In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

"Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi."

Vera Brittain



«Qui ci verranno dopo la guerra a fare la gita di ferragosto. E diranno: se c’ero io! Ci saranno i cartelli-rèclame e gli alberghi di lusso! Passeggiate di curiosità come ai musei di storia naturale; e raccatteranno le nostre ossa come portafortuna.»

Carlo Salsa



Ho visto il cremisi della sua bocca rotonda farsi più scuro mentre cadeva, Come un sole, nella sua ultima ora profonda; Ho guardato il magnifico ritrarsi dell’addio, Oscurarsi, a mezza luce, ad occhi stretti, E un ultimo splendore infiammare i cieli della sua guancia. E nei suoi occhi La luce delle stelle fredde, vecchie e desolate, Di cieli differenti.

Wilfred Owen

martedì 20 ottobre 2026

Caporale CENZATTI Giuseppe




2° Reggimento Granatieri di Sardegna


  Nato a Montebello Vicentino il 28 Novembre 1892
Morto a Quota 265 il 14 Agosto 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia 5° Gradone - Loculo 8542




Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare


Giunto presso una trincea nemica con i pochi granatieri rimastigli della propria squadra e con pochi altri che aveva raccolti, quasi circondato da un contrattacco nemico, resisteva eroicamente fino al sopraggiungere dei rincalzi. Cadeva poco dopo colpito a morte.
Monte Pecinka, 14 Agosto 1916

Notizie Storiche:

Durante la Sesta Battaglia dell'Isonzo, la Brigata Granatieri di Sardegna fu protagonista delle operazioni che portarono alla conquista del Monte San Michele e alla successiva avanzata sul Carso. Tra il 6 e il 7 agosto 1916 i Granatieri furono impiegati a sostegno delle truppe che avevano occupato le celebri quattro cime del San Michele, respingendo con straordinaria tenacia i ripetuti e violenti contrattacchi austro-ungarici. In particolare, sulle prime due cime, i Granatieri combatterono fianco a fianco con la Brigata Catanzaro, mantenendo le posizioni nonostante il pesante bombardamento nemico e le gravi perdite subite.
La conquista del San Michele, unita alla presa di Gorizia, costrinse l'esercito austro-ungarico a ritirarsi oltre il Vallone il 10 agosto. Nei giorni successivi la Brigata Granatieri proseguì l'offensiva contro le nuove linee nemiche, raggiungendo gli obiettivi assegnati tra Nad Logem e quota 187 e continuando l'avanzata verso il Veliki Hriback e il Pecinka.
Il Giorno 14 Agosto la vide protagonista nell'assalto delle posizioni nemiche tra quota 265 e il Pecinka. Il Diario del 2° reggimento Granatieri (Ussme) descrive dettagliatamente i fatti: "All'alba il reggimento è così dislocato: il 2° e 3° Battaglione sulla fonte quota 265-263 . Il 2° Battaglione a sinistra a contatto con il 1° Granatieri; il 3°  a destra a contato col 29° Fanteria, con la destra un poco arretrata per l'arresto subito durante l'attacco del 13° Fanteria ai profondi reticolati austriaci non distrutti dall'artiglieria.
Alle ore 3 giunge l'ordine d'operazione per concorrere all'avanzata generale della 3^ Armata. La Brigata deve raggiungere la linea Pecinka-Veliki Kribak. Su quest'ultimo obiettivo deve puntare il 2° Granatieri tenendosi collegato a destra con le truppe della Brigata Pisa, a sinistra con quelle del 1° Granatieri. 
Il Reggimento ha a sua disposizione due compagnie del 76° fanteria. Giunte appena sulla nuova fronte le truppe dovranno rafforzarsi.
Alle ore 6.30 l'artiglieria e le nostre bombarde iniziano il tiro. Alle ore 12 mentre l'artiglieria allunga il tiro, le fanterie muovono all'assalto. I due battaglioni del Reggimento oltrepassano le trincee e avanzano risolutamente verso l'obbiettivo fissato.
Dopo uno sbalzo di 300 metri circa, la prima linea viene arrestata da un improvviso fuoco intensificato di mitragliatrici appostate dietro muretti a secco. Dopo una breve sosta i granatieri al grido di "Savoia" si slanciano all'assalto, ed il loro impeto è così irruento che la prima linea nemica viene subito occupata facendone prigionieri gli austriaci che sorpresi dalla rapida azione, gettano subito le armi. Oltrepassata questa prima trincea nemica i nostri si gettano sula seconda, ma una violenta scarica di mitragliatrici e fucileria falcia le nostre file uccidendo o ferendo quasi tutti gli ufficiali.
Gli austriaci, molto più in forze di noi, si slanciano al contrattacco. La destra della nostra linea rimasta quasi senza ufficiali oscilla, per un istante ma l'intervento energico dei pochi ufficiali superstiti, fa si che i nostri con mirabile slancio fronteggiano l'attacco e lo respingono.
Verso le ore 18 l'azione ha termine e le truppe si rafforzano nella nuova posizione occupata. Alle ore 16 dello stesso giorno giunge l'ordine che preavvisa per la notte la sostituzione della 23^ Divisione con la 49^. La Brigata Granatieri deve essere sostituita dalla Brigata Pinerolo, però prima di effettuare tale cambio , il Generale Comandante di Brigata ( Mag. Gen. Pennella) , vuole si rinnovi l'attacco per poter cedere alla truppe subentrate la linea Veliki Kribak-Pecinka. L'attacco inizia alle ore 19. Sebbene le truppe fossero sfinite e ridotte molto di numero e quasi senza ufficiali, all'ora stabilita si slanciano tutte contro le posizioni avversarie.
Lo sforzo è coronato dal successo guadagnando altri 100 metri di terreno.
Alle ore 22 s'inizia il cambio con le truppe del 14° fanteria, ed i resti del reggimento , appena 1200 uomini a quota 87 , dopo aver consumato il rancio si avviano a Peteano giungendovi la mattina presto.
Perdite:
Ufficiali: Uccisi 4; Feriti 4; dispersi 2.
Truppa  : Uccisi 37; Feriti 240; dispersi 78.

