In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

"Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi."

Vera Brittain



«Qui ci verranno dopo la guerra a fare la gita di ferragosto. E diranno: se c’ero io! Ci saranno i cartelli-rèclame e gli alberghi di lusso! Passeggiate di curiosità come ai musei di storia naturale; e raccatteranno le nostre ossa come portafortuna.»

Carlo Salsa

venerdì 26 aprile 2024

NUOVO AGGIORNAMENTO DEL 16 GIUGNO 2024 ELENCO CADUTI SACRARIO DI REDIPUGLIA SEPOLTI CON DATI ERRATI

 AGGIORNAMENTO DATABASE  DEL 16 GIUGNO 2024

 
 E' possibile consultare l'elenco parziale, in continuo aggiornamento dei caduti noti, sepolti al Sacrario di Redipuglia con i dati anagrafici e di reparto errati, in esso si troveranno aggiunti nella parte destra in colore Rosso , i dati esatti del caduto sepolto .   In data 16 GIUGNO 2024, l'elenco è stato aggiornato con altri 110 nominativi per un totale di 5721 caduti 
 
PER LA CONSULTAZIONE DELL'ELENCO E LA RICERCA  CLICCARE SOPRA LA FOTO CHE SI TROVA A SINISTRA DELLA PAGINA DEL BLOG .
 



giovedì 31 agosto 2023

Caporale Magg. VALENTINI Valentino

 

39° Fanteria Brigata Bologna

 
 
Nato a Massa Martana (PG) il 25 Settembre 1895
Morto a Hudi Log il 18 Maggio 1917
Sepolto a .......
 
 
 
 Note Storiche:
 
Nel 1917, vede la Brigata Bologna con i suo due reggimenti 39° e 40° passare ad inizio anno un turno di trincea nel settore tra il Veliki Hriback e quota 376, fino al 7 Febbraio, dove verra poi mandata a riposo nella zona di Peteano. Rientrerà in linea ai primi di Maggio, assegnata alla 31^ Divisione, (Ten.Gen. GASTALDELLO) la quale occuperà le trincee nel settore di Hudi Log.
Il 18 Maggio 1917, Vede nel settoe occupato dallla Brigata una relativa calma in attesa di quella che sarà l'offensiva della 10^ battaglia , che vedrà l'attacco delle fanteria iniziare alle ore 16.05 del 23 Maggio 1917, dopo un  violento fuoco delle artiglierie di preparazione contro le linee e le retrovie austriache. I giorni che precedono l'azione offensiva, vedeva da parte dei reparti  occupanti le prime linee, ricognizioni di pattuglie, per verificare i punti migliori per poter entrare nelle trincee avversarie nel giorno dell'attacco.
In quella giornata del 18 Maggio 1917,  si verifica  un intenso bombardamento da parte austriaca nel settore della 31^ Divisione, questo bombardamento che perdurò per quasi tutta la giornata provocò la morte nelle file del 39° Reggimento , di 13 uomini, tra questi anche quella del Caporal Maggiore VALENTINI appartenente alla 9^ Compagnia, del II° Battaglione, il quale fu colpito mortalmente  alle ore 18 da una palletta di shrapnel.   alla regione frontale.
Fu successivamente sepolto nella Dolina Innefabile. Ora molto probabilmente riposa tra i caduti ignoti del Sacrario di Redipuglia.  


Mappa con indicata lo dislocazione della 31^ Divisione la Brigata Bologna nel Maggio 1917 alla vigilia della X^ battaglia dell'Isonzo:
 

 Mappa con indicata la dolina Innefabile dove fu sepolto il Cap. magg. VALENTINI:



Per questo post ringrazio Laura Prologo e la sua famiglia, parenti del Caporal Maggiore VALENTINI Valentino.

sabato 22 luglio 2023

S.Tenente AVALLONE Nicola

 
 
139° Reggimento Fanteria Brigata Bari
 
Nato a Riesi (CL) il 24 Gennaio 1891
Morto sul Monte San Michele il 26 Luglio 1915
Sepolto a ........... 
 

