervento delle artiglierie. La Brigata Salerno nonostante che l'89° Fanteria sia stato colpito in pieno da grossi calibri, ha subito ripreso l'avanzata dalle falde di q. 145 Nord per il costone di q. 110. Veniva ordinato al Comandante Col. Brig. ZOPPI di spingere avanti la destra per il basso per approffitare dell'avanzata della 28^ sulla cresta alta. Era necessario raggiungere il costone q. 110- q.40 e il secondo tunnel veniva attaccato con un battaglione del 90° fanteria e la q. 40 con un battaglione del 142° mentre la sinistra spinta contro q. 110. L'attacco contro il costone 110-40 procedeva bene , nonostante fosse contrastato vivamente dal nemico e verso le ore 16 il battaglione del 142° s'impadroniva di q. 40 , mentre il 90°  era ancora impegnato di fronte al 2° tunnel sul quale non arrivava se non alle 18.30. La resistenza nemica all'imbocco del tunnel e alla selletta fra q. 40 e il tunnel, dava luogo a due combattimenti, ai quali concorsero efficacemente i nostri da q. 40. Vesro la sera le truppe occupanti q. 40 venivano seriamente contrattaccate e respinte sino al Valloncello tra q. 43 e q. 40, da truppe che provenivano da q. 145 Sud. A questo punto non potendosi avere sufficiente sicurezza notturna, respinti gli attacchi verso q. 110 che non si potè occupare, le nostre truppe rimediarono sulla linea pendici occidentali q. 145 Nord - mulattiera - valloncello Sud di q. 43 dove strada e ferrovia si diramano. Nella notte il nemico dopo breve bombardamento tentò due volte di aggirare il fianco sinistro dlela nostra occupazione , scendendo da q. 145 N. in dierzione del 1° tunnel: gli attacchi sono stati ributtati dalla fiera resistenza del 1° e III° battaglione del 89° fanteria.
22 Agosto 1917:
La dislocazione della Salerno porta i due Reggimenti dislocati dalle pendici di q. 145 Nord , a q. 40 (esclusa) 89° a sinistra e, 90° a destra.
Alle ore 5 giunge l'ordine dal Comando di C.d'A. che assegna come obbiettivo "impadronirsi delle quote 175 e 145 Sud" . Nella mattinata le due divisoioni 34° e 45° , presi accordi fra di loro, con operazioni di dettaglio dovranno riportarsi su q. 110 e completare la conquista del tunnel di q. 40 . Quota 110 e assegnata alla 45^ Divisione. Nella mattinata la Brigata Salerno per l'entrata in linea della 45^ Divisione si sposta sulle pendici sud-occidentali di q. 145 Nord, fronte sud-est.
Alle ore 13 inizia il fuoco di distruzione delle batterie.
Alle 13.33 scattano le fanterie.
IL 141° avanza verso q. 175, mentre la Brigata Salerno punta verso q. 145 Sud.
La Brigata Salerno in unione col 78° Fanteria compie rapidamente e brillantemente la conquista di q. 110. La Briagta Catanzaro dopo aver concorso dall'alto alla conquista di q. 110 avanza sulle pendici di q. 145 Nord. La resistenza del II° tunnel ha continuato però fino alle 15.30, ritardando l'avanzata sulla q. 145 Sud. Le due nostre Brigate risultarono essere fortemente ostacolate nell'avanzata. Dopo le 16 si assiste un tempo di arresto per rifocillare le truppe esauste, e anche per il caldo.
Viene dopo sventato dalla Brigata Salerno una minaccia di contrattacco con l'intervento di batterie da campagna.  
E' molto propabile che in questo contrattacco sia stato ferito mortalmente  colpito alla testa da una pollottola di fucile il Tenente MACCA . Purtroppo l'atto di morte dell'Ufficiale,non riporta l'ora del decesso, utile a confrontarlo con i fatti accaduti  sul campo di battaglia. 
IL 23 Agosto, vedrà cadere un altro ufficiale della 5^ Compagnia, la stessa del Tenente MACCA, si tratta del Tenente CRISTALDI Francesco, anch'egli siciliano come MACCA,  decorato di medaglia d'argento con la seguente motivazione:
 
Comandante di reparto alla testa di esso, meravigliosamente lo guidò in ripetuti attacchi alla conquista della galleria di quota 43. Cadde ucciso, sorridendo alla vittoria imminente.
Lokavaz, 23 Agosto 1917 

 
Dislocazione della 34^ Divisione alla vigilia della XI^ battaglia dell'Isonzo:
 

 


Quota 110:

Quota 110 vista da quota 40:
 

 