Al momento non ci sono informazioni che possono accertare quando venne colpito mortalmente il Caporale CENZATTI, prima di essere esumato al Sacrario di Redipuglia  dove ora riposa, era sepolto al cimitero del Colle di  Sant'Elia.

Mappa con la dislocazioni delle truppe della 23^ Divisioni prima dell'azione del 14 Agosto 1916:

(Archivio Mitja Juren)

Foto scattate qualche anno fa nella zona di quota 265 dove operò il 2° Reggimento Granatieri:








sabato 17 ottobre 2026

S.Tenente CAMPARI Luigi Giorgio


 


20° Reggimento Fanteria Brigata Brescia


  Nato Bologna il 17 Novembre 1892
Morto  Monte San Michele il 21 Giugno 1916
Sepolto a Bologna 

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare


Durante l'occupazione di una nuova posizione a tre metri della trincea avversaria, dopo aver cooperato con tutta la possibile energia al rafforzamento della posizione stessa, accortosi che un reparto nemico si avanzava per ricacciare i nostri, balzato in piedi, con la pistola in pugno, tenne in sacco i primi assalitori: magnifico esempio di coraggio e di sprezzo del pericolo ai propri soldati, alquanto scossi dalla violenza del fuoco e dalle difficoltà della posizione non ancora sufficientemente rafforzata. Impassibile , fra la pioggia dei proiettili pur essendo gravemente ferito dallo scoppio di una bomba avversaria, rimaneva tuttavia sul posto e rianimava i suoi, noncurante delle esortazioni fattegli perchè si ritirasse. Si allontanò solamente quando, sopraggiunti i rinforzi, ritenne che la nuova posizione fosse saldamente in mano dei nostri. Spirava poco dopo per le ferite riportate.
Monte San Michele, 21 Giugno 1916