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare

 
Note Storiche:
 
 Il Sottotenente AVALLONE Nicola, fin da piccolo i soldati attirarono la sua attenzione, tanto che la carriera militare fu un suo sogno che poi si realizzò. Frequentò gli studi ginnasiali e liceali a Napoli e a lecce e nel Collegio Militare di Roma, dove però fu costretto a ritirarsi. Partecipò alla campagna di Libia come soldato, combattendo a Tobruk con il 20° Reggimento  Fanteria. Successivamente frequentò il Plotone Allievi Ufficiali a Milano presso l'9° Fanteria. Divenuto ufficiale con i gradi di Sottotenente di Fanteria, prima con il 9° Reggimento e poi con il 139° , con quest'ultimo partì per la guerra contro l'Impero Austroungarico scoppiata il 24 Maggio 1915.
.Il 139° Reggimento con il 140° formava la Brigata Bari. Il 139° Reggimento partì per il fronte tramite ferrovia il giorno  6 Giugno 1915, dalle stazioni di Bari e di Taranto. Il Sottotenente AVALLONE partì con la sua compagnia l'11 del III° Battaglione da Taranto alle ore 22.16. dove arrivò in Friuli il giorno 10. La Brigata fu impiegata per tutti i giorni restanti del mese ad esercitazioni , sotto le dipendenze della 28^ Divisione, quindi non prese parte alle prime operazioni di guerra sul fronte Isontino. Il giorno 21 Luglio il Reggimento ricevette l'ordine di tenersi pronto a partire per destinazione ignota. In seguito all'ordine del Comando della Brigata Bari il Reggimento alle ore 19 e 30 partì per la volta di Sagrado per mettersi a disposizione della 21^ Divisione. Giunto nella notte a Sagrado attraverso il ponte militare di Sagrado , il reparto proseguì per Sdraussina per accamparsi nel valloncello poco ad Ovest del casello ferroviario n. 46. Le truppe furono messe a riposo fino alla notte fra il 22 e il 23 Luglio dove venne dato il cambio al 10° fanteria cheaveva sostenuto gli attacchi offensivi dall'inizio dell seconda battaglia dell'Isonzo inizata il giorno 18 dove vide il giorno 20 i reparti della Brigata Regina unitamente ai Bersaglieri Ciclisti del VIII° e XI° Battaglione raggiungere la cresta del Monte San Michele a Cima 3 e mantenerla prima di rpiegare dopo un contrattacco austriaco al mattino del giorno seguente, dove venne richiesto di rinforzo un battaglione del 139° per gli attacchi subiti sull'altura di quota 170 a Sud del Monte San Michele. Fu inviato il II° Battaglione che s'impegnò energicamente a respingere l'azione avversaria di contrattacco anche con azioni di atatcchi alla baionetta , che consentirono di repingere gli austriaci dalle posizioni conquistate di Quota 170 e di ripiegare nelle loro linee di partenza. Il III° Battaglione (di AVALLONE) , rimase a presidiare le trincee a sud dell'altura di quota 170 mentre gli altri due battaglioni si portarono a riposo nei ricoveri.
Il 23 Luglio Avallone con la sua compagnia continua ad occupare le trincee dove durante la notte ha subito attacchi di piccoli gruppi austriaci. La giornata del 24 continua come la precdente come dislocazione dei reparti vedendo sempre il III° battaglione in 1^ linea. Il giorno 25 , vedrà uno spostamento dei raparti per l'azione offensiva che verrà svolta il giorno seguente dove vedrà il reggimento rimanes su tre linee il III° Battaglione in 1^ linea ritirandolo dalle trincee sud orientali di Quota 170. Il Reggimento sorpassandola Quota 170 dovrà dirigersi sul cocuzzolo centrale dei tre costituenti la posizione di S. Michele (Quota 275 Cima 3) , col 140° Fanteria a destra che si dirigerà su quello orientale, ed il 56° Battaglione Bersaglieri Autonomo a sinistra puntando su quello occidentale.
Alle ore 5 del 26 Luglio il III°  Battaglione muove all'attacco dell'obbiettivo assegnatogli seguito come da ordini dal II° e I° battaglione, l'avanzata procedette con successo e il Reggimento conquista alla baionetta assecondato dal 140° e dal 56° Battaglione Bersaglieri le alture del Monte San Michele . Tuttavia le perdite risultano molto gravi per il fuoco intenso di artiglieria e fucileria  e mitragliatrici al quale sono state sottoposte le truppe durante l'avanzata. Inoltre il nemico dopo aver perduto le posizioni del Monte San Michele, aprì su di esse un intensissimo fuoco di artiglieria di ogni calibro, che fece molte vittime specie tra gli ufficiali  che sono ridotti a un numero ridotto tra questi trovò la morte alle ore 11 il Sottotenente Nicola AVALLONE. Si preannunciò di seguito un contrattacco austriaco specialmente sulla sinistra. Nel frattempo venne dato l'ordine di ripiegare nelle primitive posizioni di Quota 170. La ritirata , malgrado tutto venne eseguita in buon ordine, impedendo al nemico di correre all'inseguimento.
Inoltre per concludere si precisa che ad affrontare i fanti del 139° Fanteria nel settore di Cima 3 fu  il X° Battaglione di marcia  del 97° Reggimento Austriaco con sede a Trieste, composto per la maggior parte da soldati di etnia italiana del litorale. Un monumento posto alla quota 197 di Bosco Cappuccio settore dove non fu mai impiegato nel corso della seconda battaglia dell'Isonzo,  ricorda questo reparto.

