In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

"Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi."

Vera Brittain



«Qui ci verranno dopo la guerra a fare la gita di ferragosto. E diranno: se c’ero io! Ci saranno i cartelli-rèclame e gli alberghi di lusso! Passeggiate di curiosità come ai musei di storia naturale; e raccatteranno le nostre ossa come portafortuna.»

Carlo Salsa

domenica 26 maggio 2019

S.Tenente DONATI Aldo






87° Fanteria Brigata Friuli


Nato a Gavorrano il 26 Maggio 1893
Morto a Monfalcone il 5 Ottobre 1915
Sepolto a -----




Note Storiche:

La Brigata Friuli da Bassano passò alle dipendenze della 16^ Divisione entrando in linea nel settore di Monfalcone il 20 Agosto 1915, alternando in linea i suoi battaglioni.
L'87^ Fanteria il giorno 4 Ottobre compì nella notte  con delle pattuglie delle esplorazione davanti le loro linee verso la valle sottostante delle sue posizioni verso il Monte Cosich. In questa occasione un soldato rimase ferito con il S.tenente Magi costringendo a ritirare la pattuglia lasciando fuori dalle proprie posizioni un altro soldato moribondo.
Il giorno 5 Ottobre al mattino, una pattuglia composta da quattro portaferiti usciti dalle nostre trincee, con bandiera bianca, bracciale internazionale e barella, allo scopo di raccogliere il soldato rimasto sul terreno nella notte precedente, non più rientrata e si ritiene fatta prigioniera. Per il cannoneggiamento diretto contro la prima linea dell'87° Reggimento si lamenta la morte del Sottotenente Donati Sig. Aldo e il ferimento dei Sottotenenti Buzzi e Corselli. Nella notte le truppe attendono ai consueti lavori di rafforzamento.


Mappa con la dislocazione della Brigata Friuli fine Settembre 1915




Monte Cosich dalle linee Italiane nei pressi della Rocca:



 Veduta verso il Monte Cosich dalle Mucille :



lunedì 6 maggio 2019

Aiutante di Battaglia MARTELLA Giuseppe



17° Fanteria Brigata Acqui


Nato a Preturo il 27 Giugno 1891
Morto per Malattia presso Osp. da Campo 213
Sepolto Ossario di Trento



Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare



Aiutante di Battaglia. Riuniva uomini dispersi e li conduceva alla conquista di una posizione nemica fortemente difesa. Accerchiato dal nemico e ferito, si difendeva strenuamente, permettendo così ai suoi di ritirarsi, e rientrando per ultimo nella nostre linee.
Carso Pod Koriti, 19 Agosto 1917 



Note Storiche:

Di norma nel mio blog ho quasi sempre inserito la storia di caduti deceduti  nella zona del Carso , questa volta ho voluto dedicare questo post a questo soldato, morto a guerra finita per malattia, sorte che lo unisce a tantissimi soldati, molti tra questi erano reduci del Carso. Più volte questi come l'Aiutante di battaglia Martelli, sono andati vicini alla morte nei vari turni di trincea, nei vari assalti compiuti dal proprio reparto, proprio in uno di questi Martelli, si prenderà una medaglia d'Argento al valore.
Il suo reggimento che con io 18° formava la Brigata Acqui  era in linea zona Pod Koriti in attesa dell'inizio della decima battaglia dell'Isonzo previsto per il 18 Agosto 1917 unitamente alla brigata Pinerolo appartenenti  alla 14^ Divisione, tale divisione il giorno 18 Agosto 1917 ebbe il compito di attaccare le antistanti posizioni nemiche tra la quota 251 (compresa) e la quota 220 di Pod Koriti, di occupare le posizioni nemiche tra le q. 220 e 244, indi puntare sud-ovest contro il groviglio di Hrbci.
L'azione secondo il piano stabilito ebbe inizio alle ore 7 del 18 agosto  dove l'attacco della brigata Pinerolo che aveva obiettivi la conquista delle quote 251 e 244 venne arrestato dai reticolati quasi intatti e dal fuoco micidiale delle mitragliatrici e dall'artiglieria avversaria che batteva d'infilata tutto il corridoio interposto tra le nostre linee e quelle nemiche.
Nè ulteriori progressi vennero conseguiti nei successivi attacchi sferrati dopo nuova preparazione alle ore 8.30 del 18 .
Le stesse difficoltà di avanzare incontrò più a sud la Brigata Acqui che operava contro le posizioni di q. 220 e q. 244..
Venne ripetuto un altro attacco nel settore della 14^ Divisione alle 18 ma anche questo se pur preceduto da una migliore preparazione di artiglieria della durata di tre ore non ebbe miglior successo e   all'imbrunire le truppe erano ancora aggrappate al margine occidentale dei capisaldi delle quote 220 e 244 impossibilitate per la violenta reazione nemica a conseguire ulteriori progressi.
In serata il Comando del XXV Corpo ordinava alle due divisioni in linea (14^ e 4^) di riordinarsi sulle posizioni raggiunte e di mettersi in grado di respingere qualsiasi contrattacco, mentre la posecuzione dell'azione era fissata per il giorno 20.Durante la notte fra il 19 e il 20 il nemico pronunciò due contrattacchi sulla fronte della 4^ Divisione entrambi arrestati dal fuoco di sbarramento. Anche la linea delle quote 220 e 244 raggiunta durante la giornata da elementi della Brigata Acqui venne efficacemente battuta dall'artiglieria nemica obbligando i reparti del 17° e 18° fanteria a ripiegare sulle falde nord delle quote stesse, in questo ripiegamento l?aitante di battaglia Martella si guadagnò la medaglia d'Argento.
La Brigata Acqui rimase in linea fino al 24 Agosto dove riusci con il 18° fanteria il giorno 21 a occupare la quota 220.
La Brigata Acqui si trovava in prima linea nel settore di Castagnevizza quando ci fu la Battaglia di Caporetto che la vide dopo aver respinto numerosi attacchi dal 24 ottobre 1917 ritirarsi con tutta la III^ Armata con gravi sacrifici sulla linea del Piave.
nel 1918 la vedrà impegnata con la 32^ Divisione in zona Val Posina, nel corso della Battaglia di Vittorio Veneto la vedrà il giorno 3 Novembre entrare a Rovereto e poi successivamente a Trento il giorno 4.


Trento sarà la città dove vedrà ammalarsi gravemente di Broncopolmonite l'Aiutante di Battaglia MARTELLA, ricoverato presso l'Ospedale da campo 213 fino al giorno 20 Dicembre 1918 dove alle ore 11 e 27  spirò.



Mappa con la dislocazione della 14^ Divisione all'inizio della XI^ battaglia dell'isonzo:



Lapide della prima sepoltura dell'Aiutante di battaglia MARTELLA a Trento:



Per questo post ringrazio Martella Enrico pro nipote di MARTELLA Giuseppe


giovedì 25 aprile 2019

Tenente FINZI Riccardo




 
24° Reggimento Cavalleggeri di Vicenza

Nato a Genova il 3 Febbraio 1884
Morto a Castelnuovo del Carso  il 1 Agosto 1915
Sepolto al Sacrario di Redipuglia  8° Gradone - Loculo 15382






Note Storiche:

Siamo al termine della II^ battaglia dell'Isonzo cominciata il 18 Luglio 1915, dopo numerosi attacchi svolti nei veri settori del fronte carsico, e con scarse conquiste degli obbiettivi previsti, le operazioni stanno volgendo alla fine, nel settore della 19^ Divisione a est di Castelnuovo , si trovava in linea  la  il 142° reggimento della Brigata Catanzaro che unitamente ai reggimenti 124° alla destra e il 155° (22^ Divisione) sulla sinistra presidiava la linea conquistata nei giorni precedenti Data la scarsità di mitragliatrici operanti e in dotazione ai reggimenti di fanteria a inizio guerra  i quali  avevano solo una sezione per reggimento, furono aggregate le sezioni mitragliatrici dei reggimenti di Cavalleria. Alla Brigata Catanzaro e più precisamente al 142°. Il giorno 1 Agosto come descrive il Diario storico della Brigata, in mattinata la 3^ sezione fu assegnata al 142°, quella dei Cavalleggeri di Vicenza, che però risultò indisponibile perchè il bravo Tenente Finzi (Zinzi sul diario storico) che la comandava nell'eseguire una ricognizione nel settore di Castelnuovo del carso ), alle ore 6 e dieci fu ferito da un proiettile di fucile alla gola dove poi muore. Nella giornata stessa il comando di tale sezione venne assunto dal maresciallo ad essa addetto.


