In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

"Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi."

Vera Brittain



«Qui ci verranno dopo la guerra a fare la gita di ferragosto. E diranno: se c’ero io! Ci saranno i cartelli-rèclame e gli alberghi di lusso! Passeggiate di curiosità come ai musei di storia naturale; e raccatteranno le nostre ossa come portafortuna.»

Carlo Salsa



Ho visto il cremisi della sua bocca rotonda farsi più scuro mentre cadeva, Come un sole, nella sua ultima ora profonda; Ho guardato il magnifico ritrarsi dell’addio, Oscurarsi, a mezza luce, ad occhi stretti, E un ultimo splendore infiammare i cieli della sua guancia. E nei suoi occhi La luce delle stelle fredde, vecchie e desolate, Di cieli differenti.

Wilfred Owen

domenica 5 giugno 2016

S. Tenente APPIANI Silvio





139° Fanteria Brigata Bari

Nato a Vicenza il 21 Settembre 1894
Morto sul Carso zona quota 177 il 21 Ottobre 1915
Sepolto: ----------




Note Storiche:

Il 139° Fanteria con il 140° che formava la Brigata Bari nel corso della III^ battaglia dell'Isonzo si trovava a fronteggiare la zona tra Bosco Lancia e Bosco Cappuccio fronteggiando le posizioni di quota 177
Durante la notte del 21 Ottobre 1915 sono uscite per far esplodere altri tubi di gelatina contro i reticolati nemici, ma l'operazione non è completamente riuscita nonostante l'intervento di un graduato del Genio.
L'artiglieria da campagna ha battuto con tiro lento lento e continuo le trincee antistanti alla fronte di questo settore.
Alle ore 6.30 l'artiglieria pesante ed i lanciabombe ed i lanciabombe riprendono i tiri. Le artiglierie alle ore 10 allungano il tiro, ed inizia l'avanzata della fanteria. Alle ore 10.15 la prima ondata ha occupato la trincea nemica antistante, partono successivamente le altre ondate, ma le difese nemiche sono state poco danneggiate dai tiri delle nostre artiglierie, mentre le artiglierie nemiche concentrano il tiro con pezzi di  vari calibri sulla fronte di questo settore. Il nemico contrattacca e riprende la trincea di 1^linea. Vengono inviati a rinforzo del 140° due compagnie dello stesso reggimento la 8^ e 9^ della riserva di Brigata con l'ordine di riprendere l'offensiva appena possibile.
Alle ore 11.40 il 140° resiste nella vecchia posizione, non ha però ancora impiegato le due compagnie della Riserva.Il 139° reggimento non più che 1/2 compagnia a sua disposizione .
Alla destra la 19^ Divisione ed alla sinistra la Brigata Catanzaro non hanno avanzato le truppe della Brigata Bari hanno subito forti perdite causate anche dal tiro d'infilata.
Alle ore 13 giunge l'avviso dal Comando della Brigata Catanzaro che alle ore 14 sarà ripresa vigorosamente l'offensiva, se ne da subito comunicazione al Comando del 140° perchè concorra ed anche al Comando del 139° e se ne informa il Comando della Brigata Catanzaro.
Ore 14, giunge l'ordine del Comando di Divisione (28^ Divisione Gen. Goiran) pel quale sia disposto con gli ordini già dati.
Ore 15 anche questo attacco si infrange contro le difese nemiche che sono sempre ben guarnite, e si subiscono forti perdite.
Ore 15.30 giunge l'Ordine della Divisione di riprendere  vigorosamente l'azione.
Ore 17 le truppe di questa Brigata sono avanzate nuovamente su tutta la fronte, hanno raggiunto la trincea nemica ma fortemente contrattaccate han dovuto ripiegare con nuove perdite.
Il Comando di Brigata mette a disposizione del Comando del 139° una delle due compagnie della Riserva di Brigata.
Ore 18.30 Si domanda al Comando della Divisione di avere a disposizione di questo Comando il III° battaglione del 139° . Il Comando di Divisione concede due compagnie che sono spostate nei ricoveri della conca di Bosco Lancia.
Ore 18.15 Il Comando della Brigata visto non riuscito il terzo attacco delle ore 17 emana l'ordine di occupare le posizioni precedenti.
Ore 23.50 Giunge l'ordine per le operazione del giorno 22, al momento gli attacchi si fermano, con l'ordine di attestarsi sulle linee di resistenza e nel caso di attacco di contrattaccare alla baionetta.


In uno di questi attacchi morirà il S. Tenente Appiani, egli prima della guerra dove si arruolò volontario, militava come giocatore attaccante e anche allenatore di calcio nelle file della Squadra del Padova.
In suo onore gli fu intitolato lo Stadio della città di Padova dove la Squadra locale che lui militava giocò dal 1924 fino al 1994.