 
Mappa del 21 -22 Luglio 1915 settore Monte San Michele, indicante l'azione dove per la prima volta venne conquistata la cima del monte dalle truppe del Regio Esercito:
 

 
Mappa austriaca del 25 Luglio 1915, dove viene indicata la posizione del X°/97° K.u.K a Cima 3 del Monte S. Michele:
                                                                                  (archivio Alberto Giustini)
 
Monumento a Bosco Cappuccio dedicato al X°/97° K.u.K con le date errate in quanto il battaglione si trovava a presidiare  quel settore al finire della I^ battaglia dell'Isonzo, inizio del mese di  Luglio , fino al giorno 8 e non nelle date della II^ battaglia come indicato nella targhetta:
 

 


sabato 8 ottobre 2022

Tenente BUCCO Rodolfo

 


742^ Compagnia Mitraglieri FIAT
                                                                        

 
Nato a Saronno il 16 Giugno 1893
Morto a Monte Cavallo (Nimis) il 27 Ottobre 1917
Sepolto a Attimis  cimitero civile?


Decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare  

 

Comandante di una compagnia mitragliatrici, sotto intense raffiche di artiglieria, prendeva con calma energiche ed abili misure per arrestare una violenta irruzione del nemico , intervenendo efficacemente nell'azione e dando ai suoi soldati bell'esempio di coraggio e di valore.
Castagnevizza, 23-34 Maggio 1917
 
 
Note Storiche:
 
Ho voluto dedicare questo post al Tenente BUCCO per onorare i molti alpini che combatterono sul Carso, impiegati nella batterie  da montagna, oppure come nel caso del Tenente BUCCO nelle compagnie Mitraglieri, che verso la fine del 1916 si cominciò la  formazione di queste compagnie che successivamente venivano assegnate alle varie  Divisioni, Brigate, Reggimenti e Battaglioni. La 742^ del Tenente BUCCO fu formata nel mese di Aprile 1917 ed era formata da alpini provenienti da vari battaglioni. Nel mese di Maggio la compagnia fu assegnata alla 4^ Divisione , che operava sul Carso nel settore di Castagnevizza. La compagnia verrà impiegata nell'10^ Offensiva , che ebbe inizio il 23 Maggio. Nel corso della quale il Tenente BUCCO si guadagnò l'ennesima medaglia.