Per questo post ringrazio l'amico Fabrizio CORSO









lunedì 25 luglio 2022

Soldato PENNAZZI Pericle


 

40° Reggimento Fanteria Brigata Bologna

 

Nato  a Gabbionetta-Binanuova (CR) il 27 Marzo 1894
Morto a Quota 170 il 21 Luglio 1915
                  Sepolto a ---------------                                   

 
 
 
 
 
Note Storiche:

Alla vigilia dell'offensiva che ebbe inizio il 18 Luglio 1915, conosciuta in seguito come 2^ battaglia dell'Isonzo, il 40° Reggimento Fanteria nella giornata del 15 Luglio alle ore 20 ricevette l'ordine di passare alle dipendenze come riserva della 21^ Divisione movimento che viene eseguito nella mattinata del giorno seguente dove vedrà il Comando del Reggimento posizionato in quel di Sagrado mentre i Battaglioni trovavano la seguente dislocazione: 1° Battaglione  in rincalzo   al 1° Battaglione del 39° fanteria ; 2° Battaglione dietro il 1° Battaglione; 4° Battaglione a Sagrado (tunnel della ferrovia) .
Il 18 Luglio il Reggimento si trasferisce secondo gli ordini di operazione prendendo la seguente dislocazione: 1° Battaglione  in rincalzo   al 1° Battaglione del 39°  Fanteria ma spostato un pò a sinistra; 2^ Battaglione, meno la 7^ Compagnia, e dil 4° Battaglione a piè della posizione di Bosco Cappuccio, la 7^ compagnia a Sagrado in isolamento.Nel pomeriggio 3 Compagnie del 4° Battaglione ricevono l'ordine di avanzare a ridosso dell'altura di Bosco Cappuccio , e di occupare il trinceramento nemico, e di mantenere ad ogni costo la posizione. Mentre la 14^ Compagnia venne inviata di rinforzo al Battaglione di sinistra del 19° Fanteria. Operazione che compie brillantemente. Alle ore 16.10 il Comando di Reggimento ricevette l'ordine di trasferirsi con le 3 compagnie del 2° battaglione verso Sdraussina e di mettersi a disposizione della Brigata Regina. Alle ore 20 il 1° Battaglione ha l'ordine dal Camando della 21^ Divisione di portarsi sulle pendici di S. Martino a disposizione della Brigata Brescia e vi giunge alle 21. Alle ore 23.30 il 1° Battaglione ha l'ordine dis postarsi con le 3 Compagnie alle ore 2.30 del giorno seguente , a sud di Bosco Triangolare, in riserva del 20° Fanteria che dovrà operare su suddetto bosco.Il 19 Luglio vede iniziare con il movimento del 1° Battaglione con 3 Compagnie a sud di Bosco Triangolare dove vi giunge alle 5 mettendosi a disposizione del Comando del 3° Battaglione del 20° Fanteria. Alla stessa ora il Comando di reggimento da Sdraussina si porta alle pendici del Bosco Cappuccio e da queste alle ore 11 a sud di Bosco Triangolare per assumere il Comando di quel settore. Alle ore 16.30 il Comando di Reggimento ha l'ordine di portarsi nuovamente sulle pendici di S. Martino per assumere il comando del sottosettore. La dislocazione della truppa alle ore 18 era la seguente:
2 Compagnie e 3 Plotoni del 20° all'estrema sinistra in 1^ linea; la 4^ e 14^ Compagnia del 40° all'estrema destra in 1^ linea; in 2^ linea 15^, 13^ e 16^ Compagnia da sinistra a destra. il 2° Battaglione con 3 Compagnie si porta a Sdraussina a disposizione del Comando del 10° Fanteria in rincalzo fino alle ore 13.15 sullo sperone del Monte S.Michele all'altezza del casello ferroviario nr. 46. A detta ora riceve l'ordine di lasciare a diosposizone del 10° Fanteria una Compagnia (l'8^) e la sezione mitragliatrice (molto probabile che sia quella del soldato PENNAZZI) . Il Comando di Battaglione con la 5^ e 6^ Compagnia si trasferisce a Sdraussina come riserva di Brigata.
20 Luglio: il 4° Battaglione e la 4^ Compagnia con reparti del 20^ Fanteria al limite del Bosco Cappuccio,e alle ore 4 ricevono l'ordine di rafforzarsi nelle ore antimeridiane per riprendere l'avanzata nel pomeriggio. L'azione avrà inizio alle ore 13.Come da ordine ricevuto il sottosettore del centro agirà
 contro il tratto di fronte al Bosco Cappuccio
 appoggiando la sua sinistra al 29° Fanteria e la destra strettamente collegata al 20° .
Alle ore 16.30 giunge l'ordine di azione di agire energicamente e trascinare nell'azione il 20° Fanteria evitando d'impegnarsi a fondo e facendosi precedere da pattuglie. Alle ore 18 la compagnia di sinistra del sottosettore (15^ comp.  del 20° Fanteria) può iniziare l'avanzata.
Alle ore 19 la situazione era la seguente:
Un plotone della 15^ Compagnia dell'estrema sinistra è avanzata nel Bosco Cappuccio di 25 metri trincerandosi. Sulla destra 13^ e 15^ Compagnia del 40° Fanteria.
Sono stati iniziati due camminamenti coperti per raggiungere il trinceramento avversario. Il 2° battaglione riceve l'ordine alle ore 17.50 di portarsi a quota 170 in rinforzo del 29° fanteria . Così la dislocazione alle ore 20 era la seguente: 7^ Compagnia a Sagrado, 8^ di rincalzo del 29° Fanteria a Peteano, sulla sinistra dei trinceramenti di quota 170 , 5^ e 6^ in rincalzo. al 2° Battaglione del 29° a Quota 170.
Il giorno del 21 Luglio  , inizia con il Comando del Reggimento che con il 4^ Battaglione passa ala dipendenza della 22^ Divisione,e ha l'ordine di procedere per quanto è possibile contro Bosco Cappuccio e di incendiare il bosco nell'eventrualità che lo si debba abbandonare. IL 2^ Battaglione (del Soldato PENNAZZI) alle ore 4.30 è stato impiegato in combattimento nelle alture di Quota 170 a protezione del ripiegamento dalle iniziali dei reparti del 29°, 30, e 10 Fanteria. In questo frangente vi troverà la morte il Soldato PENNAZZI appartenente alla II^ Sezione mitragliatrici Fiat. 
Da segnalare che il giorno 22 Luglio alle ore 3 fu iniziato l'incendio del Bosco Cappuccio senza risultato positivo, mentre alle 7.22 la 21^ Divisione ricevette l'ordine di muovere al contrattacco verso il Monte San Michele.