Notizie Storiche:

Dopo le quattro offensive che si svolsero nel 1915, portando le truppe italiane a ridosso delle quattro cime del Monte San Michele e delle rovine del paese di San Martino del Carso, il fronte si stabilizzò, portando solamente a delle azioni locali per il consolidamento e miglioramento di qualche posizione. L'anno 1916, vide anche una guerra sotterranea con la costruzione di gallerie verso le linee nemiche. lavoro questo svolto da entrambi gli schieramenti che portarono di conseguenza allo scoppio di mine per impedire il proseguo dei lavori. Le mine più importanti furono quelle dell'Elemento Quadrangolare" l'8 Maggio, che vide l'esplosione di una contromina austriaca in corrispondenza della galleria nr. 1 seppellendo diversi uomini del genio e vedette del 30° fanteria. Lo stesso giorno vide l'esplosione di una contromina italiana nella galleria nr. 4 nel settore del "Groviglio" in seguito a minaccia di una contromina austriaca. Anche l'indomani vide lo scoppio al primo mattino di due contromine italiane all'estremità delle gallerie 10 e 11 dell'"Elemento Quadrangolare" consentendo ai reparti italiani il controllo del cratere creatosi il giorno precedente. Il mese di Giugno pochi giorni prima dell'attacco austriaco sul Monte San Michele con l'uso dei gas che si svolse il giorno 29, vide interessare il settore di Cima 4 Del Monte San Michele dove vi era schierato il 1° battaglione del 20° fanteria Brigata Brescia, da scoppio di mine. Una di queste scoppiò il giorno 21, la narrazione del diario del 20° Reggimento descrive i fatti di quella giornata: " Anche durante quest'altra notte, sensibile attività delle vedette nemiche, specialmente nel lancio di bombe a mano e lacrimogene, senza giustificato motivo. Il brillamento della mina a destra della "Lunetta" è fissato per le 5.30. In precedenza si sgombrano le linee circostanti e si chiudono tutti gli sbocchi retrostanti per evitare danni e sorprese. All'ora precisa la mina viene fatta brillare. Ma per difetto di carica lo scoppio non avviene sotto o al di là delle trincee nemiche, come si prevedeva dal Genio, ma fra quelle e le nostre. Provvidenzialmente, però l'escavazione profonda 21 metri in media, con un tratto di fronte di circa 100 metri congiunge e sopravanza i due budelli scavati a destra della "Lunetta" e riunisce quasi in linea retta la "Lunetta" con Cima 4. Il Maggiore Campari dispone subito per l'occupazione dell'escavazione da parte della 1^ e 2^ compagnia, senza che il nemico assente e sorpreso l'impedisca. Ma dopo un'ora, richiesti - evidentemente - ed ottenuti dei rinforzi il nemico, incomincia una viva azione di fucileria, ed artiglieria con lancio di numerose bombe, cui si risponde adeguatamente anche da parte nostra fino alle ore 8.30. Qualche pattuglia nemica audacemente lasciata avanti, è costretta a ritirarsi. La nostra occupazione è così saldamente mantenuta , pur costandoci 3 morti (fra cui un ufficiale , il Sottotenente Campari) e 17 feriti. Fervono durante il giorno i lavori di sistemazione e rafforzamento della nuova posizione, specialmente con la costruzione di u parapetto di sassi e sacchetti a terra della linea più avanzata.  che in qualche punto è vicina a quella nemica di 4 metri circa. Di sera un fonogramma austriaco intercettato fra intravedere un attacco per le ore 22.30. Il Comando di reggimento, che per l'occasione si è trasferito al valloncello di Cima 4, prende tutte le precauzioni  opportune, facendo serrar sotto le linee tutte le truppe. E all'ora fissata, appunto un vivo fuoco di fucileria si sviluppa da parte del nemico su tutta la linea accompagnato da intenso lancio di bombe. Controbattono immediatamente ed efficacemente l'artiglieria e la fucileria nostra, coadiuvate brillantemente dal riflettore che illumina tutta la linea. Dopo circa mezz'ora l'attacco nemico diminuisce e finisce del tutto . e si ristabilisce la calma normale.