Ho voluto scegliere tra i tanti alpini che operarono sul fronte carsico, il Tenente BUCCO, seppur egli cadrà mesi avanti resistentdo da solo con un suo soldato con una mitragliatrice sul Monte Cavallo a Nimis in quel  ottobre 1917, durante la ritirata di Caporetto. L'ho scelto tra i tanti perchè egli fu un pluridecorato e una di queste medaglie se la guadagnò sul Carso con la 4 ^ Divisione che in quesi giorni era composta dalle Brigate Barletta e Bisagno, quest'ultima Brigata sarà quella dove la 742^ Compagnia mitraglieri nel Luglio verrà assegnata e che ne farà parte fino al Marzo 1918 per poi tornare tra gli alpini del Battaglione Stelvio.

 
Del Tenente BUCCO Rodolfo di seguito riporto  la sua biografia (autore Massimo. Peloia):
 
Dopo la licenza liceale al Manzoni di Milano, conseguita nel 1913, nel 1914 il giovane Rodolfo Bucco frequentò l’Istituto Tecnico Superiore di Milano per poi iscriversi al corso di ingegneria dell’Università di Pavia.
In quegli anni la sua famiglia risiedeva a Milano, in via Mario Pagano al n° 71.
Venne chiamato alle armi e inviato alla Scuola Allievi Ufficiali di Modena il 17.6.1915 in qualità di allievo ufficiale di complemento. Nominato il 17.9.1915 sottotenente degli alpini raggiunse a Tolmezzo il battaglione Val Maira, del 2° reggimento alpini, dove ricoprì l’incarico di comandante di una sezione mitragliatrici della 219ª compagnia. In questo periodo fu decorato due volte di Medaglia di Bronzo al V.M.:
Ai primi di giugno del 1916 il battaglione Val Maira (compagnie 217ª, 218ª e 219ª) venne inquadrato nel Gruppo Alpini Foza comandato dal Tenente Colonnello Pirio Stringa, con i battaglioni Monviso, M. Argentera, Morbegno e alla 27ª batteria da montagna. A questi reparti, trasferiti urgentemente dal fronte carnico, fu affidato il difficile compito di opporsi all’offensiva austro-ungarica nota come Strafexpedition, nel momento in cui si manifestò come una grave minaccia sull’Altopiano di Asiago; anche la celebre Brigata Sassari lasciò il Carso per congiungersi ai battaglioni alpini.
Dopo alcuni scontri iniziali avvenuti negli ultimi giorni di maggio, il Gruppo Stringa si dispose a difesa di M. Fior e M. Castelgomberto, le vette più alte dell’acrocoro delle Melette di Foza. Il 5 giugno l’11ª Brigata di fanteria imperiale (27° Reggimento di fanteria e 2° Reggimento di fanteria bosno-erzegovese) dopo un fortissimo bombardamento attaccò il fronte degli alpini con il battaglione Morbegno sulla quota centrale di M. Fior, il M. Argentera alla sinistra del Morbegno, il Val Maira con la 219ª compagnia (di cui faceva parte il Sottotenente Bucco) sulla quota più bassa del Fior, chiamata il “Torrione”, la 218ª tra il “Torrione” ed il M. Castelgomberto e la 217ª su M. Castelgomberto. A destra del Castelgomberto e fino al M. Tondarecar si trovava il battaglione Monviso, che risultò il reparto meno provato dalla battaglia perché in posizione più defilata durante gli scontri.
La battaglia fu molto violenta e al termine della giornata del 5 giugno nel Battaglione Val Maira rimasero feriti il comandante Maggiore Camillo Pasquali (che morì in seguito), il Tenente Giuseppe Brey Aiutante Maggiore del battaglione, nella 219ª compagnia il Sottotenente Rodolfo Bucco e gli Aspiranti Biancheri e Gallucci.
In questa occasione Rodolfo Bucco venne decorato di medaglia d’argento al V,M.
A causa delle ferite riportate, venne destinato nell’ottobre del 1916 a servizio presidiario presso il deposito del 2° reggimento alpini di Cuneo.
Ristabilito, tornò a maggio del 1917 in prima linea sul fronte del Carso, come comandante di una compagnia mitragliatrici, la 742ª FIAT. Qui meritò un'altra decorazione:
M. Bronzo tenente comp. mitragliatrici - Castagnevizza 23-24 maggio 1917
Nel mese di Luglio la sua compagnia passò alle dipendenze della Brigata Bisagno, con la quale seguirà gli eventi successivi alla rotta di Caporetto del 24 ottobre 1917.
 