Nello stesso Reggimento del S.Tenente Appiani, apparteneva il Sergente Michele Lotti, il quale nel suo diario "In Trincea sul San Michele" , descrive gli avvenimenti visti dai lui il giorno 21 Ottobre 1915:

All'alba del 21 ottobre ci venne distribuito un rancio abbondante e moltissimo marsala, provvidenza che ben pochi mangiarono; eravamo già tutti pronti con le mantelline a tracolla ed il tascapane, seduti per terra in attesa di ordini! Qualche soldato borbottava e imprecava, molti piangevano sì da far stringere il cuore; io scrissi un'ultima lettera a mio fratello Riccardo, dicendogli che, se entro 15 giorni non scrivevo, avesse assunto informazioni da altri sul conto mio; indi, impugnato íl fucile, ridendo (più per rabbia e bile) incitai imiei soldati a stare allegri ! Era inutile; ognuno dava sfogo ai propri dolori o piangendo od imprecando, e non c'era verso di chetarli! Alfine venne l'ordine di portarci in prima linea! Già erano saliti i comandi di Divisione e di Brigata, fermandosi il primo nella conca di riserva di bosco Lancia ed il secondo nella conca di rincalzo tra la seconda e la terza linea; mentre il comando di Reggimento col posto di medicazione fu portato avanti nella conca tra la prima e la seconda linea sulla sinistra ed i comandi di battaglione passarono tutti coi comandi di compagnia in linea di fuoco! Verso le ore 7 tutte le artiglierie, tutti i cannoncini lanciabombe, i cannoni ch'erano in prima linea aprirono un fuoco infernale; i comandanti di plotone rimettemmo gli orologi con l'ora del comandante dí battaglione; il fuoco era intenso, terribile, non si capiva più nulla, sembrava una tempesta, un terremoto, un ciclone, il nemico rispondeva con eguale intensità; saltavano per aria corpi umani, trincee, alberi, tutto rovinava, tutto veniva sconquassato dalla violenza delle granate e delle bombe, i reticolati venivano divelti e buttati per aria... era un inferno! I rinforzi nostri si accalcavano nelle prime linee, mentre noi aprimmo un fuoco indiavolato di  fucile-ria; il momento era tragico; solo il ricordo mi avvilisce! alle 9,30 precise come d'incanto cessò il bombardamento; avemmo l'ordine di appressarci ai camminamenti d'uscita; il tenente medico Lilla mi dà la mano e mi abbraccia con le lacrime agli occhi; io sorrido più per disperazione, mi dice: «Coraggio, Lotti», un ultimo bacio, mi allontano ficcandomi in testa al mio plotone! Improvvisamente spararono quattro colpi di can-none contemporanei; cessò la fucileria e la prima o-data uscì di corsa sfrenata fuori dai camminamenti verso la linea nemica gridando: «Savoia, Savoia!». .La fucileria nemica era intensa, le mitragliatrici vomitavano pallottole a non finire; i poveri soldati cadevano a grappoli gli uni sugli altri; come uscivano dai camminamenti, così cadevano fulminati e pochi tornnavano indietro gridando pel dolore delle ferite! Che spettacolo terrificante! Già il secondo e il  quarto plotone della mia compagnia erano sotto i reticolati nemici;  avemmo l'ordine di uscire anche noi il Caporal Maggiore  Valerio veniva pistolettato da un ufficiale perchè non voleva uscire. Noi saltammo, corremmo, ci buttammo per terra, spiccammo un salto felino , poi per terra ancora....Dio, che orrore; i due plotoni che ci precedono appena giunti sul terreno minato saltano tutti per aria; rivedo ammassi di carne umana e soldati che ricadono pesantemente al suolo; nessuno si muove più; tutti morti, tutti, tutti, tutti, neppue uno si è salvato; pochissimi feriti.
Bisognava avanzare, assolutamente; si scatta in piedi, di corsa giungiamo sotto i reticolati, qualcuno salta sulle trincee nemiche, un mio soldato afferra per la bocca una mitragliatrice nemica rovente, si brucia le mani, non la lascia viene ferito al braccio, la tira ancora, corrono due altri soldati e giù una bomba che li ammazza tutti tre.
Abbiamo altri rinforzi, la 7^ compagnia, ci facciamo coraggio, prendiamo anche noi le bombe a mano che fragorosamente squassano tutto, amazzano, distruggono; saltiamo sulle trincea, i primi nemici alzano le mani si arrendono,ma ecco di corsa dalla seconda linea migliaia di austriaci; siamo pochi noi; resistiamo; ci baionettiamo come animali; molti dei nostri si arrendono siamo perduti.
I pochi superstiti retrocediamo, ma è impossibile rientrare nella nostra prima linea ci buttiamo per terra  ci trinceriamo e facciamo finta di essere morti! I primi tre assalti sono andati falliti!
Ogniqualvolta tentavo di alzare un pò la testa erano una decina di fucilate che mi tiravano! Così come Dio volle, un pò per volta, impiegando circa tre quarti d'ora per raggiungere la nostra prima linea, rientrai nel camminamento! Ero salvo! Finalmente! Subito andai a trovare la mia compagnia, che s'era ritirata in seconda linea, e quando mi vide il sottotenente Elia piangendo, ed allora piansi anch'io ci abbracciammo più volte rimanendo come inebediti!
La mia compagnia, compresi i complementi avuti la notte precedente, era ridotta appena a 38 uomini, io compreso, e tutti malconci e contusi!



