In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

"Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi."

Vera Brittain



«Qui ci verranno dopo la guerra a fare la gita di ferragosto. E diranno: se c’ero io! Ci saranno i cartelli-rèclame e gli alberghi di lusso! Passeggiate di curiosità come ai musei di storia naturale; e raccatteranno le nostre ossa come portafortuna.»

Carlo Salsa



Ho visto il cremisi della sua bocca rotonda farsi più scuro mentre cadeva, Come un sole, nella sua ultima ora profonda; Ho guardato il magnifico ritrarsi dell’addio, Oscurarsi, a mezza luce, ad occhi stretti, E un ultimo splendore infiammare i cieli della sua guancia. E nei suoi occhi La luce delle stelle fredde, vecchie e desolate, Di cieli differenti.

Wilfred Owen

sabato 8 ottobre 2022

Tenente BUCCO Rodolfo

 


742^ Compagnia Mitraglieri FIAT
                                                                        

 
Nato a Saronno il 16 Giugno 1893
Morto a Monte Cavallo (Nimis) il 27 Ottobre 1917
Sepolto a Attimis  cimitero civile?


Decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare  

 

Comandante di una compagnia mitragliatrici, sotto intense raffiche di artiglieria, prendeva con calma energiche ed abili misure per arrestare una violenta irruzione del nemico , intervenendo efficacemente nell'azione e dando ai suoi soldati bell'esempio di coraggio e di valore.
Castagnevizza, 23-34 Maggio 1917
 
 
Note Storiche:
 
Ho voluto dedicare questo post al Tenente BUCCO per onorare i molti alpini che combatterono sul Carso, impiegati nella batterie  da montagna, oppure come nel caso del Tenente BUCCO nelle compagnie Mitraglieri, che verso la fine del 1916 si cominciò la  formazione di queste compagnie che successivamente venivano assegnate alle varie  Divisioni, Brigate, Reggimenti e Battaglioni. La 742^ del Tenente BUCCO fu formata nel mese di Aprile 1917 ed era formata da alpini provenienti da vari battaglioni. Nel mese di Maggio la compagnia fu assegnata alla 4^ Divisione , che operava sul Carso nel settore di Castagnevizza. La compagnia verrà impiegata nell'10^ Offensiva , che ebbe inizio il 23 Maggio. Nel corso della quale il Tenente BUCCO si guadagnò l'ennesima medaglia.

Ho voluto scegliere tra i tanti alpini che operarono sul fronte carsico, il Tenente BUCCO, seppur egli cadrà mesi avanti resistentdo da solo con un suo soldato con una mitragliatrice sul Monte Cavallo a Nimis in quel  ottobre 1917, durante la ritirata di Caporetto. L'ho scelto tra i tanti perchè egli fu un pluridecorato e una di queste medaglie se la guadagnò sul Carso con la 4 ^ Divisione che in quesi giorni era composta dalle Brigate Barletta e Bisagno, quest'ultima Brigata sarà quella dove la 742^ Compagnia mitraglieri nel Luglio verrà assegnata e che ne farà parte fino al Marzo 1918 per poi tornare tra gli alpini del Battaglione Stelvio.

 
Del Tenente BUCCO Rodolfo di seguito riporto  la sua biografia (autore Massimo. Peloia):
 