Perdite Ufficiali Uccisi : Sottotenente Campari Luigi
            Truppa   Uccisi 3 ; feriti 21; dispersi 1. 

La Salma del Sottotenente Campari venne inumata al cimitero di Sdraussina, a fine guerra venne riportata a Bologna con funerali solenni e dove ora riposa.
Il 23 Giugno del 1916 Il Comando di Divisione (21^) a ricordo del povero ufficiale che vi lasciò la vita volle dare il nome al nuovo tratto di linea  conquistato il giorno 21 Giugno 1916 chiamandolo "Elemento Campari"

Una delle poche mappe dove compare il tratto di linea con la dicitura "Elemento Campari":



Mappa del XI° C.A. (Ussme) con lo schieramento alla vigilia del 21 Giugno 1916:



Foto tratta da Cima 4 con in fondo Bosco Cappuccio, la zona circostante è quella interessata nelle vicende del 21 Giugno 1916:




giovedì 15 ottobre 2026

S. Tenente MUZZATTI Antonio (Irredento)

 



13° Reggimento Cavalleggeri "Monferrato"


Nato Trieste il 1 Giugno 1889
Morto  Quota 77 il 10 Ottobre 1916
Sepolto -------------------------

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare


Esempio di grande coraggio e fermezza di fronte al nemico, in zona intensamente battuta da fuoco d'artiglieria e mitragliatrici, conduceva il proprio plotone all'assalto di forti posizioni che raggiungeva per primo. Rimanendo in piedi sulla trincea avversaria incitava gli altri a seguirlo, finchè gridando "Savoia" cadde colpito a Morte.
Monfalcone - Quota 77 10 Ottobre 1916


Notizie Storiche:

Il 10 Ottobre 1916, alle dipendenze della 14^ Divisione il 13° Reggimento Cavalleggeri "Monferrato" prese parte all'offensiva dell'(8 battaglia dell'Isonzo. Appiedato per l'occasione, dopo vera sostituito sulla linea di Monfalcone tra Quota 85 e il settore di "Mandria",  l'altro Reggimento Cavalleggeri "Roma" il quale prese parte alla 7^ Offensiva, subendo gravi perdite e di conseguenza sostituito dal "Monferrato". L'Offensiva che copriva tutto L'altopiano carsico, coinvolgeva i vari corpi d'armata in forza alla Terza Armata, tra questi Il VII° , il quale copriva come zona operativa il settore da Quota 144 fino al Mare. La 14^ Divisione avrebbe attaccato eseguendo una violenta azione dimostrativa contro la fronte Q. 92 (Mulino di Pietra Rossa) , Q. 57 e Q. 77 casello ferroviario e Q.21 per tenervi fortemente impegnato l'avversario. L'azione prevedeva l'attacco in tre colonne, due condotte  da reparti della Brigata Arezzo, contro le quote 57 e 77 una quella di destra dal 1° Gruppo Cavalleggeri "Monferrato" direzione a Sud Q. 77 , seguendo la direttiva Casa Isolata e Casello Ferroviario.
Fino alle ore 14.50 le artiglierie continuarono il loro tiro di distruzione con buoni risultati.
Alle ore, 14.50 ciascuna colonna lancia verso gli obbiettivi di attacco quattro pattuglie con compito dimostrativo. Benchè fatte a segno a fuoco di mitragliatrici e fucileria, avanzano fin quasi a ridosso dei reticolati nemici. Detta azione ottiene il risultato voluto perchè tutte le trincee nemiche vengono tenute costantemente presidiate da numerose truppe e mitragliatrici. In base all'ordine contro segnato alle ore 16.30 il Comandante della Divisione (14^) ordina personalmente per telefono al Colonello Brigadiere Fochetti (Brigata Arezzo) di lanciare le colonne all'assalto. Pochi minuti dopo dall'osservatorio di Q. 121 veniva comunicato che la colonna di destra della 16^ Divisione, che era precedentemente avanzata nelle trincee austriache , aveva dovuto ripiegare nelle primitive posizioni, veniva avvertito il Comandante di Copro D'armata che appena avuta conoscenza di ciò chiede se è ancora possibile sospendere l'azione . Interrogato a riguardo il Col. Brigadiere Fochetti, il quale rispose di non poter  più ritirare l'ordine dato. Alle ore 17 sboccarono le prime ondate, (seguiremo solamente  i fatti riguardanti la colonna interessata dal 1° Gruppo dei Cavalleggeri Monferrato).
La colonna di destra (1° Gruppo dei Cavalleggeri Monferrato) alle ore 17 , si spinse innanzi con le prime tre ondate, dove però furono arrestate dal fuoco d'artiglieria e mitragliatrici nemiche. Il Comandante della colonna portò a loro rincalzo anche il II° Gruppo dello stesso reggimento. Tutti gli squadroni avanzarono e qualche reparto riuscì a raggiungere anche le trincee austriache del Lisert. La tenace resistenza : l'intenso fuoco di mitragliatrici, che prendeva d'infilata le colonne d'attacco, di fucileria e d artiglieria, costrinsero i cavalleggeri a rispiegare sulla linea Casa Isolata- Ridottino Roma. Il movimento , eseguito con calma e ultimato verso le ore 19. Anche le altre colonne alla fine della giornata ripiegarono nelle posizioni iniziali.
Le perdite della giornata per il 13° Reggimento Cavalleggeri Monferrato furono le seguenti:
Ufficiali morti 2 , feriti 8. Truppa Morti 29, feriti 177 e dispersi 21.