Il Tenente FINZI Riccardo dpo la sua morte fu sepolto nel cimitero di Sagrado  e prima di essere sepolto al Sacrario di Redipuglia riposava nel cimitero di Sdraussina . Da notare l'errato reparto indicato nel loculo (Cavalleggeri Foggia) foto sopra.




Schizzo della dislocazione dei reparti della 19^ Divisione del 1 Agosto 1915 tratte dal Diario Storico della Brigata Catanzaro:





Foto linea Italiana nei pressi di Castelnuovo





(foto Archivio M. Mantini)


Per la realizzazione di questo post ringrazio per il prezioso  l'aiuto Amos Conti e Federica Delunardo






venerdì 19 aprile 2019

Tenente CURIONE Andrea





134° Fanteria Brigata Benevento


Nato a Gioia del Colle il 4 Novembre 1885
Morto in Ospedaletto da Campo Austriaco il 27 Luglio 1915
Sepolto al Sacrario di Redipuglia  6° Gradone - Loculo 11037



Decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare 


Alla testa della sua compagnia, si lanciava all'attacco della poderosa linea nemica, e se ne impadroniva dopo cruenta lotta. Nell'inseguimento dell'avversario, cadeva ferito a morte.
Monte Sei Busi, 25 Luglio 1915





Note Storiche:

il 134° Reggimento Fanteria Brigata Benevento nel corso della II° Battaglia dell'Isonzo fu schierato con la 27° Divisione nel settore tra Redipuglia e Vermegliano , dove partecipa dalla  giornata del 24 Luglio 1915 unitamente al 14° Fanteria alle azioni per la conquista del Sei Busi. Il giorno 25 vedrà l'occupazione delle quota 111 e 118 dove però quest'ultima fu abbandonata il giorno 26 dopo ripetuti contrattacchi Austriaci.
Nel diario del 14° Fanteria (Brigata Pinerolo), vengono così riportate le azioni di quel giorno 25 Luglio 1915:
Durante la notte, la pioggia incessante, il fuoco di artiglieria avversaria, quello della fucileria contro le nostre vedette più avanzate continuano a tormentare la truppa, la quale però, ciò nondimeno, alle ore 4.30 è pronto il nuovo assalto, a sinistra del fronte di operazione , avendo alle destra i tre battaglioni del 134° giunti nella notte a Redipuglia. La direzione del combattimento è presa dal Colonnello Paolini, quale più anziano, comandante del 134°. L'assalto finalmente riesce, impetuoso, furioso, incalzante. A tratti si fanno prigionieri soldati austriaci, a frotte altri si arrendono d'innanzi all'impeto delle baionette del 14° , che vittorioso mette piede su quota 111 dell'altopiano carsico.
Alla sera la truppa si trincera sulle posizioni conquistate, pronta a parare qualsiasi contrattacco, che non tarda a manifestarsi verso le ore 22, ma che viene respinto.

Il Tenente Curione lanciato all'assalto con la sua compagnia, venne una prima volta ferito da una scheggia di granata , ma poco dopo si rialzò, e ferito si lanciò incitando i suoi soldati, all'assalto alla baionetta . Una palla nemica lo colpì al petto e cadde gridando : "Avanti Savoia!" In gravissimo stato fu preso prigioniero dagli austriaci e curato in un ospedale da campo dove, dopo due giorni il 27 Luglio spirò.

Il suo loculo al Sacrario di Redipuglia porta il nome errato Adriano anziché Andrea.

