In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

"Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi."

Vera Brittain



«Qui ci verranno dopo la guerra a fare la gita di ferragosto. E diranno: se c’ero io! Ci saranno i cartelli-rèclame e gli alberghi di lusso! Passeggiate di curiosità come ai musei di storia naturale; e raccatteranno le nostre ossa come portafortuna.»

Carlo Salsa

domenica 14 febbraio 2021

Soldato TRANSERICI Tarquinio

 


III° Battaglione Bersaglieri Ciclisti


Nato a Monte Compatri (RM) l'8 Ottobre 1895
Morto a Vermegliano il 22 Luglio 1915
Sepolto a -------


Note Storiche:


Il III° battaglione Bersaglieri Ciclisti veniva messo a disposizione del Comando della Brigata Acqui nel settore di Vermegliano con la 14^ Divisione, dove sostituì due compagnie del 18° fanteria, le quali attaccate da forze preponderanti avevano ripiegato dal costone di Monte Sei Busi, nel valloncello a settentrione di Vermegliano. Il 21 risalita la collina si rafforza sulla linea delle trincee ed inizia l'attacco per rioccupare il terreno perduto della "Acqui" . L'operazione doveva essere appoggiata da riparti del 133° e del 135° fanteria, ma, non avanzando alcun elemento, il battaglione si trovò isolato; in tale critica condizione affronta il combattimento, riuscendo a tenere a bada l'avversario ed a far prigionieri. Nella notte resiste vigorosamente a successivi ritorni offensivi. Il 22, con ardito sbalzo, guadagna terreno e si avvicina al boschetto di Doberdò, ma l'avversari, riavutosi della sorpresa, con fuoco efficace lo costringe a ripiegare lentamente sulle posizioni, ove resiste pur subendo forti perdite.

Il III° battaglione ciclisti nelle azioni svolte nella giornata del 22 Luglio 1915 non troverà presenza attiva in quanto rimasto nelle linee davanti le quote di Vermegliano,. Oltre alla morte del bersagliere TRANSERICI colpito da una pallottola alla testa verso le ore 10.30 il battaglione conterà a fine giornata solamente un altro morto il bersagliere LUCHERI Giulio. Un riassunto di quello che avvenne nel settore della 14^ Divisione lo troviamo descritto nel diario della III^ Armata: 

"Durante la notte il nemico contrattacca per tre volte sulla fronte della 14^ divisione, in direzione di Selz e di Vermegliano; è sempre respinta dal fuoco di fucileria e di artiglieria; anche di contro a q. 70 cerca recare qualche disturbo.Nella mattinata viene preparata l’avanzata delle fanterie con fuoco di artiglieria, particolarmente intenso verso quota 111 su M.Sei Busi.Il 18° fanteria respinge dalle trincee conquistate sopra Vermegliano un contrattacco nemico; il II bgl. del 17° fanteria, dalle cave soprastanti a Selz, è lanciato tre volte alla baionetta ed occupa qualche trincea nemica catturando prigionieri; qualche piccolo progresso fa il 93° in direzione di quota 70. dopo mezzogiorno però le truppe che occupano la fronte Selz- Quota 70 sono presi d’infilata da violento fuoco di artiglieria nemica e costrette a ripiegare, perdendo gran parte dei vantaggi conseguiti durante quattro giorni di lotta tenace. Pochi gruppi di uomini rimangono aggrappati sopra le cave di Selz; rimane quasi inalterata l’occupazione avanti a Vermegliano e l’attacco nella zona di M.Sei Busi riesce a compiere ancora qualche piccolo progresso"

Situazione dello schieramento della 14^ Divisione il 20 Luglio 1915:


Mappa del 21 Luglio 1915 con lo schieramento della 14^ Divisione,  con il settore assegnato al III° Battaglione Bersaglieri Ciclisti :





Veduta della zona sopra Vermegliano del Volloncello Meridionale dove vi si trovava posizionato il 22 luglio 1915, giorno della morte del bersagliere TRANSERICI il III° Battaglione Bersaglieri Ciclisti:

 



 


 

 






lunedì 25 gennaio 2021

S.Tenente ORECCHIO Giuseppe

 

138° Reggimento Fanteria Brigata Barletta

 