Dopo la licenza liceale al Manzoni di Milano, conseguita nel 1913, nel 1914 il giovane Rodolfo Bucco frequentò l’Istituto Tecnico Superiore di Milano per poi iscriversi al corso di ingegneria dell’Università di Pavia.
In quegli anni la sua famiglia risiedeva a Milano, in via Mario Pagano al n° 71.
Venne chiamato alle armi e inviato alla Scuola Allievi Ufficiali di Modena il 17.6.1915 in qualità di allievo ufficiale di complemento. Nominato il 17.9.1915 sottotenente degli alpini raggiunse a Tolmezzo il battaglione Val Maira, del 2° reggimento alpini, dove ricoprì l’incarico di comandante di una sezione mitragliatrici della 219ª compagnia. In questo periodo fu decorato due volte di Medaglia di Bronzo al V.M.:
Ai primi di giugno del 1916 il battaglione Val Maira (compagnie 217ª, 218ª e 219ª) venne inquadrato nel Gruppo Alpini Foza comandato dal Tenente Colonnello Pirio Stringa, con i battaglioni Monviso, M. Argentera, Morbegno e alla 27ª batteria da montagna. A questi reparti, trasferiti urgentemente dal fronte carnico, fu affidato il difficile compito di opporsi all’offensiva austro-ungarica nota come Strafexpedition, nel momento in cui si manifestò come una grave minaccia sull’Altopiano di Asiago; anche la celebre Brigata Sassari lasciò il Carso per congiungersi ai battaglioni alpini.
Dopo alcuni scontri iniziali avvenuti negli ultimi giorni di maggio, il Gruppo Stringa si dispose a difesa di M. Fior e M. Castelgomberto, le vette più alte dell’acrocoro delle Melette di Foza. Il 5 giugno l’11ª Brigata di fanteria imperiale (27° Reggimento di fanteria e 2° Reggimento di fanteria bosno-erzegovese) dopo un fortissimo bombardamento attaccò il fronte degli alpini con il battaglione Morbegno sulla quota centrale di M. Fior, il M. Argentera alla sinistra del Morbegno, il Val Maira con la 219ª compagnia (di cui faceva parte il Sottotenente Bucco) sulla quota più bassa del Fior, chiamata il “Torrione”, la 218ª tra il “Torrione” ed il M. Castelgomberto e la 217ª su M. Castelgomberto. A destra del Castelgomberto e fino al M. Tondarecar si trovava il battaglione Monviso, che risultò il reparto meno provato dalla battaglia perché in posizione più defilata durante gli scontri.
La battaglia fu molto violenta e al termine della giornata del 5 giugno nel Battaglione Val Maira rimasero feriti il comandante Maggiore Camillo Pasquali (che morì in seguito), il Tenente Giuseppe Brey Aiutante Maggiore del battaglione, nella 219ª compagnia il Sottotenente Rodolfo Bucco e gli Aspiranti Biancheri e Gallucci.
In questa occasione Rodolfo Bucco venne decorato di medaglia d’argento al V,M.
A causa delle ferite riportate, venne destinato nell’ottobre del 1916 a servizio presidiario presso il deposito del 2° reggimento alpini di Cuneo.
Ristabilito, tornò a maggio del 1917 in prima linea sul fronte del Carso, come comandante di una compagnia mitragliatrici, la 742ª FIAT. Qui meritò un'altra decorazione:
M. Bronzo tenente comp. mitragliatrici - Castagnevizza 23-24 maggio 1917
Nel mese di Luglio la sua compagnia passò alle dipendenze della Brigata Bisagno, con la quale seguirà gli eventi successivi alla rotta di Caporetto del 24 ottobre 1917.
 

 

Il diario della 4^ Divisione (USSME), non menziona la partecipazione della 742^ Compagnia Mitraglieri  nei giorni 23 e 24 Maggio 1917, ma dalla motivazione della medaglia di Bronzo, si può risalire a  quando gli austriaci contrattaccarono le truppe italiane che operarono con vari attacchi nel settore di Castagnevizza del Carso nel corso della decima battaglia dell'Isonzo: 

 