Situazione del 22 Ottobre 1915: 







 





lunedì 9 maggio 2016

Sergente CARRETTI Luigi



112° Fanteria Brigata Piacenza


Nato a Roma il 22 Febbraio 1894
Morto sul Monte San Michele il 21 Ottobre 1915
Sepolto nel Sacrario di Redipuglia - Gradone 4 Tomba 7558

Decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare 


In aspro combattimento, mentre sottraeva alla cattura del nemico irrompente il proprio ufficiale ferito mortalmente, veniva a sua volta colpito a morte, sacrificando la vita nell'adempimento del suo atto pietoso.
Monte San Michele, 21 Ottobre 1915


Note Storiche:

Il 112° fanteria unitamente al 111° formava la Brigata Piacenza che nell'Ottobre 1915 nel corso della III^ battaglia dell'Isonzo (18 Ottobre - 4 Novembre 1915)  si trovava a fronteggiare la zona del Monte San Michele, precisamente le quote di Cima 3  e 4.
La brigata dopo aver sostenuto vari attacchi, nei giorni precedenti il giorno 21 Ottobre alle ore 10 è schierata per ala sotto le Cime 3 e 4 del Monte San Michele.
Il 112° ala destra con il II° battaglione nelle trincee più avanzate dette "Sterio" pronto a costituire le prime due ondate di assalto, il III° battaglione nelle trincee di seconda schiera dette "Amabile"; mentre il I° battaglione era di riserva di Brigata, con 1^ compagnia nelle trincee di Quota 170 e tre in quelle di Quota 130 dette del "Boschetto", mentre il 111° fanteria teneva l'ala sinistra fronte Boschini.
Alle ore 10 precise, allungando il tiro delle artiglierie le ondate di guastatori della Brigata munite di pinze tagliafili e strumenti da taglio, si slanciano arditamente fuori delle trincee più avanzate, e pur battute dal vivace fuoco di fucileria nemica sale di corsa per l'erto monte, seguono poi con il bello slancio la seconda e la terza onda dei due reggimenti distanti dai 150 ai 200 metri l'una dall'altra.
Numerosi nemici, specialmente sulla fronte del 112°, lasciate le armi si gettano fuori della loro linea di difesa e, lanciandosi giù per la china, con le braccia alzate dichiarano di arrendersi prigionieri.
Altri sono catturati con le armi in mano nelle trincee.
L'artiglieria avversaria intanto agisce violentemente contro le truppe attaccanti e batte tutta la zona del terreno tra le Cime e l'Isonzo.
Alle ore 12, tutta la prima schiera del 112° valicata la Cima 4, si slancia contro altre due linee di difesa nemiche, prossime e parallele alla strada che da San Martino conduce a Boschini Superiore e si apposta dietro la massa coprente di quelle opere dopo aver scacciato il nemico che le occupava.
Il battaglione di seconda schiera raggiunge Cima 4. L'ala sinistra del 111°incontra nella sua azione offensiva assai più difficoltà, dopo esser riusciti ad aprire con i guastatori due brecce nei reticolati la prima schiera riesce a stabilirsi sulla Cima 3 a tre metri di dislivello della vetta a circa 60 metri dalla trincea nemica. Mentre la Brigata laterale destra Alessandria, non ha potuto spuntare che tardi la resistenza nemica, sicchè il 112° verso le ore 12 viene a trovarsi senza contatto con le ali. L'avversario concentrando  contro gli animosi due battaglioni del 112°, violentissimo fuoco di artiglieria, lancia al contrattacco numerose forze fresche, contrattacco che si manifesta contemporaneo sulla fronte e sulle ali alle ore 14.30. Il tiro di protezione delle nostre artiglierie risulta assai lungo rispetto alle forze nemiche agenti, sicché il 112° deve iniziare il ripiegamento dalle posizioni occupate fino alla Cima 4, ove tenta sostare e rafforzarsi per mantenere questa posizione.
Subite perdite gravi i due battaglioni del 112° debbono abbandonare la Cima 4 e ripiegare fino all prima trincea Austriaca conquistata al mattino. Lavorando intensamente la truppa resiste con fermezza ai contrattacchi nemici diretti a scacciarla anche da questa posizione, e per due volte gli animosi ufficiali e soldati del 112° si slanciano a nuovi attacchi per riguadagnare la tanto contrastata Cima 4, ma non possono riuscire da soli nei loro generosi sforzi.
Al calar della sera, calmatasi l'azione, le truppe della Brigata rimangono sotto alle Cime, a breve distanza dal nemico.