Nato a Messina il 20 aprile 1889
Morto  a Redipuglia il 27 agosto 1915
Sepolto a ------- 


La Brigata Barletta era entrata in linea  a richiesta del XIII° C.A. con il 137° reggimento il 30 Luglio 1915, sul settore a Est di Polazzo a  Monte Sei Busi con la 27^ Divisione a sostituzione del 14° fanteria che l'aveva visto protagonista alla fine di luglio in vari azioni offensive e poi con la conseguente conquista della quota 111. Il 137° fu protagonosta nei primi giorni di agosto di azioni verso la quota 118 del Sei Busi,  che gli costò gravi perdite nell'azione del 2 agosto ebbe ben 188 morti. Il 138° Rimane ancora di riserva ma entrerà in linea inizialmente con un battaglione il giorno 16 agosto 1915 con la 25^ Divisione, mentre gli altri due battaglioni disponibili il giono 18 furono messi a riserva in caso di attacco ditro la fronte delle due divisioni 25^ e 31^. Fino a quel giorno ci furono diverse azioni in quel settore dove operavano le Brigate Macerata, Piacenza, Chieti, il 49° battaglione Bersaglieri, 142° fantera e il 137° fanteria, reparti che appartenevano alle due Divisioni citate. Il 21 di agosto il II° battaglione del 138° che fin dalla notte sul 19 era dislocato presso Redipuglia e il I° battaglione dello stesso reggimento assumevano la nuova dislocazione loro assegnata nella zona del Sei Busi. La giornata del 25 agosto, vedrà una serrie di attacchi da parte dei vari reparti dislocati nel settore della 25^ Divisione . Vero le ore 12.30 reparti del 138° fanteria lanciati alla baionetta su quota 118 ne avevano preso il possesso, ma il centro del reggimento non avendoli potuti sostenere per l'intenso fuoco nemico, sono stati costretti a ripiegare subendo gravi perdite. accertati quasi 85 morti con i dispersi, tra questi trovò la morte anche il Comandante del 138° reggimento il Colonnello GIRAUD Oreste, al quale successivamente verrà nominato in suo onore un tratto di trincea nei pressi di quota 118. Il giorno dopo altri dieci soldati decedevano nelle strutture sanitarie di conseguenza delle ferite subite durante l'azione del giorno prima. 
IL 27 agosto il mattino cominciava  con alcuni tiri di artiglieria avversaria presso alcuni lavori di approccio eseguiti nel sottosettore di destra verso quota 112. 
La giornata proseguiva tranquilla nel settore del 138° fanteria, la recente azione del 25 era ancora viva nella mente e nei pensieri degli uomini che presidiavano la linea assegnata, il posto di medicazione del reggimento posto a Redipuglia nei pressi della chiesetta del paese, vedeva finalmente un pò di tranquillità dopo il grande lavoro per i feriti che vi erano giunti durante e dopo l'azione del 25 che misero sotto pressione il personale medico presente.
 Era una bella giornata di di fine agosto, era un venerdì, la giornata si stava concludendo e il sole scendendeva all'orizzonte verso il mare, nel frattempo il Sottotenente ORECCHIO scendeva a quel posto di medicazione ; il motivo rimarrà ancora oscuro, non si sa di preciso  se per una ferita, oppure per un malessere personale, come attestano fonti diverse, ma il tutto non era tanto grave ed il momento di tregua sul fronte  lo portava a farsi visitare. Ma il destino si stava per compiere per lui come per altri uomini che occupavano il posto di medicazione del reggimento. Verso le ore 19 alcune granate austriache  di grosso calibro  cadono su Redipuglia una di queste colpisce in pieno il posto di medicazione causando la morte di 4 Ufficiali fra cui 2 medici, un Ufficiale medico gravemente ferito e la morte di 13 uomini di truppa e 30 i feriti. 
Gli Ufficiali deceduti furono: Il  Tenente Medico  CERONE Alfonso , il Tenente LUCIDI Noè e SILVESTRIS Salvatore; il Sottotenente ORECCHIO Giuseppe; mentre gli uomini di truppa che si è potuto accertare attualmente sono: Sergente Magg. GIANGASPERO Luigi ; Sergente SURDO Umberto; Soldati: CASTELLI Andrea, LEONE Emanuele, LEONETTI Michele, RAMIREZ Antonino.