L'attacco italiano sul fronte carsico ebbe inizio alle ore 16.05 dopo ore di bombardamento da parte dell'artiglieria italiana cominciato all'alba, i reparti destinati all'attacco Brigate Bisagno e Barletta balzarono dalle loro posizioni davanti a Castagnevizza . I reparti posizionati in prima linea in attesa dell'assalto furono al mattino bersaglio del fuoco delle artiglierie imperiali, il quale causò gravi perdite ai battaglioni della Brigata Bisagno. La Brigata Bisagno aveva come fonte d'attacco la parte nord del paese di Castagnevizza destinato alla Brigata Barletta. La Bisagno doveva attaccare la denominata "Montagnola", che successivamente in onore ad un Ufficiale della Brigata Novara caduto anch'egli all'assalto nell’agosto successivo, verrà chiamata "Montagnola Scotti". La Brigata Bisagno incontra molte difficoltà nel tentativo di avanzare verso gli obbiettivi prefissati, sia per la percorribilità del terreno , e sia per il violentissimo tiro di sbarramento nemico, che causa perdite rilevanti soprattutto al III° Battaglione del 210° Fanteria. Mentre la Barletta riesce ad avanzare inizialmente nelle posizioni avversarie del paese ridotto ormai in macerie di Castagnevizza. Tanto che viene richiesto alla Brigata Bisagno di riprendere con energia l'azione contro le posizioni della "Montagnola" per non lasciare isolati i reparti della Barletta che sono riiusciti ad avanzare. Purtroppo i reparti di fianco alla Brigata non riescono ad avanzare, lasciando isolate le aliquote giunte fino all'interno del paese. Per questo motivo il Comando di Divisione invia rinforzi in modo da evitare che le truppe della Barletta rimaste isolate si trovino in una situazione critica con il rischio di dover perdere le posizioni conquistate. Per questo viene inviato il battaglione di riserva divisionale (II° del 210) e quasi sicuramente anche se non menzionata vi sarà compresa anche la 472^ Compagnia mitraglieri. Questo avviene verso la sera. Dove poi il 138° Fanteria che vi er riuscito a penetrare nelle linee nemiche, subisce un forte contrattacco austriaco con forse rilevanti sbucate da caverne e deve ripiegare a scaglioni al margine occidentale del paese, il 137° anch'esso contrattaccato, deve arrestare la sua destra sino a contatto con il 74° Fanteria, rimasto sempre fermo sulla linea dell'acquedotto ad ovest di quota 251. Quasi sicuramente stando ai fatti narrati, la compagnia mitraglieri del Tenente BUCCO è stata impiegata in questa occasione.
 
 

 Sull'Albo d'oro caduti il Tenente BUCCO che dopo la sua morte avvenuta nella giornata del 27 Ottobre 1917 verrà sepolto inizialmente nel cimitero di Subit. Il 4 Novembre 1921 per volontà dei genitori verrà traslato nel cimitero di Attimis (fonte dal libro "La Caduta del Monte Maggiore di Andrea Vazzaz)

Sull'Albo d'Oro caduti il Tenente BUCCO risulta apparetnere ancora al 2° Reggimento alpini e come luogo di morte riporta erroneamente la dicitura "caduto in Val Padola" .

 


Mappa con la dislocazione dei reparti della 4^ Divisione il 14 Maggio 1917 (dal libro "Un professore al Fronte" ed. Gaspari Editore):
 

 
La "Montagnola":


Il paese di Castagnevizza del Carso :



 Ringrazio Massimo Peloia per la foto e la biografia del Tenente BUCCO .

venerdì 23 settembre 2022

Soldato IACHININOTO Saverio


 

     75° Reggimento Fanteria Brigata Napoli


Nato a Modica il 19 Novembre 1892
Morto a Poggio delle Quercie a Monfalcone il 14 Giugno 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia come IACHINOTO Severino Gradone  10, loculo 19288 
 
 
 

 

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare

Volontariamente e con grande ardimento, benchè altri che lo avevano preceduto fossero stati tutti atterrati, si slanciava avanti per aprire un varco nelle difese di una trincea nemica. Ferito, continuava ancora ad avanzare, incitando i compagni, finchè una seconda pallottola lo colpiva a morte, esempio di mirabile coraggio e di alto sentimento del dovere.
Poggio delle Quercie, 14 Giugno 1916

Note Storiche:
 