 

Il diario della 4^ Divisione (USSME), non menziona la partecipazione della 742^ Compagnia Mitraglieri  nei giorni 23 e 24 Maggio 1917, ma dalla motivazione della medaglia di Bronzo, si può risalire a  quando gli austriaci contrattaccarono le truppe italiane che operarono con vari attacchi nel settore di Castagnevizza del Carso nel corso della decima battaglia dell'Isonzo

 

L'attacco italiano sul fronte carsico ebbe inizio alle ore 16.05 dopo ore di bombardamento da parte dell'artiglieria italiana cominciato all'alba, i reparti destinati all'attacco Brigate Bisagno e Barletta balzarono dalle loro posizioni davanti a Castagnevizza . I reparti posizionati in prima linea in attesa dell'assalto furono al mattino bersaglio del fuoco delle artiglierie imperiali, il quale causò gravi perdite ai battaglioni della Brigata Bisagno. La Brigata Bisagno aveva come fonte d'attacco la parte nord del paese di Castagnevizza destinato alla Brigata Barletta. La Bisagno doveva attaccare la denominata "Montagnola", che successivamente in onore ad un Ufficiale della Brigata Novara caduto anch'egli all'assalto nell’agosto successivo, verrà chiamata "Montagnola Scotti". La Brigata Bisagno incontra molte difficoltà nel tentativo di avanzare verso gli obbiettivi prefissati, sia per la percorribilità del terreno , e sia per il violentissimo tiro di sbarramento nemico, che causa perdite rilevanti soprattutto al III° Battaglione del 210° Fanteria. Mentre la Barletta riesce ad avanzare inizialmente nelle posizioni avversarie del paese ridotto ormai in macerie di Castagnevizza. Tanto che viene richiesto alla Brigata Bisagno di riprendere con energia l'azione contro le posizioni della "Montagnola" per non lasciare isolati i reparti della Barletta che sono riiusciti ad avanzare. Purtroppo i reparti di fianco alla Brigata non riescono ad avanzare, lasciando isolate le aliquote giunte fino all'interno del paese. Per questo motivo il Comando di Divisione invia rinforzi in modo da evitare che le truppe della Barletta rimaste isolate si trovino in una situazione critica con il rischio di dover perdere le posizioni conquistate. Per questo viene inviato il battaglione di riserva divisionale (II° del 210) e quasi sicuramente anche se non menzionata vi sarà compresa anche la 472^ Compagnia mitraglieri. Questo avviene verso la sera. Dove poi il 138° Fanteria che vi er riuscito a penetrare nelle linee nemiche, subisce un forte contrattacco austriaco con forse rilevanti sbucate da caverne e deve ripiegare a scaglioni al margine occidentale del paese, il 137° anch'esso contrattaccato, deve arrestare la sua destra sino a contatto con il 74° Fanteria, rimasto sempre fermo sulla linea dell'acquedotto ad ovest di quota 251. Quasi sicuramente stando ai fatti narrati, la compagnia mitraglieri del Tenente BUCCO è stata impiegata in questa occasione.
 
 

 Sull'Albo d'oro caduti il Tenente BUCCO che dopo la sua morte avvenuta nella giornata del 27 Ottobre 1917 verrà sepolto inizialmente nel cimitero di Subit. Il 4 Novembre 1921 per volontà dei genitori verrà traslato nel cimitero di Attimis (fonte dal libro "La Caduta del Monte Maggiore di Andrea Vazzaz)

Sull'Albo d'Oro caduti il Tenente BUCCO risulta apparetnere ancora al 2° Reggimento alpini e come luogo di morte riporta erroneamente la dicitura "caduto in Val Padola" .

 


Mappa con la dislocazione dei reparti della 4^ Divisione il 14 Maggio 1917 (dal libro "Un professore al Fronte" ed. Gaspari Editore):
 

 
La "Montagnola":


Il paese di Castagnevizza del Carso :



 Ringrazio Massimo Peloia per la foto e la biografia del Tenente BUCCO .