Gli Ufficiali deceduti nel corso della giornata furono tre: Il tenente DI LORETO Guido, deceduto successivamente alla 14^ Sezione Sanità,  il Sottotenente MUZZATTI Antonio caduto sul campo e il Sottotenente RODRIGUEZ Ferdinando deceduto per le gravi ferite presso l'ospedale chirurgico mobile "Città di Milano". 


Schizzo con la dislocazione dei reparti e le tre colonne d'attacco del giorno 10 Ottobre 1916:





Foto da quota 77 verso la zona del Lisert ora ricca di costruzioni di capannoni industriali , dove attaccarono i Cavalleggeri di Monferrato il giorno 10 Ottobre 1916:


venerdì 9 ottobre 2026

S. Tenente ANSALDI Guglielmo

 




2° Reggimento Genio 155^ Compagnia Zappatori


Nato Bordighera il 22 Giugno 1883
Morto  Quota 144 il 2 Ottobre 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia 1° Gradone - Loculo 1064




Decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare


Intelligente e ardito, durante i lavori si rafforzamento di una posizione battuta dall'artiglieria nemica, nell'esporsi per portare soccorso ai suoi soldati feriti cadeva egli stesso colpito a morte.
Carso, 2 Ottobre 1916
(ringrazio Paolo Gropuzzo)


Notizie Storiche:

La 155^ compagnia Zappatori, reparto al quale apparteneva il Sottotenente ANSALDI, dopo la fine della 7^ Battaglia dell'Isonzo svoltasi a metà Settembre, e che aveva visto le truppe della 16^ Divisione a conquistare la metà di quota 144, era stata messa disposizione del 140° Fanteria Brigata Bari, per lavori di rafforzamento delle linee. Il giorno 2 Ottobre 1916, la compagnia si prestava come nei giorni precedenti a svolgere i lavori di rafforzamento della linea del reggimento della Brigata Bari. IL lavoro si svolgeva anche sotto il fuoco di artiglieria austriaco, dove una granata colpì ferendo diversi soldati della compagnia del 155° Zappatori, Mentre il Sottotenente ANSALDI, si prestava a soccorrere gli uomini feriti fu colpito mortalmente da un'altra granata, uccidendolo sul colpo. La sua salma fu trasportata presso il cimitero di Ronchi , dove vi rimase fino all'esumazione finale per il Sacrario di Redipuglia dove oggi riposa. 