Il giorno del 14 Giugno 1916, nel settore occupato dalla 14^ Divisione era stata comandata un azione che prevedeva la rinconquista  dei trinceramenti di q. 93 e 108,  perduti nell'attacco austriaco del Maggio precedente. Per questa operazione che doveva  iniziare alle ore 20  furono incaricati 5 battaglioni della Brigata Napoli, 1 battaglione della Brigata Cremona e 3 compagnie del Genio. L'azione consisteva inizialmente valendosi di cariche esplosive di gelatina per far saltare la paratie divisorie delle trincee in comune con l'avversario e avanzando nei medesimi con i lanciafiamme , bombe a mano etc.
Nello stesso tempo dalla gola del tamburo (q.108) e dell'antica trincea dei Granatieri e del camminamento , 4 plotoni già designati muniti di bombe a mano e baionetta col fucile ad armacollo, si precipiteranno nei trinceramenti vicini già designati occupandoli quasi contemporaneamente.
Le truppe occupanti i trinceramenti che fronteggiano q. 85 faranno azioni dimostrative di fuoco per impedire che i rincalzi accorrano nel terreno contrastato.
La Brigata Napoli, dispone di larghe dotazioni di gelatina, bombe a mano e lancia torpedini che potrà adoperare per far saltare alcuni tratti di reticolato che si volessero distruggere per eseguire l'impresa.
La Brigata Napoli con tre colonne (seguita ciascuna da una compagnia Genio con materiale, partenti dala Lunetta del Palo Telegrafico, dal Poggio delle Quercie e dai trinceramenti conquistati di q. 93 e q. 108, muoveranno rispettivamente su q. 85 verso Selletta e su q. 121 protette dal fuoco d'interdizione e munite dei materiali neccesari per allargare le brecce e distruggere i reticolati.
Queste erano le direttiva emenate dal Comando della 14^ Divisione (Comandante Generale CHINOTTO)  il giorno 13 Giugno 1916, vediamo ora come si svolse  l'azione descritta dal diario storico della 14^ Divisione :
- Alle ore  20 precise, su tutta la fronte , viene iniziata contemporaneamente e di sorpresa l'azione.
La Brigata Napoli intessata all'azione nel 2° sottosettore: fronte q. 98- (esclusa) Mandria Seconda (esclusa) si svolge un brillamento di mine in precedenza collocate negli sbarramenti dell'avversario; un fuoco intenso di fucileria , lancio di bombe a mano, torpedini e spezzoni Bettica interessa di subito il settore di competenza, appoggiato con un'azione violenta di fuco di sbarramento da parte dell'artiglieria  di tutti i calibri, sia per impedire alle truppe nemiche attaccate di ritirarsi, sia per arrestare l'arrivo dei rincanzi. Pochi minuti dopo , le fanterie si lanciarono vigorosamente all'atacco. Reparti del 76° Fanteria avanzano, ostacolati seriamente dal nemico, a Sud e Nord del Tamburo . In quest'ultima parte la resistenza è maggiormente accanita. Alle 21.20 il Tamburo è quasi totalmente occupato, meno che per un lieve tratto della sua parte centrale. Contemporaneamente reparti 75° Fanteria a Sud occuparono la Croce ed una parte del camminamento 5.
L'azione contro la trincea Barreca trova accanita resistenza nell'avversario, che ha messo in azione parecchie mitragliatrici. In seguito ad eroismi individuali e collettivi verso le ore 22, reparti del 76° Fanteria, riescono ad impossessarsi del lato Nord di essa, ed aleore 22.30 altre del 75° ad occupare il tratto fra i camminamenti A eB. Alle ore 24 è conquistata tutta la Barreca e con essa i camminementi 5 - 6 e 7 e la Parallela.
Per parte della Brigata furono impiegati 5 battaglioni dei quali però il I/75° ed il III/76° ebbero azione di viglianza e dimostrativa, e solo in parte intervennero nel combattimento Il II/76° è rimasto nelle sue posizioni di Ponte Carducci quale riserva divisionale. Presero parte all'azione le compagnie del VII° Battaglione Genio 7^ - 14^ - 36^ e 66^ e quelle di zappatori divisionali. 
L'operazione ha fruttato 456 prigionieri, 7 mitragliatrici, 3 bombarde, 2 apparati telefonici, circa 600 fucili numerose casse di cartucce, ed altri materiali.
Le perdite ufficiali dichiarate a livello Divisionali furono le seguenti:
Ufficiali : uccisi 6 - feriti 14
Truppa   : uccisi 55 - feriti 455

Il soldato IACHININOTO apparteneva alla 7^ Compagnia del II° Battaglione del 75° fanteria che operò nel settore della q. 93. Egli fu colpito mortalmente alla fronte da una pallottla di fucile alle 22. Fu poi sepolto a Monfalcone presso il cimitero denominato succussivamente "Toti"