Nell'Atto di morte viene data la morte del Soldato alle ore 4.30 del 22 Luglio 1915, ma un altro documento di comunicazione di morte porta la data di morte al giorno 21 Luglio 1915. Dagli avvenimenti svolti il 21 Luglio e che coincidono esattamente con l'ora della morte portano in evidenza che la morte di PENNAZZI è avvenuta il giorno 21 Luglio a Quota 170.  Anche perchè il giorno 22 il 2° Battaglione alle ore 3 da quota 17ç si trasferiva in riserva nel bosco a di sopra di S. Valentino. Fu poi sepolto  sul campo. Le sue spoglie molto probabilmente ora riposano tra gl'ignoti al Sacrario di Redipuglia
 
Da una sua lettera alal sorella datata 13 Luglio 1915, il soldato PENNAZZI descrive un combattimento a cui ha partecipato:
" Ora ti dirò qualche cosa del combattimento che ho preso parte sulle colline di fonte a Gradisca a sinistra dell'Isonzo, un giorno (non mi rammento la data, N.B. probabile che si riferisca al 4 Luglio 1915, Nota dell'Autore) abbiamo fatto un'avanzata sopra una collina ove ci siamo fermati, alla notte sei corraggiosi soldati colle mine sono andati a fare saltare i reticolati che erano davanti alal trincee nemiche e alla mittina abbiamo dato l'assalto facendo un buon numero di prigionieri (adesso che ho visto gli austriaci non mi fanno più paura) e durante la giornata abbiamo avuto un pò di calma ma alla sera verso le 9 gli austriaci hanno avuto dei rinforzi e hano tentato il contrattacco e appena che ci capitano sottto la nostra cara mitragliatrice li mandiamo subito all'altro mondo."
 
Mappa con indicate le linee contrapposte nel settore di Bosco Cappuccio prima della seconda battaglia dell'Isonzo:
 

 
Vista su Cima 3 del Monte San Michele da Quota 170:



mercoledì 8 giugno 2022

S. Tenente GALLONE Luigi

 

2° Reggimento Genio 140^ Compagnia Zappatori

 

Nato a Roma il 12 Dicembre 1886
Morto a Quota 187 il 13 Agosto 1916
Sepolto a ---------- 


Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare

 
 Costante esempio di coraggio in precedenti azioni, noncurante del pericolo, dirigeva, con mirabile serenità e calma, sotto intenso fuoco, i propri soldati nei lavori di rafforzamento di una posizione strappata al nemico, e dava continua prova di alto sentimento del dovere, finchè cadeva eroicamente sul campo.
Territorio di Lokvica, 13 Agosto 1916


Note Storiche:

<<Cara Mamma
Stamane, appena svegliato, dissi subito le mie orazioni, perchè il mio primo pensiero dev'essere a Gesù che mi ha aiutato tantisismo. Stanotte dormi steso sulla nuda terra, eppure sono molto riposato, e vedo Gesù che mi da tanta salute. Come conoscerai dai comunicvati, l'avanzata prosegue magnificamente: presi parte anche all'assalto del S.Michele, e da ieri l'altro sono al seguito della Brigata Granatieri. Sono in primissima linea, e a parte il pericolo cui ormai non si pensa più è interessante seguire i movimenti dei vari reparti. Il Maggiore dei Granatieri è molto gentile, e ha detto al mio Comandante che era contento dell'opera mia. durante la giornata di ieri che fu molto pericolosa, ma glorisosa. Di tutto questo ti prego di tacere, perchè questo aiuto lo debbo solo alla Provvidenza e non a me. Sempre tuo Gigi.>>
 
Questa fu l'ultima lettera che il Sottotenente GALLONE scrisse a sua Madre, il giorno dopo 13 Agosto, prima di mezzogiorno cadeva colpito a morte nei pressi di quota 187 così viene citato in uno suo memoriale. Anche se un'altra fonte e l'atto di morte portano l'ora di  morte tra le 4 e le 5 del mattino.
 
Il Sottotenente GALLONE apparteneva alla 140^ Compagnia Zappatori del LX Battaglione della 49^ Divisione. La compagnia fu assegnata dal 10 Agosto 1916 nel corso della 6^ battaglia dell'Isonzo alla Brigata Granatieri di Sardegna  Il reparto si distinse nelle precedenti azioni e con gravi perdite. Il giorno stesso 10 Agosto, dapprima con un plotone al comando del Sottotenente FERRAZZOLI Augusto poi con gli altri due la compagnia avanzò ad ovest di Cotici ed il giorno dopo fino a quota 187 sulla strada Gabrje Gorenje - Oppacchiasella, ove eseguì lavori di sbarramento e di altro genere che continuò fino a tutto il 10 sotto il fuoco nemico. La sua attività rischiosa fu proseguita il giorno 13 nel quale fu più violenta la reazione nemica, il primo effetto della quale fu la fine del Sottotenente GALLONE Luigi ucciso verso le ore 5 mentre svolgevo i lavori. Verso le ore 15.30 della stessa giornata, poi il 2° ed il 4° plotone della compagnia furono posti ai fianchi della 11^ Compagnia del 2° Granatieri per cooperare all'attacco della posizione fra quota 187 e Lokvica, mentre il 3° plotone fu posto di rincalzo..
Il diario del 2° Granatieri porta la dislocazione al mattino del 13 Agosto 1916 del 2° e 3° battaglione in linea tra la quota 198 e 187 con il 2° battaglione a sinistra e il 3° quello al quale vi si trovavano i plotoni della 140^ Compagnia Genio Zappatori del Sottotennete GALLONE a destra (q. 187) 
 
Il Sottotenente GALLONE fu colpito a morte nel petto da parte di un colpo di fucile, la setssa pallottola dopo aver attraversato il cuore ferì al braccio sinistro un ufficiale dei Bombardieri. GALLONE  fu poi sepolto a Sdraussina 
 
 
 
Schizzo del Sottotenente ORIUNDI della 12^ Compagnia 2° Granatieri fatto il 12 Agosto 1916, con indicante le posizioni tra la quota 198 e 187:
 

 
Le quote 198 e 197 viste dal Brestovec, si vedono in primo piano la zona dove sorgevano i tre cimiteri di Devetachi Marescalchi, Cisterni e Cicognani:



 

lunedì 6 giugno 2022

Profumo di Tabacco

 

La tenevi stretta tra i denti, come le tue mani afferravano strette  i manici della mitragliatrice, Eri li da solo, in quella posizione  davanti al nemico che sempre più numeroso arrivava a te. Tu eri calmo in quei tuoi ultimi istanti di vita, il freddo di quel giorno di Novembre non lo sentivi . Volevi solo fare il tuo dovere fino all’ultimo. <<Non devono passare>>, queste parole come una litania cantavano il loro ultimo canto nella tua mente. Usciva lento e debole ancora il profumo dolce di quel tabacco ormai spento da quella compagna di tante ore di tante  giornate di  guerra. Ora giace li al posto tuo, appoggiata su queste foglie secche e umide di questo bosco  a testimoniare che tu sei  rimasto fino all’ultimo. Quel profumo di tabacco non esce più, e lei non sarà mai  più stretta tra i tuoi denti. Ciao  bersagliere senza nome.

Crepo delle Staipe 7 Novembre 1917