  
Mappa con indicate le quote 111 e 118 del Monte Sei Busi:






Quota 118 del Monte Sei Busi:









domenica 31 marzo 2019

Maggiore BARONE Luigi




145° Fanteria Brigata Catania


Nato a Modica  il 27 Gennaio 1875
Morto a Quota 144 il 1 Novembre 1916 
Sepolto a  ---------

Decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare 



Sceso a terra con la prima imbarcazione, portava ordini sotto i tiri della fucileria, dando prova di calma e di coraggio.
Bengasi, 10 Ottobre 1911

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare


Comandante di un battaglione di prima linea, in posizioni esposte e difficili, per parecchi giorni, sotto un violento bombardamento delle artiglierie nemiche e nel combattimento diede, costante esempio di attività, zelo, calma e sprezzo del pericolo. Per tre volte attaccato, durante la notte da rilevanti forze avversarie , ne sostenne con salda fermezza l'urto, e con opportuni contrattacchi, da lui personalmente diretti, per tre volte le respinse volgendole in fuga, infliggendo loro gravi perdite e riuscendo a rettificare vantaggiosamente la nostra linea di difesa. Già distintosi in precedenti fatti d' arme a Monte Cengio e Pedescala, nel giugno e luglio 1916.
Monfalcone, 23- 24 Settembre 1916

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare


Comandante di battaglione, caduti i comandanti delle compagnie di testa, sotto intenso fuoco si portò alla testa dei reparti, trascinandoli all'assalto e conquistando una trincea nemica. Contrattaccato, con energica azione personale, manteneva saldamente il possesso della posizione.
Carso, 11 Ottobre 1916



Note Storiche:

La Brigata Catania con i suoi due reggimenti 145° e 146° verrà inviata in zona del fronte isontino della Terza Armata, nell'Agosto del 1916, dopo aver preso parte alla difesa delle linee degli Altopiani Veneti nel corso dell'offensiva Austriaca denominata"Strafexpedition"  .
In Settembre proprio nel corso della VII^ battaglia dell'Isonzo la vedrà impeganta con la 16^ Divisione schierata sul Monte Debeli con il 146° mentre l'altro reggimento il 145° sarà messo a disposizione del VII^ C.A. Pochi giorni dopo entrata in linea nel settore di quota 144 sventerà due attacchi Austriaci mentre nel corso dell'VIII^ battaglia nell'Ottobre esattamente il giorno 10 la vedrà protagonista della conquista completa della cima sempre della quota 144 subendo la perdita di 15 Ufficiali e 600 uomini di truppa.
Il 1° Novembre 1916, inizio dell'ultima offensiva d'autunno, la vedrà nuovamente in linea a quota 144, il diario della 16^ divisione narra precisamente i fatti di quel giorno che vedranno anche la morte del Maggiore Barone:
- Le forze destinate all'azione dopo l'apertura dei varchi per effetto del tiro dell'artiglieria e bombarde, sono così distribuite:
nel sottosettore Nord (21° fanteria e 1 battaglione del 22° Brigata Cremona mezza la 108^ comp. zappatori e il 40° rep.to mitragliatrici) una colonna d'attacco (21^ fanteria);  
nel sottosettore centrale (139° e 140° fanteria Brigata Bari mezza la 108^ comp. zappatori, 220° e 352° rep mitragliatrici) due colonne, una a nord (2 battaglioni del 139°), l'altra a Sud (1 battaglione del 139°) ; nel settore meridionale (145° e 146° fanteria Brigata Catania, 31° rep.to mitragliatrici) due colonne , una di 2 battaglioni del 145°, una di 2 del 146°; riserva divisionale (rovesci di quota 144) con due battaglioni del 22° , la 155^ Comp. zappatori ed il 77° rep.to mitragliatrici.
Alla nostra ripresa di tiro le artiglierie nemiche rispondono bombardando intensamente tutta la fronte e i rovesci di quota 144; le nostre, in parte, controbattono.
Alle 11.10 ora prestabilita per l'attacco su tutta la fronte dell'Armata, le fanterie scattano simultaneamente dalla prima linea mentre la nostra artiglieria allunga il tiro. L'artiglieria avversaria intensificando il suo fuoco su trincee e rovesci, tenta opporre una barriera di fuoco all'avanzata fulminea dei nostri, ma lo slancio delle colonne d'attacco non s'arresta a davanti ad essa ne alla resistenza della fanterie avversarie, le quali, approffitando dello spostamento del nostro tiro, guarniscono le trincee in gra numero e con parecchie mitragliatrici. le nostre truppe riescono in breve a fare irruzione sui vari tratti della linea avversaria, completandone successivamente l'occupazione malgrado la tenacissima resistenza che si annida sui punti più forti. L'impeto dell'attacco italiano è tale che in meno di venti minuti l'obbiettivo del primo tempo è in gran parte raggiunto con la cattura di circa 600 prigionieri.Giunge contemporaneamente notizia che anche la destra della 33^ Divisone avanza felicemente.
Le truppe della Brigata Bari riescono sin dall'inizio della conquista a prendere contatto, a sinistra, con la destra della Brigata Cremona sulla stessa trincea espugnata. Invece la destra della Brigata Bari e la sinistra della Brigata Catania, duramente impegnate da ostacoli del terreno e da fiera resistenza del nemico, solo dopo reiterati sforzi riescono fra loro a collegarsi. Se non che, occupata la trincea nemica antistante, la sinistra della Brigata Catania è arrestata dalla presenza di un nuovo elemento di trincea nemica fortemente presidiata da fanteria e mitragliatrici.
Frattanto l'artiglieria austriaca sottopone  ora a un  bombardamento la linea perduta che già ha subito gravi danni dalla nostra artiglieria, e lo continuano incessante allo scopo di rendere insostenibile l'occupazione, di impedire un nuovo sbalzo e di preparare i contrattacchi che infatti si iniziano e si susseguono con insistente accanimento durante il pomeriggio su tutta la fronte.
Salda sotto l'infuriare del fuoco avversario, la nostra fanteria ributta ogni ritorno offensivo del nemico, mentre la nostra artiglieria con raffiche tempestive e aggiustate batte in pieno e disperde i forti nuclei austriaci affluiti specialmente da Jamiano e da quota 45, per i camminamenti del pendio occidentale di quota 144.
Finché le truppe della Brigata Macerata (destra della 33^ Divisione) avanzando felicemente da quota 208 Sud verso quota 235 mantengono e sorpassano la linea , il collegamento, da parte del 21° fanteria, viene mantenuto all'altezza della trincea austriaca occupata. Però costretta la destra della 33^ Divisione, durante i contrattacchi avversari nel pomeriggio, a ripiegare sulle trincee di partenza, la nostra estrema sinistra viene a trovarsi  nella necessità di reggere, non soltanto agli urti incalzanti del nemico, ma evitarne la facile infiltrazione sul proprio fianco scoperto.. A ciò si provvede con prontezza ed energia per mezzo di due compagnie del 21° le quali mantengono il collegamento fra l'estrema nostra linea nuova e la vecchia della 33^ Divisione ed iniziano immediatamente la costruzione di un raccorda mento difensivo.
Così emerge la fermezza incrollabile delle truppe della Divisione, raggiunti gli obbiettivi del 1° tempo esse vi si mantengono resistendo ai ripetuti urti nemici in attesa che ulteriori progressi della 33^ Divisione permettano di attuare il secondo tempo.
Durante la notte e specialmente in prima sera del 1°, e all'alba del 2 si espletano i contrattacchi del nemico, ma senza che esso riesca a strapparci un palmo di terreno.
Perdite: Ancora imprecisate, ma gravi; e specialmente sensibili in Ufficiali. Fra essi sono alcuni Ufficiali superiori e il Colonnello Solaro Comandante del 140° Fanteria.
Numero dei prigionieri austriaci avviati a Ronchi circa 500, di cui una dozzina di Ufficiali

Il Maggiore Barone comandante del 1° battaglione del 145° Fanteria verrà uccico in questa giornata colpito da una granata, dove successivamente fu sepolto sulle pendici di quota 144.