Mappa con la dislocazione dei reparti il 14 Giugno 1916, prima dell'azione:




Mappa con le zone interessate dell'azione della Brigata Napoli, con il "Poggio delle Quercie" dove trovò la morte il soldato IACHININOTO:

 
La via di Modica dedicata al Soldato IACHININOTO con l'errata dicitura del suo cognome:
 

 
Ringrazio per questo post l'amico Fabrizio Corso

martedì 6 settembre 2022

Tenente GARAU Efisio


8° Reggimento Artiglieria da Fortezza
 
Nato a Cagliari il 3 Ottobre 1889
Morto a Moraro il 18 Luglio 1915
Sepolto a -------- 


Note Storiche:

La 65^ batteria del Tenente Garau , era schierata nel giorno dell'inizio della II^ Battaglia dell'Isonzo a Moraro , e aveva come obbiettivi da battere le posizioni S.O. del M.San Michele. In quella posizione si trovavano schierate due batterie da cannoni 149G. La posizione distava parecchi chilometri lontano dalle prime linee,nel settore dell'XI° Corpo d'Armata,  tanto da far credere di avere una posizione protetta dai tiri d'artiglieria austriaca. Ma non fu così, alcuni tiri  di controbatteria cominciarono ad arrivare sempre più vicini ai pezzi. Lo racconterà in modo specifico quello che si verificò quel giorno l'Artigliere Giuseppe RONDONI:
" Si diceva fin dal 14 che il giorno 17 avebbe dovuto esserci una grande azione d'artiglieria, invece non fu il 17 ma il 18 giorno di festa. Alle 3 fu fatta festa,e dopo tutto pronto, verso le 5 si incominciò il fuoco, e si tirò un immensità di colpi fino alle 5 della sera. Già dalle 11 il nemico aveva cominciato a risponderci, ma con colpi poco aggiustati, e noi eravamo tutti contenti nella convinzione che non avrebbe ritrovati perchè avevamo spostato la batteria di qualche centinaia di metri a destra. Alle 3 però quei colpi che alla mattina erano alquanto distanti dalla batteria incominciarono ad avvicinarsi. IO stavo alla seconda sezione che distava dalla prima di 2 o 300 metri, ed i colpi cascavano in prossimità delle prima un pò più indietro, anzi, uno di essi andò a cascare in paese facendo crollare un'altra casa.
Avevamo contato già 9 colpi, e si diceva che non ne avrebbero tirati più, perchè si sa che con quel 305 tirano nove o dieci colpi, ma non si sapeva cosa succedeva della prima sezione. Effettivamente fino a quel nono colpo nemmeno loro potevano lagnarsi perchè soltanto due o tre gliene erano cascati vicino facendogli nessun male, ma era il decimo che avrebbe dovuto fare il disastro. Infatti noi si sentearrivarne un altro e scoppiare sempre indietro, ed eravamo convinti che anche quello non avesse fatto nulla di male, ma purtroppo non doveva essere così. Intanto  che si seguitava a far fuoco a voltà, arriva tutto trafelato un servente, l'unico superstite del primo pezzo gridando: li hanno ammazzato tutti i sreventi, ed anche il tenente!
E' da immaginare quale impressione ci fece quella brutta nuova capitataci così improvvisamente, mentre noi eravamo quasi in piena allegria per l'insuccesso del tiro nemico. era proprio vero che avevano ammazzato tutti i serventi. Soltanto quello lì si era salvato perchè invece di corerre in trincea si era riparato sotto il cannone. la granata era andata a colpire proprio sopra alla trincea dove tutti correvano a ripararsi quando la sentivano ad arrivare, e fece di quella trincea che era piena di dodici giovani pieni di vigore e forza, una fossa di carne umana senza più alcuna forma. Mi basterà ricordare che nessuno di quei dodici fu possibile riconoscere.