Mappa con le posizioni della Brigata Piacenza il giorno 22 Ottobre 1915

 




 

 

domenica 17 aprile 2016

S.Tenente TURLETTI Giorgio e Maggiore TOFANO Bruno



32° Regg.to Artiglieria da Campagna
Nato a Sassari il 7 Agosto 1895
Morto sul Carso di Monfalcone il 21 Ottobre 1915
Sepolto al Sacrario di Redipuglia 






Decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare 


Comandante di un pezzo distaccato sulla linea delle trincee avanzate cadeva ucciso da granata nemica, mentre da posizione scoperta, molto battuta dal fuoco nemico, con disprezzo del pericolo dirigeva il tiro.
Monfalcone, 21 Ottobre 1915

Note Storiche:

Nel corso della III^ battaglia dell'Isonzo (18 Ottobre - 4 Novembre 1915) il 32° Reggimento Artiglieria da Campagna era in forza alla 16^ Divisione nel settore di Monfalcone con le Brigate di Fanteria Friuli e Cremona fronteggiando il Monte Cosich, il Monte Debeli e le quote 121 - 85 e le quote basse della zona paludosa verso il mare di quota 21.
Nel corso della giornata del 21 Ottobre fino alle ore 16 si poté attestare che reparti della Brigata Friuli con due battaglioni occuparono il vallone antistante la Rocca senza però poter ulteriormente progredire causa i tiri d'infilata da quota 121 e dalle alture di Pietrarossa. La Brigata Cremona svolge l'attacco contro le quote 121 e 85. I continui tiri d'artiglieria avversari rendono penoso il loro progredire e i Comandanti dipendenti segnalano concordemente il grande urgente bisogno di nuove munizioni di artiglieria.
L'azioni non avranno esito positivo nel corso della giornata per la Brigata Friuli in quanto a sera dovettero ripiegare nelle posizioni di partenza,  mentre reparti della Cremona raggiunsero e occuparono le Quote 85  e 77 verso la sera
All' inizio dell'azione nel settore della Brigata Friuli il Maggiore Tofano Bruno Comandante il 1° Gruppo del 32° Regg. Art. da campagna, mentre dirige i tiri dalle posizioni della Rocca, è mortalmente ferito da una granata, la stessa che colpirà mortalmente alla testa anche il S.Tenente Turletti Giorgio dello stesso Reggimento.
Per accompagnare l'avanzata della fanteria, una nostra batteria era stata piazzata su una collinetta a soli 500 metri dalle trincee di fanteria e anche di essa era stato dato il comando al Maggiore Tofano. La batteria era stata già individuata dal nemico e su di essa si riversava un torrente di proiettili.
Il Maggiore per meglio osservare gli effetti del proprio tiro, uscì dall'osservatorio e calmo come al solito andò su uno dei pezzi e salì sulla piazzola col sottotenente (Turletti) che era al pezzo.
Una granata spezza al Maggiore le due braccia sfiorandogli il petto e colpisce alla testa il sottotenente Turletti  che muore sul colpo.
Il capo pezzo corre per aiutare il maggiore che è a terra grondante di sangue. ma questi gli intima quasi con rabbia di ritornare al suo posto, soggiungendo subito dolcemente: Voglio sentire ancora la voce dei miei cannoni.
Trasportato dal suo ciclista sotto la raffica di fuoco nemico, volle baciarlo e soltanto dopo quando ebbe trasmesso il comando al capitano anziano si lascio portare all'ospedale, dove poi giunte non riprese più conoscenza fino alla sua morte. Fu sepolto nel cimitero degli Eroi di Aquileia dopo un funerale solenne nella Basilica.
Il Maggiore Tofano scriveva pochi giorni prima al cugino Guido Tofano anch'egli ufficiale al fronte:
Qualunque cosa accada in questo momento dobbiamo prenderla serenamente: e ricordiamo che tutto noi dobbiamo a questa terra di eroi ed al nome dei nostri padri che pure per questa Patria si sacrificarono.

Il sottotenente Turletti Giorgio apparteneva alla 3^ batteria, dopo la sua morte fu sepolto il giorno 22 Ottobre nel cimitero di Staranzano con solenne cerimonia dove presero parte anche i soldati della sua batteria, mentre a poca distanza tuonava il canone quasi a rendere l'estremo onore al giovane artigliere.




Maggiore Tofano Bruno 



32° Regg.to Artiglieria da Campagna

Nato a  Salerno il 22 Gennaio 1872
Morto Osp. da Campo 47 Monastero di Aquileia il 21 Ottobre 1915 
Sepolto nel Cimitero degli Eroi a Aquileia 

 

 

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 


Teneva durante il combattimento, il comando del gruppo stando sulle più avanzate trincee di fanteria. Per meglio seguire l'avanzata di una colonna, che doveva essere accompagnata dal nostro fuoco, si recava in un punto culminante violentemente battuto. Ferito gravemente alle braccia da un proiettile che lo colpiva in pieno, ordinava al capo pezzo, uscito dal riparo in suo soccorso, di occuparsi del tiro, che in quel momento urgeva intensificare; e, col caporale, che lo aveva tolto sulle spalle, insisteva perchè lo deponesse a terra e pensasse a mettersi al riparo: mirabile esempio a tutti di osservanza del dovere ad ogni costo e della più grande fermezza d'animo.
Rocca di Monfalcone, 21 Ottobre 1915


La sua tomba  nel cimitero di Aquileia:



 mappa con la dislocazione dei reparti della 16^ Divisione il 21 Ottobre 1915:





lunedì 4 aprile 2016

Cap. Magg. SPIGA Felice



17° Fanteria Brigata Acqui
Nato a Fontanaviva (PD) il 19 Febbraio 1894
Morto alla 14^ Sezione Sanità a Begliano il 24 Ottobre 1915
Sepolto al Sacario di Redipuglia




Note Storiche:
Il 17° fanteria con il 18° fanteria Brigata Acqui apparteneva  alla 14^ Divisione VII° C.A. , nel corso della III^ battaglia dell'Isonzo si trovava a fronteggiare il settore carsico di Sei Busi - Vermegliano.
Il giorno 22 Ottobre (fonte Aussmediario 14^ Divisione) due compagnie del 17° fanteria avevano raggiunto le linee nemiche sulle pendici Sud-Ovest del Monte Sei Busi, prese d'infilata da fuoco di mitragliatrici dovevano ripiegare sulla vecchia linea delle piccole guardie....
Il 24 Ottobre nel pomeriggio due compagnie del I° battaglione del 17° fanteria attaccando da alcune doline a Nord est di quota 118 s'impaddronivano  del "Rivellino"? (vedi nota) fra quota 102 e quota 118 agendo in accordo con truppe delle Brigata Savona.........
nello stessa giornata, reparti della Brigata Acqui attendono a rafforzare i tratti di trincea nemica conquistata a quota 45 

Nota: Rimane il dubbio se effettivamente si trattava della trincea del "Rivellino" in quanto il giorno 28 Ottobre fu effettuato un attacco da parte del I/17° contro le difese della suddetta trincea appoggiato da una compagnia del I/144 Brigata Trapani. Non risulta che la trincea del "Rivellino" nei giorni precedenti dopo il 24 ottobre fino al 28 Ottobre sia stata perduta.
E' molto probabile che sia  un tratto di trincea collegato alla predetta posizione, verso sud di Quota 118 a Quota 102. Il "Rivellino" che verrà attaccato successivamente da altri reperti e rimarrà in mano austrica fino all'agosto del 1916 IV^ battaglia dell'Isonzo.

vedasi mappa in fondo allla pagina della Brigata Savona datata 25 Ottobre 1915.


Tratto dal libro "La Guerra Vista da Un Idiota" di Giuseppe Personeni (Comitato Pro Chiesa di Plava):
Intanto nelle trincee di Vermegliano, si ebbe l'agio di studiare il terreno antistante  alle nostre trincee . Gli austriaci ci dominavano dalle trincee del Sei Busi: l'artiglieria da montagna batteva di fianco dal Cosich con tiri di aggiustamento poco frequenti. Era nell'intenzione dell'avversario di non scoprire le sue batterie che appostava verso Doberdò: le teneva pronte nel caso di un nostro attacco.
Un bel sole di Ottobre indorava la terra, al tramonto tutto il Carso; le siepi di fil di ferro che gli avversari avevano moltiplicato davanti alle trincee con le scatolette appese a guisa di sonagli mandavano dei riflessi ondeggianti e noi si pensava con tristezza il giorno nel quale saremmo andati a sbattere la testa contro.
Dico che si pensava con tristezza perchè non era un mistero per noi che i nostri alti Comandi non avevano ancora i mezzi atti a distruggere quelle difese accessorie, contro le quali la nostra artiglieria poteva accanirsi inutilmente e sarebbe tutt'al più ad aprire qualche breccia qua e là, senza però dare l'agio alla nostra fanteria di farvi a costo anche di perdite considerevoli delle irruzioni che potessero almeno condurre a qualche risultato pratico. Purtroppo per i Comandi il nemico da attaccare era la trincea; conquistare una trincea pareva essere il compito finale di un attacco. Più in là non si andava....

Noi si intraprendeva l'offensiva dell'ottobre come non ci fossero stati 4 durissimi mesi di esperienza; senza aver preparato niente per un attacco in grande stile come voleva essere almeno nell'intenzione del Comando......

Alle nove si inizia il movimento, ed alle nove in punto si apre la cateratta dell'artiglieria austriaca che fruga e batte rabbiosamente sui rincalzi. Appena le nostre truppe muovono fuori dalle trincee, sono investite da violente raffiche di batterie di piccolo calibro che tempestano di proiettili il terreno antistante alle nostre linee, che prendono d'infilata da Doberdò. La Compagnia S. Giorgio si lancia fuori ma non arriva ai reticolati, è costretta a fermarsi per la violenza del tiro delle mitragliatrici; la fucileria austriaca è incessante. Si sente, in quella fucileria l'orgasmo, della preoccupazione.
Non permette ai nostri di avvicinarsi ai reticolati; i pochi che vi arrivano vi restano freddati. I reticolati sono quasi intatti....

Alla sezione di Ronchi agonizzavano sulla paglia un'ottantina di feriti; non si potevano muovere perché muoverli voleva farli morire; non si potevano operare perchè non c'erano i mezzi; si spegnevano , morivano fra gli spasmi........


Mappa delle posizioni raggiunte della Brigata Savona a est di Quota 118 nell' azione  del  24 Ottobre,  non si tratta del "Rivellino" in quanto si trova a est difronte delle linee raggiunte  evidenziate in blù nella mappa.  (Aussme) :


mappa del settore di Vermegliano con evidenziata la posizione del Rivellino (Tratta dal libro: Il Carso della Grande Guerra - le Trincee Raccontano . Antonio e Furio Scrimali) : 


martedì 15 marzo 2016

Soldato Volontario di Guerra NOFERI Annibale




123° Fanteria Brigata Chieti

Nato a Fiume il 30 Luglio 1895
Morto nella 31^ Sez. Sanità a Cassegliano per ferite di combattimento il 12 Novembre 1915
Sepolto al Sacrario di Redipuglia 14° Gradone - Loculo 26235




 

 

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 

Volontario irredento, tentava più volte di avvicinarsi alle trincee nemiche per lanciarvi bombe. Ferito, ripeteva il tentativo, finchè colpito da quattro proiettili, cadeva inneggiando all'Italia. Si era segnalato antecedente in vari tentativi per il taglio dei reticolati . Morto in seguito a ferite.
Altopiano carsico, 11 Novembre 1915


Note Storiche:

Il 123° Fanteria Brigata Chieti nel Novembre 1915, si trovava con la Brigata Chieti nella zona tra le Alture di Polazzo e quota 118 del Monte Sei Busi, precisamente nel settore della Trincea ai Monticelli Rossi e Trincea "Y", Siamo nel IV^ battaglia dell'Isonzo.
Il giorno 11 Novembre il diario della Brigata scrive: si ripete l'azione offensiva contro gli stessi obbiettivi di ieri.
Vediamo cosa avvenne nel giorno 10 Novembre:
Durante la notte a brevi intervalli è caduta la pioggia rendendo il terreno poco praticabile. In base all'ordine nr. 36 della Divisione ( la 31^). Il Comando di Brigata emana l'ordine n. 4, che dice:

- A seguito delle comunicazioni verbali fatte oggi, confermo che domani 10 Novembre, Il Corpo D'armata (XIII°) deve riprendere l'offensiva.
Compito: conquista dei trinceramenti che lo fronteggiano assecondando l'azione di sinistra decisamente gli sforzi dell'IX° Corpo d'Armata.
In conseguenza importa soprattutto che il XIII° C.A. nello sviluppo del suo attacco accentui la sua avanzata per la sinistra, convergendo in certo qual modo verso destra, dove i vantaggi ottenuti nei giorni scorsi ci hanno già permesso di affermarsi saldamente. Sulla nostra destra la 23^ Divisione cercherà a sua volta di avanzare per prender sicuro contatto con XIII° Corpo sul Monte Sei Busi. 
Le Brigate potranno richiedere a questo Comando i mezzi accessori per l'azione di trincea che loro occorressero oltre a quelli di cui già sono provvedute ( bombe-tubi per gelatina-ganci a ronciglia da reticolati, razzi ecc.)........
Il Tenente generale Comandante dell Divisione 
Annibale Gastaldello.

Torniamo alla descrizione del diario:
Alle ore 7 e mezzo la batteria Magnaghi del gruppo Barusso, O. P. C. apre il fuoco sulla trincea Y e quella dei Sassi Rossi. I tiri di questa batteria appare buono.
Alle ore 11 il 124° con una prima ondata, inizia brillantemente la sua avanzata, con pattuglie lanciabombe e tagliafili.
Le batterie del 35° e del 43° a disposizione della Brigata eseguiscono un buon tiro d'interdizione.
Alle ore 11.20 le nostre fanterie che si avanzano sono prese d'infilata da tiratori nemici appostati nella trincea a Y, e colpite da shrapnells nemici.
Alle ore 11.40 cade una pioggia scrosciante la quale produce una stasi dell'avanzata.
Il III/123° che alle ore 11 ha cominciato la sua avanzata, trovandosi anch'esso preso da tiri d'infilata di mitragliatrice e fucileria nemica subisce sensibili perdite fra cui cinque ufficiali, e si trova costretto a ripararsi nelle anfrattuosità del terreno e con sacchi a terra.
Alle ore 12.30 essendo un poco cessata la pioggia il I/124° ritenta l'avanzata, ma il fuoco di fucileria dalla trincea a Y continua a battere i reparti che avanzano.
Alle ore 14 la batteria Magnaghi, fa una decina di colpi sulla estremità orientale della trincea Y; il tiro ben aggiustato rompe la trincea, ma rimane sempre intatto il tratto più vicino alle nostre linee e quindi la resistenza austriaca continua molto efficace contro i reparti che avanzano.
Il IIII/123° non potendo più avanzare oltre lo scoperto cerca di proteggersi aiutandosi con i sacchi  a terra e lavori di scavo; l'avanzata è minima nonostante che il III° battaglione sia stato rinforzato con un'altra compagnia. Il I/124° anch'egli rinforzato da un'altra compagnia non riesce ad entrare nel tratto orientale della trincea a Y dove gli austriaci oppongono forte resistenza con fucileria e bombe.
 una nuova avanzata. L'azione ha una ripresa vivissima con fuoco molto violenti di fucileria e di shrapnells sui nostri reparti che avanzano, e tiro di granate sulle nostre seconde linee.
L'oscurità viene a porre termine a questa ripresa d'azione, la quale non ha modificato la situazione precedente. Il I/124°  ha preso qualcuno dei primi elementi della trincea a Y facendo retrocedere i difensori e vi si sta rafforzando. Alla sua sinistra il III/123° ha guadagnato poche decine di metri in avanti terreno che verrà conservato rafforzandolo, nonostante che la truppa sia esausta, specialmente a causa delle intemperie della giornata.
Pioggia quasi tutta la giornata con violento temporale alla sera - Temperatura di 10 gradi
le perdite della Brigata furono: Ufficiali feriti 11 dispersi 1,truppa morti 76 feriti 261 e dispersi 61.
Il giorno 11 come detti all'inizio, si riprese l'offensiva, con gli stesi obbiettivi del giorno precedente.
Le batterie di artiglieria eseguirono un fuoco con la stessa modalità del giorno prima fino alle ore 12 contro gli obbiettivi delle trincee dei sassi rossi e Y.
A tale ora mentre all'estrema sinistra del fronte il I/123° tiene impegnato il nemico col fuoco, il I/124° si  lancia arditamente in avanti e riesce colle ondate fornite dalla prima compagnia ad intaccare la resistenza nemica sull'estremità occidentale della trincea a Y, ma è poco dopo arrestata nella sua avanzata dal fuoco d'infilata e dal lancio di bombe a mano, cui si rispose con bombe-
Il III/123° tenta esso pure di avanzare contro la trincea dei sassi rossi, ma fatto segno di intenso fuoco di artiglieria e fucileria specie sulla sua destra, è costretto ad arrestarsi dopo aver guadagnato una ventina di metri. Riprende più tardi con nuove ondate l'avanzata ma non riesce a progredire.
Alle ore 15 il Comandante il reggimento, visto che gli eroici sforzi s'infrangono contro l'ostinata e munita difesa nemica, da alle truppe l'ordine di attenersi all'avanzata metodica, rafforzandosi sui punti raggiunti, in attesa che si presenti l'occasione  favorevole per ritentare un balzo in avanti.
Alle ore 16,50 al Comando di reggimento viene  comunicato dal Comando del I* battaglione (capitano Spalazzi) che la 1^ compagnia ha potuto con poche forze occupare la dolina di fianco alla trincea Y, e conseguentemente secondo quanto con strano errore credette il Capitano Spalazzi anche la trincea Y che immette in detta dolina.
Il Comandante il reggimento, dopo averne avuta conferma personale dal predetto Capitano e senza avere avuto la possibilità di controllarla, si affrettò a dare a questo Comando comunicazione (alle ore 19) che la trincea Y era in nostro possesso, mentre dava ordine al battaglione di rafforzarvi.
nel mattino seguente si potè constatare che effettivamente non era stata occupata di tale trincea di un secondo tratto oltre a quello già in nostro possesso.
Le perdite subite nella giornata dalle truppe operanti ascesero a 250 uomini di truppa fra uccisi, feriti e dispersi più 1 ufficiale ucciso 1 disperso e 6 feriti.

(fonte AUSSME)




Guglielmo Noferi, nato a Fiume nel 1890. Impiegato in un'azienda di caffè al Brasile, s'imbarcava per l'Italia dove si arruolava volontario nell'esercito e chiedeva di essere mandato al fronte. Fu assegnato al 123° reggimento fanteria. Lo conobbi a Sacileto, e non si volle staccare da me ch'ero suo ufficiale. [...] Nell'ottobre e nel novembre 1915 alla trincea dei Sassi Rossi, guazzò nel fango per orribili giornate di pioggia fredda e maledetta e sostenne ogni privazione. [...] Il 10 novembre 1915 usciva all'assalto. Me lo presentarono spirante, trapassato da quattro fucilate ai fianchi, al petto, alle gambe, tenuto appeso per le ascelle come un animale macellato, con quella sua carne livida e nuda attraverso il suo vestito di fango. Siccome si preparava a morire, si raccomandò che non lo si proponesse per nessuna decorazione, giacché la sua famiglia era a Fiume, e doveva essere al riparo da ogni vendetta del nemico. [...] Spirò nei camminamenti tra il fango e le cannonate.

C. Alvaro, Vite parallele di eroi

L'autore Corrado Alvaro pur cambiando il nome e l'anno di nascita si riferisce ad Annibale Noferi.

Noferi Annibale apparteneva all'11^ Compagnia del 123° Fanteria, la sua morte fu causata da arma da fuoco che lo colpì nella cavità addominale. Venne oi sepolto nel cimitero di San Pier d'Isonzo

 



Mappa con schieramento 10 Novembre 1915, XIII° Corpo d'Armata (fonte AUSSME) 


Mappa con indicate le trincee Monticelli Rossi, Sassi Rossi e "Y" (Fonte AUSSME):



 
Ringrazio Silvia Musi  per la foto di Noferi Annibale










venerdì 11 marzo 2016

Sergente MAZZARELLO Giacomo





112° Fanteria Brigata Piacenza

Nato a Serravalle di Scrivia il 30 Giugno 1892
Morto sul Monte San Michele il 1 Novembre 1915
Sepolto al Sacrario di Redipuglia


Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 

Durante il combattimento, sotto l'intenso fuoco di fucileria e di artiglieria avverserarie, raccolti soldati dispersi, ne tenne con mitrabile tenacia e coraggio, il comando, fronteggiando, con essi, il nemico che contrattaccava vigorosamente.
Monte San Michele, 21 Ottobre 1915



Note Storiche:

Nel corso della III^ battaglia dell'Isonzo la Brigata Piacenza apparteneva alla 30^ Divisione fronteggiando il Monte San  Michele. 
Il giorno 1 Novembre alle ore 9,30 pervenne l'ordine d'operazione n. 48, che comunicava che tutte le truppe procedano all'attacco delle posizioni nemiche. Dopo il tiro di preparazione dell'artiglieria alle ore 12 le fanterie dovranno procedere all'attacco. La brigata Piacenza alla sua ala destra (112°) date le difese avversarie terrà un contegno aggressivo ma dimostrativo, alla sua ala sinistra (111°) cercherà di profittare di qualsiasi avanzata della brigata Regina verso le Cime 1 e 2.
Ore 12, le truppe sono pronte per l'attacco, l'ala sinistra del 111° si sposta in avanti, ed è il massimo sforzo consentito perché i reparti vicini 85° e 86° fanteria (Brigata Verona) non riescono a raggiungerlo ed il 111° deve arrestarsi.
il 112° inizia l'azione dimostrativa è pronto per l'attacco - le truppe laterali però non avanzano e così per non trovarsi i fianchi esposti e staccati dal rimanente della linea di operazioni è costretto a rimanere fermo nei propri trinceramenti bersagliati dall'artiglieria e fucileria nemica che si attirò addosso.


Schizzo del 111° Fanteria in data 21 Ottobre 1915, giorno in cui Mazzarello prese la Medaglia d'argento per l'azione sul  Monte San Michele indicando gli attacchi dei due reggimenti a Cima 3 e Cima 4:




giovedì 18 febbraio 2016

Sergente CORNEO Luigi







73° Fanteria Brigata Lombardia

Nato a Paderno d'Adda il 26 Settembre 1893
Morto a quota 263 il 16 Agosto 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia


 

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 

Rimasto ucciso il comandante* della sezione mitragliatrici, ne assunse il comando concorrendo, con magnifico slancio, coraggio e intrepidezza, alla contrastata avanzata verso quota 263, finché cadde colpito in pieno da una granata avversaria.
Nad Logem, 16 Agosto 1916 



Note Storiche:

Il 73° fanteria unitamente al 74° componeva la Brigata Lombardia che nel corso della VI^ battaglia dell'Isonzo formava con i Granatieri di Sardegna la 23^ Divisione. Il giorno 16 Agosto la Brigata Lombardia che si trovava nel settore del Nad Logem conquistato   il 12 agosto dopo due giorni di combattimento. Nei giorni successivi alla conquista cominciarono i primi affondi contro il nuovo settore difensivo racchiuso tra le pendici settentrionali del Nad Logem, quote 265, 263 e Lokvica ma senza esito. Nonostante i ripetuti tentati della Brigata Lombardia per allontanare il nemico dal colle di San Grado di Merna, le trincee italiane provenienti dal Nod Logem dovettero attestarsi poco a est delle case di Pri Grabci. La nuova linea nemica, che dal Vipacco, nei pressi di Pri Stanti, risaliva la quota 213, per agganciarsi al sistema trincerato di quota 263 appariva tutt'altro che debole e sguarnita. 
Dopo continui e ripetuti attacchi nel settore la Brigata Lombardia venne messa il giorno 16 agosto di riserva tranne il III° battaglione del 73° che doveva restare in prima linea con il compito di  proteggere il movimento.

Alcuni passaggi sono tratti dal "Il Carso Dimenticato- Le Spallate di Autunno" di Persegati-Juren-Pizzamus


*Il Comandante citato nella motivazione della Medaglia d'Argento del Sergente Corneo trattasi della Medaglia d'Oro S.Tenente Xidias Tipaldo Spiro,  Irredento da Trieste, morto il 14 Agosto 1916.




Mappa della zona dove cadde Corneo con indicata la quota 263:



Resti della tomba della prima sepoltura nel cimitero di Gabria n. 3 “Capitano Plicato" del  Sergente Corneo, ora scomparsa:




Ringrazio per la foto Marco Mantini e MItja Juren