Note: Ci sono diverse versioni riguardo a  questo fatto appena narrato, alcune provenienti da fonti militari ed altre da articoli di giornale dedicati ai caduti le quali hanno creato un po' di discrepanze. Sicuramente le più attendibili e dalle quali è stato tratto la narrazione dei fatti sopra citati proviene dal Diario della 31^ Divisione. Però un'altra fonte dell'Esercito Italiano, proveniente dal diario della III^ Armata, dove la quale riferisce che la granata colpiva il campanile della chiesa di Redipuglia e questa crollando seppelliva il posto di medicazione. La chiesetta di Redipuglia all'epoca non aveva un campanile (vedi foto)  la stessa chiesetta inoltre sembra che sia stata semidistrutta tra le due prime battaglie dell'Isonzo cioè a Luglio 1915, ma è probabile che questa fonte più recente abbia confuso le date e che invece si riferiva proprio alla data del  27 agosto. La più clamorosa invece,  riguarda l'annuncio uscito il 9 settembre 1915, sulla "GAZZETTA di MESSINA" dove l'articolo descriveva il fatto successo a Pieve di Livinalongo sotto il Col di Lana e che il Sottotenente ORECCHIO dopo essere stato male di notte (molto probabile che così sia stato) chiese di scendere all'infermeria dell'Ospedale del paese,e  che subito dopo giunto l'artiglieria auistriaca vi aprì un violento fuoco d'artiglieria sul paesello colpendo l'Ospedale, e nelle rovine furono travolti feriti, medici e suore e anche il Sottotenente ORECCHIO.
Purtroppo la certezza sul motivo per il quale il Sottotenente ORECCHIO si recò nel posto di medicazione rimane al momento sconosciuto. E' molto probabile che nonostante lo sproposito riportato sul giornale di Messina, ci sia stata invece riporatata  la verità sui motivi di salute che hanno indotto l'ufficiale a recarsi nel posto di sanità per essere curato e dove poi vi trovò la morte.
 
 
Il Tenente  LUCIDI Noe' 
 

 Il Tenente Medico CERONE Alfonso


La chiesetta di Redipuglia prima di essere distrutta:



Mappa con indicata la posizione della Chiesetta di Redipuglia e luogo del posto di medicazione del 138° Fanteria:


L'articolo della "Gazzetta di Messina" (tratto dal sito 14-18):


Ringrazio Fabrizio Corso e Federico Sancimino per la collaborazione per la realizzazione di questo post

 

sabato 26 dicembre 2020

Soldato BARTALINI Italo

 

 
13°Reggimento Fanteria Brigata Pinerolo
 
 
Nato a  Certaldo (FI) il 5 Agosto 1898
Morto zona Castagnevizza del Carso il 22 Agosto 1917
Sepolto------- 
 
 
 
Note Storiche:
 