I nominativi degli altri 11 soldati caduti con il Tenente GARAU:

Soldato GALANTI Giuseppe
Nato a Granarolo dell'Emilia il 14 agosto 1894

Soldato LONARDONI Giuseppe
Nato a Mizzole il 12 Aprile 1895

Caporal Maggiore MARCHESELLI Vittorio
Nato a Castelfranco Emilia l'8 Aprile 1889

Soldato MARTINELLI Paolo
Nato a Castelfranco Emilia il 7 Febbraio 1888

Soldato MEDICI Armando 
Nato a Molinella il 22 Agosto 1891

Soldato MURARO Luigi
Nato a Monteforte d'Alpone il 3 Luglio 1895

Soldato PARENTI Luigi
Nato a Santa Croce Sull'Arno il 21 Giugno 1894

Soldato PEZZO Emilio 
Nato a Bosco Chiesanuova il 4 Maggio 1895

Soldato ROSATI Elindo
Nato a Castelfranco di Sotto il 3 Aprile 1895

Soldato SANNIPOLI Giuseppe
Nato a Gubbio il 29 Marzo 1891

Soldato SIGNORI Angiolo
Nato a Montale il 30 Agosto 1891

 

Mappa con la dislocazioni delle batterie nel settore del XI° Corpo d'Armata:

 


 
Ringrazio per l'aiuto per questo post l'amico Francesco Pierantoni


 

venerdì 2 settembre 2022

Carabiniere BISELLI Paride

 

Legione CC.RR di Roma 6^ Compagnia

 

Nato a Villanova sull'Arda il 10 Ottobre 1895
Morto sul Monte San Michele il 15 Maggio 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia  2° gradone , loculo 4185 
 
 

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare

Carabiniere addetto al Comando di un reggimento, durante un giorno intero di violento tiro di artiglieria nemica, prestava opera efficace per far giungere munizioni sulla linea del fuoco, e , sprezzante del pericolo, continuava il suo servizio sebbene leggermente ferito, finchè rimase ucciso dallo scoppio di un vicino deposito di munizioni, causato da una granata nemica.
Monte San Michele , 15 Maggio 1916
 
 
Il loculo al Sacrario di Redipuglia 
 

 

Note Storiche:

Il carabiniere BISELLI apparteneva alla 6^ Compagnia Carabineri che nel Maggio 1916 la vedeva in forza all'XI° Corpo d. Armata e si trovava a Sagrado. BISELLI fu assegnato al Comando del 131° reggimento Brigata Lazio. La Brigata dopo un turno di riposo il 24 Aprile ritornò in prima linea con laa 29^ Divisione che occupava il settore dall'Isonzo a Cima 2. Il Comando del 131° Reggimento si trovava presso i Ricoveri "Tivoli" . A metà di Maggio 1916 vide un'intensa attività di mine da parte italiana verso le posizioni austriache nel settore di San Martino del Carso. Il 15 Maggio alle prime ore del mattino vide un forte attacco austriaco compiersi nella zona di Monfalcone di competenza del VII° C.A.. Di conseguenza vi fu un violentò tiro di artiglieria austriaca che interessò tutte le zone del Carso occupate dalle truppe italiane. Lo stesso vide interessare  anche il settore del Monte San Michele, dove vi furono anche diversi attacchi di reparti di fanteria imperiale uno dei quali interessò la Quota 124 settore della  29^ Divisione il quale fu  brillantemente respinto dai bersaglieri del 61° battaglione del 14° Reggimento a costo di diverse perdite. Molto probabile che in questo attacco e durante il tiro austriaco di artiglieria che perversò per l'intera giornata del 15 Maggio, il Carabiniere BISELLI fu colpito a morte, impegnato come descritto dalla motivazione della medaglia d'argento, prestando  l'opera per far giungere munizioni verso la prima linea dove si stava svolgendo la difesa dagli attacchi austriaci. Il BISELLI fu  investito da uno scoppio di granata che colpì il deposito di  munizioni che probabilmente si trovava  nella zona  dei Ricoveri "Tivoli" dove era ubicato  anche il Comando del 131° Reggimento e  un battaglione di tal reparto.

Al Carabiniere BISELLI fu intitolata la Caserma Carabinieri di Piacenza sede dell'attuale Comando Provinciale. In essa fu ubicata una stele a ricordo in suo onore.

 


 

Mappa con indicata la posizione dei Ricoveri "Tivoli":

 


 

Per la foto del Carabiniere BISELLI ringrazio l'amica Silvia MUSI