Mappa del 12 Ottobre 1916 delle linee contrapposte a Quota 144 :




Veduta di quota 144 e del paese di Jamiano:









venerdì 2 ottobre 2026

S.Tenente DE LEONE Edmondo


 


123° Reggimento Fanteria Brigata Chieti


Nato Penne (TE) il 28 Dicembre 1890
Morto  Alture di Polazzo il 5 Agosto 1915
Sepolto al Sacrario di Redipuglia 6° Gradone - Loculo 11949




Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare


Alla testa del battaglione, del quale aveva assunto il comando sotto violentissimo fuoco di fucileria nemica, muoveva all'assalto di una trincea, trovandovi gloriosa morte.
Monte Sei Busi , 5 Agosto 1915


Notizie storiche:

La brigata Chieti con i suoi due reggimenti 123° e 124° , entrava in prima linea a fine Luglio del 1915, e venne schierata con la 19° Divisione tra le alture a est di Castelnuovo e Polazzo, esattamente di fronte la quota 111. La brigata nei primi giorni di Agosto effettuerà numerosi assalti alle linee nemiche subendo elevate perdite. Dal Diario storico di Brigata: "Il 5 Agosto, dopo aver ricevuto da parte del comando della 19^ Divisione, l'ordine di proseguire con le operazioni per l'espugnazione delle trincee nemiche antistanti al settore di destra che non ha ancora raggiunto il margine tattico. Lo stesso Comando di Divisione, consiglia una più lunga preparazione di fuoco dell'artiglieria pesante. Alle ore 13 ha inizia il fuoco dell'artiglieria e alle ore 14.30 l'avanzata delle fanterie , preceduta dalle pattuglie di combattimento. Alle ore 16.30 risulta  che l'avanzata procede più spedita sulla sinistra (123°) che sulla destra (ii/124°) del settore.
Alle ore 21.10 la situazione è la seguente: il 123° ha rioccupato la trincea che aveva abbandonato per permettere all'artiglieria il tiro sulle trincee nemiche. Il II/124° ha fatto qualche progresso sull'ala sinistra. il 50° Battaglione Bersaglieri, si è posto dietro i battaglioni in prima linea al centro del settore. Le causa principali che impedirono la conquista delle trincee nemiche furono: nessuna efficacia del fuoco dell'artiglieria sui reticolati nemici, fuoco intenso d'interdizione da parte dell'artiglieria avversaria che produsse sensibili perdite specialmente tra gli ufficiali ".
Le perdite della Brigata in quella giornata furono le seguenti:
Ufficiali : uccisi 2 feriti 6
Truppa:     uccisi 40; feriti 272 dispersi 1 
Il racconto del diario del 123° reggimento al quale apparteneva il Sottotenente DE LEONE, è più preciso nella narrazione dei fatti della giornata: "Il mattino viene impiegato in lavori di rafforzamento delle posizioni conquistate, lavori che sono spesso contrastati dall'avversario con colpi di fucili. Tuttavia al 3° Battaglione (11^ Compagnia) riesce far costruire una trincea avanzata di qualche decina di metri .
Nel pomeriggio il Reggimento riceve l'ordine di avanzare all'occupazione delle trincee nemiche appena cessato il breve bombardamento contro il reticolato. Il compito è affidato al 3° Battaglione coadiuvato dal 2°. L'operazione incomincia alle 14.30 con buon esito, ma fermata dal fuoco intenso dell'artiglieria avversaria. Si mantengono tuttavia le posizioni conquistate sulla destra, in stretta vicinanza con reparti della 20^ Divisione (121° Fanteria) All'azione prendono parte le compagnie del 3° battaglio e del 2° (5^ e 8^). Giornata molto calda - cielo coperto  23 Uomini di Truppa morti e 214 i feriti; Ufficiali feriti 4  e morti 2 (S.Ten DE LEONE e S.Ten. CALANDRA Romualdo che risulterà disperso sull'Albo d'Oro Caduti)