Una testimonianza della sua morte viene citata dal libro "Notti sul Carso" di Antonio Greppi:

 - Mi hanno assicurato che pochissime sono state le perdite in trincea; infati il tiro era lungo. Ma di ricoveri, sopra tutto ala falde, verso il valloncello, ne sono stati colpiti parecchi.
I morti sono tutti alla rinfusa, sul prato: si vedono a occhio nudo. E alcuni soldati scavano la grande fossa. é caduto anche il Maggiore Barone: colpito da una granata, mentre saliva con quel suo passo rapido e pesante verso la prima linea.
Gli ufficiali disponibili - fanteria, bersaglieri e bombardieri - assisteranno dopo il rancio del mattino alla sua sepoltura.
- Era buono e coraggioso - mi dice un subalterno del suo battaglione, dopo avermi raccontato i particolari della sua morte. 
E aggiunge, mentre un'ombra gli passa negli occhi:
- Purchè non ci mandino qualche "pignolo" al suo posto.-

Mappa con la dislocazione dei reparti della 16^ Divisione all'inizio della IX Battaglia dell'Isonzo:

 Caverna della Fotoelettrica a quota 144:



Veduta da quota 144 verso il vallone di Brestovizza s'intravedono le case di Jamiano e la quota 219 sulla sinistra:




 Trincee a quota 144:





 La via intitolata al Maggiore Barone a Modica (RG):


Per questo post ringrazio l'amico Fabrizio Corso..







domenica 10 marzo 2019

Caporale CERRUTI RIGOZZO Cesare




19° Fanteria Brigata Brescia


Nato a Soprana il 5 Luglio 1883
Morto a Lokvica il 15 Settembre  1916
Sepolto a ------



Notizie Storiche:


Il 14 Settembre 1916  iniziava la VII^  battaglia dell'Isonzo, dove la Brigata Brescia la vedeva impegnata unitamente con la Brigata Ferrara con la 22^ Divisione nel settore a Sud -Ovest di Lokvica. Dopo il primo giorno di battaglia che ha visto vari infruttuosi tentativi di attacco il giorno 15 Settembre si ritenterà nuovamente l'avanzata.
Nella notte tra il 14 e il 15 settembre  sono state date disposizioni per tentare di aprire dei varchi nei reticolati con l'uso delle bombarde.
Nella notte giunge dal Comando di Divisione l'ordine per l'azione da svolgersi, consistenti in un energica avanzata generale preparata con un intenso fuoco di artiglieria.
Sono date disposizioni perché il battaglione di 1^ linea del 19° manovrando sul rovescio della trincea nemica faciliti l'avanzata del 20° fanteria, che tenterà fare sfilare i suoi reparti per il varco aperto dal 19°.
Verso le ore 9 il Comando di Divisione fa concentrare sulla fronte della Brigata anche il tiro di artiglieria da campagna, oltre quello degli obici.
Alle ore 12 il 19° Fanteria inizia il proprio movimento in avanti disturbato però da un intenso fuoco di mitragliatrice nemiche.. Il 20° fermato sulla sua fronte dalla efficacia delle difese avversarie nemiche facendo sfilare alcuni dei propri reparti come era stato disposto per il varco aperto dal 19°, riesce a raggiungere la trincea avversaria e a incalanarvi un plotone.
Verso le ore 15, a successivi ordini tassativi di avanzare risolutamente, il 19° raggiunge una nuova posizione avanzata più che 200 metri oltre la ex trincea di prima linea austriaca, e il 20° accompagna l'avanzata disponendosi col battaglione di prima linea con 2 compagnie avanzate in contatto del 19° e 2 compagnie nella trincea già conquistata. Sulla sera però non potendo resistere all'intenso fuoco nemico, i reparti vengono fatti rientrare sulle posizioni primitive, alcune pattuglie sono lasciate fuori per la vigilanza del fronte.

Il Caporale CERRUTI RIGOZZO, cadrà in quella giornata del 15 Settembre 1916, prima dell'inizio dell'avanzata, alle ore 8 a seguito a ferita per colpo d'artiglieria. Fu poi sepolto presso Lokvica (Loquizza) . Non si conosce la sepoltura attuale, è molto probabile che risulti sepolto al Sacrario di Redipuglia tra i 60000 Ignoti.

Mappa con lo schieramento all'inizio della VII^ battaglia dell'Isonzo :


  Ringrazio per questo post Nuccio Stasia nipote del Caporale CERRUTI RIGOZZO Cesare




venerdì 22 febbraio 2019

S.Tenente MARINA Alberto




128° Fanteria Brigata Firenze

Nato a Piacenza il 8 Febbraio 1894
Morto a Peteano  il 29 Giugno 1916 
Sepolto al Sacrario di Redipuglia 12° Gradone Loculo 22748







Notizie Storiche:

La Brigata Firenze con i suoi due reggimenti 127° e 128° dall'inizio del conflitto si trovava ad occupare settori di fronte del Medio Isonzo precisamente Plava, Zagora, Oslavia dove prese parte a molte azioni subendo numerose perdite.
Occasionalmente il 5 Giugno del 1916, il 128° reggimento fu messo a disposizione della 22^ Divisione  XI° Corpo d'Armata occupando le trincee nel settore di Peteano q.124 - Cima 1 e 2 del Monte San Michele.
Il giorno 29 Giugno 1916, viene colpito come gli altri reparti operanti in zona dall'attacco con i gas asfissianti da parte degli Austro-Ungarici con successivo attacco nemico. Questo causò per il 128° reggimento la morte di 68 uomini e numerosi feriti.Tra questi caduti risulta esserci anche il Sottotenente Marina Alberto.
Ho voluto ricordare in questo post questo reparto che la sorte lo porto per un breve periodo a far parte della Terza Armata (dal 5 Giugno al 5 Luglio 1916). In questo tempo lo vide anch'esso subire l'attacco dei gas il 29 Giugno. Molto poco è il ricordo e la menzione di questo reggimento nelle varie memorialistiche di quel giorno quasi dimenticato, tanto che non risulta quasi mai menzionato tra i reparti che presero parte alla battaglie del Monte San Michele fino alla sua conquista del 10 Agosto 1916.



Mappa dello schieramento alla vigilia dell'attacco con i gas del 29 Giugno 1916 con indicata la posizione del 128° reggimento.





martedì 12 febbraio 2019

S.Tenente SINISCALCHI Gennaro





18° fanteria Brigata Acqui


Nato a Forino il 31 Gennaio 1895
Morto a Begliano 14^ Sezione Sanità il 27 Marzo 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia 19° Gradone - Loculo 34983


 

 

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 

 Alla testa del suo plotone, mosse animosamente all'assalto delle posizioni nemiche. Ferito una prima volta, non ristette dall'incitare i soldati, finchè, nuovamente colpito serenamente spirava sul campo.
Selz, 27 Marzo 1916



Notizie Storiche:

Tratto dal Diario della Brigata Acqui:

27 Marzo 1916
Il Comandante di Brigata chiamato la 14^ Divisione ha avuto l'ordine di effettuare una piccola azione offensiva sulla fronte della Brigata allo scopo di distrarre  possibilmente l'attenzione nemica.
L'occasione pare al Generale Paolini opportuna per iniziare l'attuazione di una serie di piccole operazioni già da lui progettate. Scopo di queste operazioni era il possesso dell'altura culminante di q.70 appoggiata a Sud-Est alla mulattiera che conduce alle Fornaci del Lago Mucile a Nord-Ovest alla testata del valloncello di Selz. Le operazioni si sarebbero dovute succedere nel seguente ordine:
1) Occupazione della Trincea "Z" nel tratto  che si stende fra i due camminamenti che partono dalla trincea Maggiani denominati Alto e Corner. Con questa operazione oltre a risollevare lo spirito offensivo delle truppe, si sarebbe ottenuto il risultato di cacciare il nemico da una posizione per noi molto molesta, come quella che permetteva l'osservazione e continui fuochi di fucileria sul tratto della strada Selz-Doberdò, addossato alle Cave di Pietra.
2) Allargamento verso destra di questa prima occupazione per quanto fosse possibile in relazione alla sicurezza dell'ala destra.
3) Occupazione della trincea austriaca che difende la testata del Valloncello a Selz, dall'approccio N. 5 alla trincea "Z".
4) Occupazione della trincea austriaca a partire da quella occupata in proseguimento della "Z" fino al suo incrocio con la mulattiera delle Fornaci.
5) Rafforzamento dei due punti estremi  di questa nuova linea di occupazione per avvolgere q.70 occupandone, il suo versante N-E.
Presi accordi con il Comando di artiglieria per eseguire un'intensa azione di fuoco sul tratto di trincera dalle 13 alle 15.30, a tale ora il fuoco sarebbe stato allungato in modo da colpire truppe che venissero in rincalzo.
Il 18° Fanteria dette ordine di procedere all'occupazione del tratto di trincea lanciando alle ore 15.30 le proprie truppe contemporaneamente dal camminamento Alto e della trincea Maggiani sottostante a q.70, il 17° Fanteria in questo tempo avrebbe esplicato azione dimostrativa sul suo fonte.
La preparazione del fuoco di artiglieria si mostrò efficace; il II° e IV° battaglione (il II° battaglione era quello a cui apparteneva il Sottotenente SINISCALCHI), del 18° rispettivamente dal camminamento Alto e dalle pendici S.O. di q.70 si lanciarono all'attacco della trincea validamente sostenuta da lanciabombe e dalle loro sezioni mitragliatrici. L'ala destra (4° Batt.) riuscì a penetrare in un elemento della trincea nemica, mentre due plotoni occupando il camminamento Corner tentano di prolungare da quella parte l'occupazione. L'ala sinistra (II° batt) pur riuscendo a portarsi sotto la trincea e ad aprire due varchi nei reticolati mediante tubi esplosivi, fatto segno a vivissimo fuoco di fucileria e al lancio di bombe a mano non può raggiungere il suo obbiettivo ed è costretto a ripiegare, non abbandonando però il camminamento Alto. Alla sera la situazione era la seguente: 2 compagnie del IV° battaglione nel tratto di trincea occupata in comunicazione colla retrostante trincea Maggiani mediante un piccolo sentiero coperto dalla vista ; due plotoni del medesimo battaglione  occupano fortemente il camminamento Corner tentando di riunirsi alle due compagnie suddette. Il II° battaglione con 2 compagnie occupa il camminamento Alto spingendosi con la sua destra fin sotto la trincea nemica. La nuova linea veniva così a presentare due soluzioni di continuità che il Comandante di Brigata ordinò di eliminare ad ogni costo, effettuando il congiungimento dei vari elementi. A chiudere il varco fra il II° e il IV° battaglione furono tentate nuove e molteplici azioni da parte del II° battaglione che però il nemico riuscì sempre a respingere con violenti contrattacchi . A chiudere il varco fra le due compagnie del 4° e i due plotoni del Camminamento Corner fu lavorato tutta la notte riuscendo a prolungare il camminamento e la destra della nuova trincea; tali lavori furono proseguiti dal giorno seguente fino a raggiungere l'unione dei due elementi. Durante l'azione fu messo a disposizione il Battaglione del 17° (riserva Divisionale) che trovavasi a S. Canziano. Di questo 2 compagnie furono assegnate al 17° , 2 altre compagnie al 18° fanteria. In questa giornata furono presi 38 prigionieri dei quali 1 Cadetto.

Il Sottotenente SINISCALCHI morirà alle ore 24 alla 14^ Sezione Sanità di Begliano per ferita d'arma da fuoco al torace e alla coscia sinistra con frattura del femore. Verrà poi sepolto a Ronchi.

Mappa con indicata la linea Italiana e Austriaca e i camminamenti citati sopra durante l'azione del 27 Marzo 1916:


 Veduta verso le linee Austriache sopra il Valloncello di Selz:




Camminamento "Corner"



 La trincea "Z" a quota 70



Veduta verso le "Mucile" da Quota 70:





Camminamento Italiano sopra il Valloncello di Selz