La giornata del  22 Agosto 1917 durante l'XI^ battaglia dell'Isonzo iniziata sul fronte della III^ Armata il 18 Agosto  nel settore dove  vi si trovava la Brigata Pinerolo appartenente con la Brigata Acqui alla 14^ Divisione, vede concentrare l'azione per ordine del XXV° C.A. in modo si saldare la 14^ Divisione con la 54^ sulla q. 244. L'attacco a detta quota fu condotto dal Colonnello Brigadiere Ceccherini allora Comandante della III^ Brigata Bersaglieri che nell'occasione aveva a sua disposizione il 18° Reggimento Bersaglieri, truppe della Brigata Bologna,la Brigata Pinerolo  e la Acqui che dovettero svolgere un'azione intensa di fiancheggiamento. Se l'attacco verso quota 244 dovesse riuscire le compagnie della Pinerolo si salderanno con i bersaglieri prima all'altezza della Dolina Cucchetti, poi della De Marchi, poi della Fulmine, poi sulla strada di quota 251.
Ma la tenace resistenza nemica per niente placata dalla preparazione delle nostre artiglierie, ha ragione sui vari tentativi di attacco. Dal Comando della Divisione, venne comunicata la sospensione dell'azione offensiva, inoltre doveva  essere rassicurati i collegamenti tra le Brigate e rafforzate  le posizioni in modo da resistere a qualunque attacco nemico. L'azione per la conquista del costone q. 244 - q. 264 non era per altro sospesa. 
Vediamo come vine descritta la stessa azione deal Comando della Brigata Acqui: A seguito dell'ordine pervenuto dal Comando della 14^ Divisione alle ore 9, veniva disposto che i Comandi delle due sezioni (Destra e Sinistra) inviassero un nucleo di fanteria ed una sezione di mitragliatrici sulla q. 244, in modo che questa quando sarà stata occupata dal 67° Battaglione Bersaglieri. Veniva inoltre ordinato che una terza sezione di mitragliatrici, postata sulla trincea di partenza nei pressi della quota 219, protegga l'ala siniztra marciante del Battaglione Bersaglieridiretto a quota 244, Questa oprazione procede sotto la direzione diretta del Colonnello Brigadiere Ceccherini.
Alle ore 14 il nemico concentra violento fuoco, con artiglierie di medio grosso calibro, sulla q. 220; le truppe dipendenti però, sebbene assai scosse, resistono magnificamente sulle posizioni.
Alle 15.15 dal Comando della Divisione giunge il foglio con l'ordine della spospensione delle  operazioni in corso, avendo disposto che il 65° Battaglione Bersaglieri si portasse nella notte sulle posizioni di q. 220.

Le perdite di quella giornata per il 13° fanteria reparto del soldato Bartalini risultano essere di  4 Ufficiali feriti, 3 morti per gli uomini di truppa, feriti 51 e dispersi 31.
Ufficialmente i morti per il 13° Reggimento in totale risulteranno ad essere 18.

Mappa con indicate le quote 244 e 264


Mappa con le linee di Agosto 1917 e con i nomi delle doline (Schizzo di Paolo Pizzamus):


Linea Austriaca nei pressi della Dolina Kater-Mondelli:
 

 
 




sabato 21 novembre 2020

Maresciallo Ordinario VELLEI Sinibaldo

 

17° Fanteria Brigata Acqui

 

Nato a  Ascoli Piceno il 14 Gennaio 1891
Morto sul Monte Sei Busi il 21 Ottobre 1915
Sepolto a --------



Decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare  


Costante e fulgido esempio di valore, di tenacia e d'ogni più alta virtù militare durante le precedenti azioni, entrò per primo alla testa del suo plotone, in un trinceramento nemico, facendovi prigionieri e conquistando armi e materiali. Ferito una prima volta, non si ritrasse dal combattimento; nuovamente e più gravemente ferito continuò ad incitare i suoi alla lotta, fino a quando cadde gloriosamente sul campo.  
Sei Busi, 21 ottobre 1915


Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 


Capo del drappello dei volontari per la distruzione dei reticolati nemici mediante tubi mina, per otto volte di seguito lo guidava ad eseguire tale mandato e sempre con ottimo risultato, addimostrando di possedere, oltrechè freddezza d'animo, audacia ed energia di volntà, anche un grande ascendente sui suoi inferiori.
Vermegliano, 30 giugno 1915


Note Storiche:

Il 18 ottobre 1918, vedeva l'inizio della terza offensiva sul'Isonzo, denominata poi per il susseguirrsi di altre alla III^ battaglia dell'Isonzo. La  Brigata Acqui appartaneva alla 14^ Divisione e schierava i suoi due reggimenti nel settore carsico dove vedeva il 17° reggimento avere il I° battglione nelle posizioni del Monte Sei Busi quota 118, precisamente nella parte a est della quota quasi sul ciglione a quota 100 mantendendo solamente a livello avanzato delle piccole guardie nel plateau della quota in modo da controllare il settere verso le linee austriache del "Rivellino". Il resto del 17° con 6 compagnie erano schierate dal limite del camminamento alto verso M. Sei Busi con il Valloncello meridionale di Vermegliano; mentre il gemello 18° con 7 compagie fra questo valloncello e la strada Sez-Doberdò.
Il I/17° era collegato con le truppe del 15° fanteria Brigata Savona, mentre il 18° con quella della Brigata Pinerolo 13° fanteria. 
IL 21 ottobre alle ore 6.30 veniva ripreso il tiro di demolizione delle trincee avversarie, tiro che andava mano a mano a intensificandosi, fino a diventare dall 9.30 alle 10, violentissimo su tutte le posizioni dell'avversario.
Alle ore 10, le artiglierie allungarono il proprio tiro per dar modo alle fanterie di avanzare. Dalle trincee, muovono a tale ora i primi gruppi seguiti da successive linee, ed il movimento si accentra in tutta la fronte dal I/17° a sinistra , al 18° a destra.
Non appena iniziato il movimento dalle trincee di fronte, guarnitissime, dal fianco destro (trincerone quasi parallelo alla strada di Doberdò), il nemico apriva violento il fuoco di fucileria e mitragliatrice, a questo si univa subito quello intenso delle batterie avversarie che con tiri a shrapnels aggiustatissimi e con tiro a granata di medio calibro batteva d'infilata da destra l'intera fronte; sull'altura di M. Sei Busi al tiro di artiglieria si aggiungeva anche quello frontale proveniente dalla direzione di Doberdò.
Le prime linee furono abbattute e susseguenti seguirono la stessa sorte , per cui il movimento si arrestava.
Alle ore 11 , d'ordine del Comando di Divisioone , veniva ordinata una sosta dell'avanzata, allo scopo di permettere all'artiglieria di continuare a battere le opere avversarie.
Il nemico in questo frattempòo, uscendo dal margine nord del bosco di Doberdò, cercava di contrattaccare, ma il suo movimento veniva fermato dal tiro delle batterie del 2° gruppo del 18° artiglieria.
Alle ore 14.30, d'ordine del Comando della Divisione, l'avanzata fu ripresa  e nonostante il fuoco sempre violento di artiglieria, fucileria e mitragliatrice, le linee arditamente procedono.
Il I/17° riusciva a penetrare in un tratto di trinceramento nemico ed a farne prigionieri i difensori, ma veniva  uccisa insieme al drappello di prigionieri.
Le linee del 17° e 18° avanzarono fin sotto i reticolati nemici, ma non poterono proseguire oltre.
Le perdite furono rilevanti sia negli ufficiali come nella truppa.
Per rafforzare co urgenza il I/17° fu inviata una compagnia (6^) della riserva del 17°. Il Comando della Divisione mise a disposizione il III/75° facendolo avanzare al canale Dottori a cavallo della strada di Vermegliano , e questo Comando inviava successivamente prima una e poi altre due compagnie a rincalzo del I/17°.
Le perdite della giornata avute dalla Brigata Acqui erano così inizialmente riportate:
 
17° Reggimento morti: ufficiali 2 / 18° reggimento : 7 
                 "        feriti        "       5 /              "            6
                 "        morti  truppa  32/              "           49
                 "        feriti       "       165/            "          154
                 "        dispersi   "        35 /            "            38

Il conteggio reale dei morti subiti dei due reggimenti in questa giornata riporta invece a :
 
17° reggimento :  45  
18°reggimento  :  87.
 
 
Mappa con indicate le posizioni italiane e austriache dell' ottobre 1915 settore del I/17°:



Veduta dalla posizioni austriache del "Rivellino" verso la quota 118 e le posizioni italiane:
 

 
la trincea del "Rivellino" come si presenta oggi
 
 






 


mercoledì 21 ottobre 2020

Tenente AZZUE' Virgilio

 

139° Fanteria Brigata Bari

 

Nato a Sessa Aurunca (CE) il 13  marzo 1894
Morto a Quota 144 il 2 Novembre 1916
Sepolto a  -------
 

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 

 
In numerosi combattimenti, entusiasta ed audace, si prdigò per la vittoria delle armi nostre. Con mirabile sprezzo del pericolo, caduti numerosi ufficiali, riorganizzava i reparti e si lanciava alla conquista di una forte posizione avversaria. Ripreso l'attacco, faceva ancora rifulgere il suo ardimento, giungendo fra i primi nelle posizioni nemiche. E mentre instancabile ed attivo, curava il rafforzamento della nuova linea, colpito in pieno da piombo nemico, immolava alla Patria la sua preziosa esistenza.
Carso (Quota 144) 10 ottobre - 2 novembre 1916

Note Storiche:
 
La Brigata Bari, apparteneva alla 16^ Divisione, e il 2 Novembre 1916 la vedeva schierata sulla linea di quota 144.unitamente ai reparti della Brigate di fanteria Catania e Cremona e al Genova Cavalleria e ai Lancieri di Novara. La 9^ offensiva sull'Isonzo era cominciata il 31 Ottobre, con vari tentativi di assalto da parte delle truppe Italiane. la Bari che occupava la posizione centrale della quota avevano o di fronte il 55° I.R. austriaco. Si riporta  la narrazione dei fatti di questa giornata scritti sul diario della 16^ Divisione comandata dal Maggiore Generale carlo SANNA:
L'inizio della giornata del 2 novembre portava la notizia  dell'avvenuta felice avanzata dell'XI° C.A. e parte del XIII°, si dispose che venga ripreso l'attacco in modo da completare o rettificare la  nuova occupazione su quota 144,e  non appena la 33^ Divisione raggiungeva  quota  235, doveva passare al secondo tempo puntando su Jamiano.Gli obbiettivi prevedevano a modifica del precedente ordine  che la Brigata Catania di spuntare sulla sua sinistra la resistenza nemica ne tratto di trincea antistante, resistenza che rendava difficile e meno diretto il collegamento con la destra della Brigata Bari.
Le truppe della Divisione, impegnate durante la gironata per la conquista e il mantenimento delle posizioni nemiche, e durante la notte per rafforzare e rovesciare la linea espugnata furono sottoposte all'azione violentissima delle artiglierie nemiche d'ogni calibro che riprese all'alba e proseguì con buoni periodi di tregua, fino a sera, dirigendoli non solo contro la nuova trincea da noi occupata, ma con altrettanta intensità contro le nostre linee arretrate, il vallone e le vie d'accesso specialmente lungo le sponde del lago di Doberdò.
 
In uno di questi bombardamenti alle 14.30 una granata nemica da "305" colpiva la posizione dello Stato Maggiore del 139° fanteria uccidendo sul colpo alcuni ufficiali insieme a 32 uomini. Tra questi cadeva il Tenente Virgilio AZZUE' Aiutante Maggiore del battaglione. Egli fu poi sepolto nella dolina Canzler assieme ad altri Ufficiali. In questa dolina furono sepolti ufficiali e soldati di altri reparti come ad esempio gli ufficiali del 7° Bersaglieri COTTINI e CHIERICATI. ( dal libro "Centoquantaquattro  e dintorni" di Paolo Gropuzzo).
 

Mappa schieramento della 16^ Divisione alla vigilia della 9^ battaglia dell'Isonzo:
 
 


Mappa con indicata la posizione della dolina Canzler: 


Resti della lapide della tomba del Tenente AZZUE':
 

 
( dal libro "Centoquantaquattro  e dintorni" di Paolo Gropuzzo).
 
 



mercoledì 16 settembre 2020

S.Tenente Volontario SANCISI Silvio

 


29° Reggimento Fanteria Brigata Pisa

 

Nato a  Santarcangelo di Romagna il 19 agosto 1895
Morto a Lokvica  il 14 Agosto 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia  18° gradone - loculo 33195 
 

 

Decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare 

 
Aspirante ufficilae reggimento di fanteria - Mentre, in zona micidialmente battute e già ferito, incitava a gran voce i suoi soldati perchè accoressero a rinforzare l'occupazione di una trincea conquistata, cadeva ucciso da una granata nemica.
Lokvica, 14 agosto 1916

Note storiche:

La morte del sottotenente SANCINI avviene durante la fase terminale della VI^ battaglia dell'Isonzo, dove i reparti della Terza Armata, si accingevano dopo aver avanzato dalle posizioni iniziali ed aver oltrepassato il Vallone di Gorizia a varcare le pendici dell'altopiano  Carsico  denominato  di Komen  o Comeno in italiano.
La Brigata Pisa con i suoi due reggimenti 29° e 30° agli ordini della 21^ Divisione si preparava all'assalto, mentre le le truppe erano violentemente battute dall'artiglieria austriaca.  Il giorno prima letruppe della 21^ e 23^ Divisione ricevettero l'ordine deal Comando dell'XI° Corpo d'armata di insistere nell'avanzata con obbiettivi da raggiungere così indicati: Volkovjak - Veliki Hribach -Pecinka - q. 308 - gradino di q. 202 ad est di Oppacchiasella. Di conseguenza i comandanti delle citate divisioni disposero per una vigorosa continuazione dell'azione coadiuvata con l'azione dei medi calibri. L'attacco delle fanterie doveva iniziare  alle ore 13.30 sulla fronte di q. 187 ma fu ritardato fino alle ore 15 a causa dell'insufficente apertura dei reticolati. La sinistra della 21^ Divisione con la Brigata Pisa avanzò decisamente contro i reticolati che si estendevano al piede della collina ed est di quota 200 (nord della strada q.87 - Lokvica), la quale fu superata in alcuni punti, suscitando panico nelle truppe nemche che sembravano disporsi alla resa, ma per il fuoco di alcune mitragliatrici la resistenza riprese vigore. Le truppe per molte ore si accanirono contro i reticolati con reiterati sforzi per superare le difese nemiche ancora in efficenza, ma non possono riuscirci e così si aggrappano al terreno, rafforzandosi per non perdere  i lievi vantaggi conseguiti. Alle 21.30 fu diramato un altro ordine da parte del Comando dell'XI° C.A. per non dare tregua al nemico dopo  i vantaggi ottenuti nella giornata e anche per assecondare l'azione della 2^ Armata. Il Comadante d'artiglierà disponeva per lo spostamento in avanti delle artiglierie campali, compresi gli obici da 149. Ma le truppe, ancorchè animate da elevato spirito, erano esauste dagl'interrotti combattimenti che durano da molti giorni, onde appariva conveniente  provvedere alla sostituzione con unità più fresche. Nella sera stessa la Brigata Regina vinta, con il concorso della sinistra della 19^ Divisione, la resistenza dell'altura a sud est di Oppacchiasella, dove alle ore 19 riprese l'avanzata verso est., mentre la Brigata Pisa anch'essa della 21^ Divisione riusciva a conquistare di fronte a quota 187, due linee di trinceramenti avversari sperando di poter completare l'occupazione della posizione. Al mattino del 14 agosto  fu disposto dal Comando dell'XI° C.A. che le artiglierie, dalle ore 6 alle 12, in  concomitanza a quelle dell'VIII° C.A. si preparassero all'eventuale avanzata, intensificando  poi il tiro dalle 9 alle 12. L'attacco delle fanterie è stato ritardato a questa ultima ora per dar tempo di riposare alle truppe, molte delle quali sono state in marcia durante la notte. Alle ore 12 le fanterie inziano l'avanzata su tutta la fronte. La Brigata Pisa alle ore 12 e 30 con i suoi uomini entra nella trincea nemica, facendo 300 prigionieri,  la stessa poi  chiedeva rinforzi continuamente per non perdere la posizione conquistata , l'aiuto veniva chiesto alle Brigate laterali ma invano. Veniva infine inviato a rinforzo un battaglione del 10° fanteria Brigata Regina, dove questo attacca e avanza. Si cominciava a sostituire le truppe più stanche. Avendo avuto sentore di un possibile contrattacco nemico, veniva chiesto dalla Brigata Pisa che venisse battuta Lokvica. Dal Comando della 21^ Divisione veniva impartito l'ordine per il cambio degli uomini della Brigata. Pisa, la quale fui poi sostituita dai fanti della Brigata Pinerolo. Si concludeva la giornata del 14 Agosto 1916, giornata che oltre alla morte del Sottotenente Sancisi, il 29° fanteria al quale egli  apparteneva ebbe altri 48 morti.

Il Sottotenente SANCISI apparteneva all'11^ compagnia del III° battaglione 29° fanteria, morì durante l'azione del 14 agosto 1916 a seguito di ferite di pallottole e schegge di granata.


Mappa della dislocazione della 23^ Divisione  e in blu lo schieramento della Brigata Pisa alle ore 7 del 14 agosto 1916:
 

(mappa dall'archivio Mitja Juren)