Il Sottotenente DE LEONE sull'atto di morte risulta morto alle ore 11 , orario sicuramente errato in quanto come visto nella narrazione dei due diari di reparto, l'attacco comincio alle ore 14.30 e questo porta sicuramente sia  come orario di morte e per come il Sottotenente DE LEONE vene colpito durante l'assalto a un orario dopo le 14-30. Il suo corpo venne sepolto a Castelnuovo, per poi essere trasportato al cimitero di Sagrado prima di avere la sepoltura definitiva al Sacrario di Redipuglia.

Mappa con la dislocazione dei reparti della 19^ Divisione la sera prima dell'attacco del 5 Agosto 1915:







sabato 26 luglio 2025

NUOVO AGGIORNAMENTO DEL 7 OTTOBRE 2026 ELENCO CADUTI SACRARIO DI REDIPUGLIA SEPOLTI CON DATI ERRATI

 

 AGGIORNAMENTO DATABASE  DEL 7 OTTOBRE 2026

 
 E' possibile consultare l'elenco parziale, in continuo aggiornamento dei caduti noti, sepolti al Sacrario di Redipuglia con i dati anagrafici e di reparto errati, in esso si troveranno aggiunti nella parte destra in colore Rosso , i dati esatti del caduto sepolto .   In data 7 OTTOBRE, l'elenco è stato aggiornato con altri 100 nominativi per un totale di  9200  caduti 

 
PER LA CONSULTAZIONE DELL'ELENCO E LA RICERCA  CLICCARE SOPRA LA FOTO CHE SI TROVA A SINISTRA DELLA PAGINA DEL BLOG .

martedì 1 luglio 2025

S.Tenente STOSSICH Bruno (Irredento)

 



124° Reggimento Fanteria Brigata Chieti


Nato a Trieste il 2 Gennaio 1896
Morto Alture di Polazzo il 11 Novembre 1915
Sepolto al Sacrario di Redipuglia 20° Gradone - Loculo 35810




Decorato di 2 Medaglie di Bronzo al Valor Militare


Soldato del 35° Fanteria - Volontariamente prese parte di un drappello che operò più volte la distruzione dei reticolati nemici. Il giorno successivo, fu tra i valorosi che ripetettero l'operazione, e durante l'avanzata che seguì , fu sempre in prima linea comportandosi coraggiosamente fino al termine dell'azione.
Podgora 18-19 Luglio 1915

Sottotenente di complemento del 124° Fanteria - Alla testa del suo plotone , si slanciava, con grande ardire, contro la trincea nemica, e , conquistandone un breve tratto, cadeva colpito a morte.
Carso 11 Novembre 1915

Notizie storiche:

In merito al Decreto Reale del 28 Maggio 1915, dove venivano aperti gli arruolamenti volontari anche per gl'italiani irredenti, si arruolò volontario come soldato nelle file del 35° reggimento fanteria Brigata Pistoia con il nome di guerra PEROZZI Ettore. Prese subito parte con il plotone di volontari bolognesi e irredenti, alle azioni che svolse il reggimento nel settore del Podgora  nella seconda battaglia dell'Isonzo dove si guadagnò una medaglia di Bronzo . Il 18 Luglio lo vide due volte sotto le trincee austriache a posare tubi di gelatina e a farli brillare per distruggere i reticolati nemici . Il 19 Luglio, assieme ai suoi compagni, corse all'assalto delle trincee nemiche del Monte Calvario. Quel manipolo di volontari si ricopersero di gloria. Molti morirono colpiti dalle mitragliatrici austriache, moltissimi furono i feriti, pochi gli incolumi. Bruno ritornò illeso dall'impesa.
Pur in mezzo alla sua attività militare, non dimenticava gli studi , e nel Settembre 1915 faceva le necessarie pratiche per l'iscrizione all'Università di Bologna alla facoltà di medicina e chirurgia.
Compiuto il mese di prima nomina Bruno, chiese di essere rimandato al fronte. La sua domanda fu accolta e venne assegnato al 124° reggimento fanteria Brigata Chieti. Il suo sogno era quello di poter entrare a Trieste redenta alla testa del suo plotone.
L'11 Novembre 1915 secondo giorno della IV^ battaglia dell'Isonzo, La brigata Chieti,  si trovava dislocata nel settore che andava tra le alture di Polazzo e il Monte Sei Busi. Il 124° reggimento fanteria fronteggiava la linea della Trincea austriaca dei Sassi Rossi. Quel giorno venivano ripresi gli attacchi svolti invano il giorno precedente; il cielo era coperto con pioggia e la temperatura di era sui 9 gradi.
Dalla narrazione del diario storico del 124° reggimento  fanteria, si cita quanto segue:  Il Comando di Brigata emanava l'ordine disponendo di conseguenza che alle ore 12 precise, senza attendere altri ordini le truppe avanzino risolutamente verso gli obbiettivi già designati. Siano adoperate per tale operazione truppe fresche e a tal uopo fu messo a disposizione il 1° battaglione del 124° che il giorno prima subì perdite rilevanti , la 5^ compagnia del reggimento che trovasi nel camminamenti di 2^ linea dietro il battaglione stesso. Il Capitano Buonaugurio della 7^ compagnia si recherà sulla linea occupata dalla 2^ compagnia e ne dirigerà l'azione concorrendo con la propria compagnia qualora lo ritenesse opportuno. Si raccomanda che l'operazione abbia il carattere della massima risolutezza e l'attacco sia portato a fondo
Il Colonello Comandante del Reggimento Spalvieri 

Sempre dal diario storico del 124° fanteria: Alle ore 12 quindi, viene ripresa l'avanzata contro i soliti obbiettivi, il 1° battaglione, si slancia arditamente avanti e riesce con la 1^ compagnia, a sfondare la resistenza nemica ed a progredire di circa 50 metri ma è arrestata nella sua avanzata del fuoco d'infilata e dal lancio di bombe a mano fatto dai nemici che occupano il camminamento.
Il 3° battaglione del 123° fanteria tenta pur esso di avanzare con la 11^ compagnia e con l'8^ del 124°, ma fatto segno a vivo fuoco di fucileria, specie sul lato destro, è costretto ad arrestarsi dopo aver guadagnato una ventina di metri di terreno. Alle ore 15, mancando la cooperazione dei reparti laterali, e visto che gli eroici sforzi fatti s'infrangevano inutilmente contro l'ostinata resistenza nemica, benne dato l'ordine alle truppe di iniziare un'avanzata metodica e di rafforzarsi sulle posizioni conquistate.
Durante la giornata si ebbero le seguenti perdite:
Ufficiali: Uccisi: Il S.Ten. Stossich Bruno                               Truppa: Uccisi: 43
                Feriti: Il S.Ten.  Molesani Adolfo                                          Feriti: 88
                Dispersi: Il S.Ten. Zorzi Antonio                                           Dispersi: 52


Il Sottotenente Bruno STOSSICH cadrà ferito mortalmente alla testa da proiettile di fucile o mitragliatrice alle ore 13 del 11 Novembre 1915. Fu sepolto poi sul campo, esumato a fine guerra fu portato al Cimitero di S.Elia. Dopo la costruzione del Sacrario di Redipuglia nel 1938 ,vi  riposa con i centomila sepolti.


Mappa indicanti, le posizione della Brigata Chieti a fine Ottobre 1915, con le posizioni austriache che verranno attaccate nei giorni di Novembre 1915:



Tomba del Sottotenente STOSSICH del cimitero di S.Elia:




Tomba di famiglia al cimitero civile di Sant'Anna  a Trieste: