In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

"Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi."

Vera Brittain



«Qui ci verranno dopo la guerra a fare la gita di ferragosto. E diranno: se c’ero io! Ci saranno i cartelli-rèclame e gli alberghi di lusso! Passeggiate di curiosità come ai musei di storia naturale; e raccatteranno le nostre ossa come portafortuna.»

Carlo Salsa



Ho visto il cremisi della sua bocca rotonda farsi più scuro mentre cadeva, Come un sole, nella sua ultima ora profonda; Ho guardato il magnifico ritrarsi dell’addio, Oscurarsi, a mezza luce, ad occhi stretti, E un ultimo splendore infiammare i cieli della sua guancia. E nei suoi occhi La luce delle stelle fredde, vecchie e desolate, Di cieli differenti.

Wilfred Owen

martedì 15 marzo 2016

Soldato Volontario di Guerra NOFERI Annibale




123° Fanteria Brigata Chieti

Nato a Fiume il 30 Luglio 1895
Morto nella 31^ Sez. Sanità a Cassegliano per ferite di combattimento il 12 Novembre 1915
Sepolto al Sacrario di Redipuglia 14° Gradone - Loculo 26235




 

 

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 

Volontario irredento, tentava più volte di avvicinarsi alle trincee nemiche per lanciarvi bombe. Ferito, ripeteva il tentativo, finchè colpito da quattro proiettili, cadeva inneggiando all'Italia. Si era segnalato antecedente in vari tentativi per il taglio dei reticolati . Morto in seguito a ferite.
Altopiano carsico, 11 Novembre 1915


Note Storiche:

Il 123° Fanteria Brigata Chieti nel Novembre 1915, si trovava con la Brigata Chieti nella zona tra le Alture di Polazzo e quota 118 del Monte Sei Busi, precisamente nel settore della Trincea ai Monticelli Rossi e Trincea "Y", Siamo nel IV^ battaglia dell'Isonzo.
Il giorno 11 Novembre il diario della Brigata scrive: si ripete l'azione offensiva contro gli stessi obbiettivi di ieri.
Vediamo cosa avvenne nel giorno 10 Novembre:
Durante la notte a brevi intervalli è caduta la pioggia rendendo il terreno poco praticabile. In base all'ordine nr. 36 della Divisione ( la 31^). Il Comando di Brigata emana l'ordine n. 4, che dice:

- A seguito delle comunicazioni verbali fatte oggi, confermo che domani 10 Novembre, Il Corpo D'armata (XIII°) deve riprendere l'offensiva.
Compito: conquista dei trinceramenti che lo fronteggiano assecondando l'azione di sinistra decisamente gli sforzi dell'IX° Corpo d'Armata.
In conseguenza importa soprattutto che il XIII° C.A. nello sviluppo del suo attacco accentui la sua avanzata per la sinistra, convergendo in certo qual modo verso destra, dove i vantaggi ottenuti nei giorni scorsi ci hanno già permesso di affermarsi saldamente. Sulla nostra destra la 23^ Divisione cercherà a sua volta di avanzare per prender sicuro contatto con XIII° Corpo sul Monte Sei Busi. 
Le Brigate potranno richiedere a questo Comando i mezzi accessori per l'azione di trincea che loro occorressero oltre a quelli di cui già sono provvedute ( bombe-tubi per gelatina-ganci a ronciglia da reticolati, razzi ecc.)........
Il Tenente generale Comandante dell Divisione 
Annibale Gastaldello.

Torniamo alla descrizione del diario:
Alle ore 7 e mezzo la batteria Magnaghi del gruppo Barusso, O. P. C. apre il fuoco sulla trincea Y e quella dei Sassi Rossi. I tiri di questa batteria appare buono.
Alle ore 11 il 124° con una prima ondata, inizia brillantemente la sua avanzata, con pattuglie lanciabombe e tagliafili.
Le batterie del 35° e del 43° a disposizione della Brigata eseguiscono un buon tiro d'interdizione.
Alle ore 11.20 le nostre fanterie che si avanzano sono prese d'infilata da tiratori nemici appostati nella trincea a Y, e colpite da shrapnells nemici.
Alle ore 11.40 cade una pioggia scrosciante la quale produce una stasi dell'avanzata.
Il III/123° che alle ore 11 ha cominciato la sua avanzata, trovandosi anch'esso preso da tiri d'infilata di mitragliatrice e fucileria nemica subisce sensibili perdite fra cui cinque ufficiali, e si trova costretto a ripararsi nelle anfrattuosità del terreno e con sacchi a terra.
Alle ore 12.30 essendo un poco cessata la pioggia il I/124° ritenta l'avanzata, ma il fuoco di fucileria dalla trincea a Y continua a battere i reparti che avanzano.
Alle ore 14 la batteria Magnaghi, fa una decina di colpi sulla estremità orientale della trincea Y; il tiro ben aggiustato rompe la trincea, ma rimane sempre intatto il tratto più vicino alle nostre linee e quindi la resistenza austriaca continua molto efficace contro i reparti che avanzano.
Il IIII/123° non potendo più avanzare oltre lo scoperto cerca di proteggersi aiutandosi con i sacchi  a terra e lavori di scavo; l'avanzata è minima nonostante che il III° battaglione sia stato rinforzato con un'altra compagnia. Il I/124° anch'egli rinforzato da un'altra compagnia non riesce ad entrare nel tratto orientale della trincea a Y dove gli austriaci oppongono forte resistenza con fucileria e bombe.
 una nuova avanzata. L'azione ha una ripresa vivissima con fuoco molto violenti di fucileria e di shrapnells sui nostri reparti che avanzano, e tiro di granate sulle nostre seconde linee.
L'oscurità viene a porre termine a questa ripresa d'azione, la quale non ha modificato la situazione precedente. Il I/124°  ha preso qualcuno dei primi elementi della trincea a Y facendo retrocedere i difensori e vi si sta rafforzando. Alla sua sinistra il III/123° ha guadagnato poche decine di metri in avanti terreno che verrà conservato rafforzandolo, nonostante che la truppa sia esausta, specialmente a causa delle intemperie della giornata.
Pioggia quasi tutta la giornata con violento temporale alla sera - Temperatura di 10 gradi
le perdite della Brigata furono: Ufficiali feriti 11 dispersi 1,truppa morti 76 feriti 261 e dispersi 61.
Il giorno 11 come detti all'inizio, si riprese l'offensiva, con gli stesi obbiettivi del giorno precedente.
Le batterie di artiglieria eseguirono un fuoco con la stessa modalità del giorno prima fino alle ore 12 contro gli obbiettivi delle trincee dei sassi rossi e Y.
A tale ora mentre all'estrema sinistra del fronte il I/123° tiene impegnato il nemico col fuoco, il I/124° si  lancia arditamente in avanti e riesce colle ondate fornite dalla prima compagnia ad intaccare la resistenza nemica sull'estremità occidentale della trincea a Y, ma è poco dopo arrestata nella sua avanzata dal fuoco d'infilata e dal lancio di bombe a mano, cui si rispose con bombe-
Il III/123° tenta esso pure di avanzare contro la trincea dei sassi rossi, ma fatto segno di intenso fuoco di artiglieria e fucileria specie sulla sua destra, è costretto ad arrestarsi dopo aver guadagnato una ventina di metri. Riprende più tardi con nuove ondate l'avanzata ma non riesce a progredire.
Alle ore 15 il Comandante il reggimento, visto che gli eroici sforzi s'infrangono contro l'ostinata e munita difesa nemica, da alle truppe l'ordine di attenersi all'avanzata metodica, rafforzandosi sui punti raggiunti, in attesa che si presenti l'occasione  favorevole per ritentare un balzo in avanti.
Alle ore 16,50 al Comando di reggimento viene  comunicato dal Comando del I* battaglione (capitano Spalazzi) che la 1^ compagnia ha potuto con poche forze occupare la dolina di fianco alla trincea Y, e conseguentemente secondo quanto con strano errore credette il Capitano Spalazzi anche la trincea Y che immette in detta dolina.
Il Comandante il reggimento, dopo averne avuta conferma personale dal predetto Capitano e senza avere avuto la possibilità di controllarla, si affrettò a dare a questo Comando comunicazione (alle ore 19) che la trincea Y era in nostro possesso, mentre dava ordine al battaglione di rafforzarvi.
nel mattino seguente si potè constatare che effettivamente non era stata occupata di tale trincea di un secondo tratto oltre a quello già in nostro possesso.
Le perdite subite nella giornata dalle truppe operanti ascesero a 250 uomini di truppa fra uccisi, feriti e dispersi più 1 ufficiale ucciso 1 disperso e 6 feriti.

(fonte AUSSME)




Guglielmo Noferi, nato a Fiume nel 1890. Impiegato in un'azienda di caffè al Brasile, s'imbarcava per l'Italia dove si arruolava volontario nell'esercito e chiedeva di essere mandato al fronte. Fu assegnato al 123° reggimento fanteria. Lo conobbi a Sacileto, e non si volle staccare da me ch'ero suo ufficiale. [...] Nell'ottobre e nel novembre 1915 alla trincea dei Sassi Rossi, guazzò nel fango per orribili giornate di pioggia fredda e maledetta e sostenne ogni privazione. [...] Il 10 novembre 1915 usciva all'assalto. Me lo presentarono spirante, trapassato da quattro fucilate ai fianchi, al petto, alle gambe, tenuto appeso per le ascelle come un animale macellato, con quella sua carne livida e nuda attraverso il suo vestito di fango. Siccome si preparava a morire, si raccomandò che non lo si proponesse per nessuna decorazione, giacché la sua famiglia era a Fiume, e doveva essere al riparo da ogni vendetta del nemico. [...] Spirò nei camminamenti tra il fango e le cannonate.

C. Alvaro, Vite parallele di eroi

L'autore Corrado Alvaro pur cambiando il nome e l'anno di nascita si riferisce ad Annibale Noferi.

Noferi Annibale apparteneva all'11^ Compagnia del 123° Fanteria, la sua morte fu causata da arma da fuoco che lo colpì nella cavità addominale. Venne oi sepolto nel cimitero di San Pier d'Isonzo

 



Mappa con schieramento 10 Novembre 1915, XIII° Corpo d'Armata (fonte AUSSME) 


Mappa con indicate le trincee Monticelli Rossi, Sassi Rossi e "Y" (Fonte AUSSME):



 
Ringrazio Silvia Musi  per la foto di Noferi Annibale










venerdì 11 marzo 2016

Sergente MAZZARELLO Giacomo





112° Fanteria Brigata Piacenza

Nato a Serravalle di Scrivia il 30 Giugno 1892
Morto sul Monte San Michele il 1 Novembre 1915
Sepolto al Sacrario di Redipuglia


Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 

Durante il combattimento, sotto l'intenso fuoco di fucileria e di artiglieria avverserarie, raccolti soldati dispersi, ne tenne con mitrabile tenacia e coraggio, il comando, fronteggiando, con essi, il nemico che contrattaccava vigorosamente.
Monte San Michele, 21 Ottobre 1915



Note Storiche:

Nel corso della III^ battaglia dell'Isonzo la Brigata Piacenza apparteneva alla 30^ Divisione fronteggiando il Monte San  Michele. 
Il giorno 1 Novembre alle ore 9,30 pervenne l'ordine d'operazione n. 48, che comunicava che tutte le truppe procedano all'attacco delle posizioni nemiche. Dopo il tiro di preparazione dell'artiglieria alle ore 12 le fanterie dovranno procedere all'attacco. La brigata Piacenza alla sua ala destra (112°) date le difese avversarie terrà un contegno aggressivo ma dimostrativo, alla sua ala sinistra (111°) cercherà di profittare di qualsiasi avanzata della brigata Regina verso le Cime 1 e 2.
Ore 12, le truppe sono pronte per l'attacco, l'ala sinistra del 111° si sposta in avanti, ed è il massimo sforzo consentito perché i reparti vicini 85° e 86° fanteria (Brigata Verona) non riescono a raggiungerlo ed il 111° deve arrestarsi.
il 112° inizia l'azione dimostrativa è pronto per l'attacco - le truppe laterali però non avanzano e così per non trovarsi i fianchi esposti e staccati dal rimanente della linea di operazioni è costretto a rimanere fermo nei propri trinceramenti bersagliati dall'artiglieria e fucileria nemica che si attirò addosso.


Schizzo del 111° Fanteria in data 21 Ottobre 1915, giorno in cui Mazzarello prese la Medaglia d'argento per l'azione sul  Monte San Michele indicando gli attacchi dei due reggimenti a Cima 3 e Cima 4:




giovedì 18 febbraio 2016

Sergente CORNEO Luigi







73° Fanteria Brigata Lombardia

Nato a Paderno d'Adda il 26 Settembre 1893
Morto a quota 263 il 16 Agosto 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia


 

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 

Rimasto ucciso il comandante* della sezione mitragliatrici, ne assunse il comando concorrendo, con magnifico slancio, coraggio e intrepidezza, alla contrastata avanzata verso quota 263, finché cadde colpito in pieno da una granata avversaria.
Nad Logem, 16 Agosto 1916 



Note Storiche:

Il 73° fanteria unitamente al 74° componeva la Brigata Lombardia che nel corso della VI^ battaglia dell'Isonzo formava con i Granatieri di Sardegna la 23^ Divisione. Il giorno 16 Agosto la Brigata Lombardia che si trovava nel settore del Nad Logem conquistato   il 12 agosto dopo due giorni di combattimento. Nei giorni successivi alla conquista cominciarono i primi affondi contro il nuovo settore difensivo racchiuso tra le pendici settentrionali del Nad Logem, quote 265, 263 e Lokvica ma senza esito. Nonostante i ripetuti tentati della Brigata Lombardia per allontanare il nemico dal colle di San Grado di Merna, le trincee italiane provenienti dal Nod Logem dovettero attestarsi poco a est delle case di Pri Grabci. La nuova linea nemica, che dal Vipacco, nei pressi di Pri Stanti, risaliva la quota 213, per agganciarsi al sistema trincerato di quota 263 appariva tutt'altro che debole e sguarnita. 
Dopo continui e ripetuti attacchi nel settore la Brigata Lombardia venne messa il giorno 16 agosto di riserva tranne il III° battaglione del 73° che doveva restare in prima linea con il compito di  proteggere il movimento.

Alcuni passaggi sono tratti dal "Il Carso Dimenticato- Le Spallate di Autunno" di Persegati-Juren-Pizzamus


*Il Comandante citato nella motivazione della Medaglia d'Argento del Sergente Corneo trattasi della Medaglia d'Oro S.Tenente Xidias Tipaldo Spiro,  Irredento da Trieste, morto il 14 Agosto 1916.




Mappa della zona dove cadde Corneo con indicata la quota 263:



Resti della tomba della prima sepoltura nel cimitero di Gabria n. 3 “Capitano Plicato" del  Sergente Corneo, ora scomparsa:




Ringrazio per la foto Marco Mantini e MItja Juren





mercoledì 3 febbraio 2016

Caporale BERTOLDO Antonio







2° Reggimento Genio 140^ Compagnia Zappatori


Nato a Mira (Ve) il 7 Novembre 1889
Morto sul Monte San Michele il 12 Maggio 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia




Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 


Pur sapendo di andare incontro a grave pericolo, guidava precedendolo, un reparto di fanteria attraverso una galleria tuttora invasa dai gas per l'esplosione di una mina, allo scopo di precluderne il passo all'avversario, trovando in essa la morte.
Costone Viola, 12 Maggio 1916



Note Storiche:

la 140^ Compagnia Zappatori-Minatori, era in forza alla 29^ Divisione XI° Corpo d'Armata, ed era adibita ai lavori di gallerie per approcci nella zona Costone Viola.
*Il giorno 12 Maggio 1916 furono fatte esplodere due mine nella zona di Quota 124 dopo le che il Comando della 29^ Divisione ne aveva sollecitato il giorno precedente al Comando di Corpo d'Armata. Dopo il brillamento che avvenne all'alba, una compagnia della Brigata Perugia avanzò nella terra di nessuno per attestarsi nell'area del cratere e sistemarla a difesa sfidando una vivace reazione che secondo quanto riferisce il diario storico del C.A. , si concettizzò non solo con il fuoco dei fucili e delle mitragliatrici ma anche con il lancio di alcuni ordigni caricati a gas
* Tratto dal libro "la Guerra di Mine" di Basilio di Martino.



mappa della zona del Costone Viola ben visbili gli approcci di Quota 124










mercoledì 6 gennaio 2016

Soldato VALASTRO Rosario






515^ Compagnia Mitraglieri del  154° Fanteria Brigata Novara



Nato a Calatabiano (CT) il 25 Febbraio 1893
Morto a Castagnevizza del Carso il 19 Agosto 1917
Sepolto nel Sacrario di Redipuglia


Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 


Porta-mitragliatrici, rimasto gravemente ferito, con ammirabile fermezza, sopportava il dolore straziante, dicendosi lieto che il proiettile nemico avesse risparmiata la sua arma ed incitando i compagni a combattere.
Castagnevizza, 19 Agosto 1917



Note Storiche:

Nall'agosto del 1917 durante la XI^ battaglia dell'Isonzo, la 515^ compagnia mitragliatrici, apparteneva al 154° fanteria Brigata Novara che unitamente alla III^ Brigata Bersaglieri formava la 4^ divisione, che si trovava sul fronte di Castagnevizza.


Tratto dal diario storico della 4^ divisione (Ussme):

19 Agosto 1917
Tempo bello,
durante la notte è continuato intenso il nostro tiro di interdizione e di disturbo provocando una reazione nemica sulle nostre prime linee colpite anche con proiettili a gas lacrimogeni.
I danni sofferti dalle nostre truppe non sono però rilevanti e lo spirito di esse si mantiene alto ed aggressivo.
Alle ore 5 l'artiglieria da campagna intensifica ancora il tiro ed entrano in azione anche i medi calibri nell'intento di ottenere che le truppe nemiche si rifugino in caverna per sottrarsi alle nostre molestie; anche le bombarde eseguiscono una ripresa di tiro allo scopo di indurre il nemico nella convinzione che si riprenda il tiro di distruzione e che il nostro attacco non sia imminente.
Alle ore 5.33 le fanteria scattano all'attacco, il violentissimo tiro dell'artiglieria nemica e le intense raffiche di mitragliatrici ci confermano che le nostre truppe balzate fuori dalle trincee avanzano, se ne hanno  dagli osservatori le prime notizie che le cattive condizioni di visibilità prodotte dal fumo consentono di raccogliere al primo momento; se ne trae occasione per raccomandare ancora tutte le ondate siano spinte contemporaneamente  avanti pronte a rincalzare le prime, nella naturale supposizione che queste per le perdite cui vanno incontro non avranno forza sufficiente per tenere le posizioni raggiunte.
Con un solo sbalzo il I° battaglione del 154° ha brillantemente conquistato la Montagnola, sostenuto a sinistra dal I° battaglione del 153° il quale, abbenchè ostacolato nella sua avanzata per aver trovato intatti i reticolati nemici, preme fortemente sull'avversario, a rincalzo di questi due battaglioni segue il II° battaglione del 154° fanteria. Il Comando della Brigata Novara annunzia i primi prigionieri (circa un centinaio tra cui sette ufficiali).
La Brigata Bersaglieri uscita anch'essa con slancio ha conquistato tutta la prima trincea nemica catturando qualche prigioniero.
Le truppe della divisione sono costrette a sostare brevemente sulle posizioni raggiunte in attesa di poter riprendere l'avanzata; ma la forzata sosta è assai penosa per le truppe stesse che rimangono esposte a tutte le offese nemiche il 66° battaglione Bersaglieri ne è più provato degli altri fra le macerie di Castagnevizza.
Frattanto le perdite causateci dal fuoco nemico aumentano sensibilmente e compromettono i risultati conseguiti.
Il 66° battaglione Bersaglieri intanto fatto segno tra le macerie di Castagnevizza a tutte le offese nemiche si riduce tanto di forza che ne ha scosso la sua compagine e , contrattaccato violentemente, è costretto a ripiegare sulle trincee di partenza.
Si rappresenta allora l'assoluta necessità che tale battaglione rioccupi le posizioni già raggiunte e la si invita a provvedere in tal senso.
Tale ripiegamento però consente al nemico di concentrare le sue offese sul 64° battaglione Bersaglieri e sul I° battaglione del 154° Fanteria fra i quali in seguito all'avanzata compiuta è venuto anche a formarsi un leggero distacco, essi minacciati da un contrattacco nemico e continuamente assottigliati di forza, alle ore 9 sono costretti ad arretrare di alquanto. Si ordina allora l'immediato spostamento del III° battaglione del 154° fanteria (riserva Divisionale) dalla linee della quote della dolina Lecce  Bassa e lo si mette a disposizione del Comandante del 154° fanteria per ristabilire il contatto perduto; in pari tempo si chiede ed ottiene dal Comando di Corpo d'Armata l'autorizzazione ad impiegare il 69° battaglione Bersaglieri per ristabilire la situazione della Brigata Bersaglieri.
La situazione tende quindi a ristabilirsi per l'energia dei Bersaglieri che vale a ricostruire in breve tempo la loro linea e per il fermo contegno del I° battaglione del 154° fanteria.
Giunge nel frattempo avviso che la 21^ Divisione, operando di concerto colla 58^ Divisione, alle ore 13,30 ritenterà l'attacco di quota 363, di conseguenza si dispone che le truppe dipendenti approfittino dell'azione della Divisione laterale per ratificare in avanti la linea raggiunta in modo di assicurare  il completo possesso della Montagnola. e del margine occidentale del paese di Castagnevizza. Non si ritiene possibile per il momento proseguire sugli obbiettivi assegnati alla Divisione per il fatto che il Comando di Corpo d'Armata ha comunicato di non poter mettere a disposizione del Comando della Divisione stessa alcuna riserva e che l'azione della Divisione non sarà appoggiata sulla destra.
Ma neanche i primi obbiettivi sono raggiunti poiché le truppe della 21^ Divisione e quelle della Brigata Novara appena muovono sono soggette a violentissime raffiche di artiglieria e mitragliatrici nemiche e debbono rinunziare ad ogni conquista.
Si manifesta in seguito un contrattacco nemico, ma per la vigilanza delle fanterie e il pronto efficace tiro delle nostre artiglierie leggere viene subito arrestato. E' questo l'ultimo tentativo che nella giornata il nemico fa per ricacciarci sulle linee di partenza; dopo di esso la serata trascorre relativamente calma. Alla sera la 3^ Brigata Bersaglieri viene sostituita dalla Brigata Barletta.


In questa giornata cadrà ferito mortalmente il soldato Valastro Rosario, il Comune di Calatabiano ha intitolato una via in suo onore e ricordo. 




Mappa dello schieramente della Brigata Novara nella sera del 18 Agosto 1917:




In primo piano la Montagnola teatro degli assalti della Brigata Novara, sullo sfondo il Dosso Faiti:











sabato 19 dicembre 2015

Soldato BAUDINO Giacomo





683^ Compagnia Mitraglitrici FIAT
Nato a  Frabosa Sottana il 7 Gennaio 1891
Disperso a Castagnevizza del Carso il 24 Maggio 1917




Note Storiche:
La 683^ Compagnia Mitragliatrici FIAT, durante il mese di Maggio del 1917 apparteneva al 138° reggimento Brigata Barletta, che unitamente alla Brigata Bisagno componeva la 4^ Divisione (Gen. Paolini) XI^ Corpo. Dove nel corso della X^ battaglia dell'Isonzo si trovava nella zona fronteggiante Castagnevizza del Carso tra quota 309 e 251 Hbrici.


Tratto dal Diario della 4^ Divisione (Ussme):

24 Maggio 1917
Alle ore 6, il Comando del Corpo d'Armata (XI°), ordina che anche la 4^ Divisione avanzi decisamente collegata con la 31^ Divisione.
Alle ore 8,51, intenso fuoco di fucileria e mitragliatrici partente dalla linea principale Austriaca ad Ovest di Castagnevizza, indica che le nostre ondate della frazione BI8 sono sbalzate avanti all'ora stabilita. Il tiro nemico è intensificato contro le nostre linee e impedisce, per il fuoco qualsiasi osservazione diretta.
Si dà ordine all'artiglieria divisionale di impiegare proiettili a liquido speciale per impedire al nemico di accorrere dai ripari alla trincea.
verso le 9 giunge notizia che i battaglioni usciti dalle trincee tanto della Brigata Barletta che dalla Brigata Bisagno, sono stati arrestati da violento fuoco di artiglieria, fucileria e mitragliatrici nemiche e che un battaglione del 137° Fanteria è risultato pressoché distrutto.
Il Comando di Corpo d'Armata informato della situazione, invia parole di compiacimento per la saldezza delle truppe di fronte alla ostinata aggressiva difesa avversaria.i nostri concentramenti di fuoco non riesce ad essere risoluta. Sulla sinistra della Brigata Barletta anzi si fa critica. Il battaglione di sinistra di tale Brigata è pressoché distrutto ed il battaglione di rincalzo, appena uscito dalle trincee è arrestato anch'esso dal violento fuoco del nemico; nella Dolina Lecce Bassa, il tiro nemico provoca l'incendio di un nostro deposito di munizioni.
Il Comandante della Brigata Barletta, chiede quindi ed ottone dalla Brigata Bisagno che uno dei battaglioni si sposti in suo appoggio: intanto ordina di procedere cauto al 137° Fanteria che deve ripiegare l'ala destra per cercare il collegamento con il 74° Fanteria, che risulta non abbia fatto alcun movimento avanti.
Anche il battaglione di destra del 138° Fanteria che era riuscito ad occupare le trincee nemiche nel tratto più sporgente del saliente di Castagnevizza, isolato e fulminato, ripiega sulla trincea di partenza coi superstiti.
In questa situazione si riceve il fonogramma del Comando di C.A. che ordina di persistere, anche a costo di gravi sacrifici nella vigorosa prestazione finora esercitata sul nemico, allo scopo di assicurare il buon esito dell'attacco che il VII° e XIII° C.A sferreranno alle ore 14 per completare i successi finora conseguiti.
Verso le ore 14.30 è annunciato l'inizio di un contrattacco nemico in direzione della Dolina Lecce Bassa, mentre le truppe cominciano ad essere scosse dal continuo e insistente bombardamento e di rincalzi inviati a sostenere le prime ondate, ostacolate dal tiro d'interdizione nemico, avanzano con molte difficoltà.
Il Comando della Brigata Barletta si è trasferito col suo seguito al caposaldo di quota 229.
Alle 15.40 il Comando della Brigata Barletta comunica essere cessata la minaccia del contrattacco nemico al tempo stesso in cui comincia ad avere alla mano i rinforzi richiesti e la situazione va a mano a mano migliorando.
Date le condizioni del 138° si chiede l'autorizzazione di poterne effettuare la sostituzione.
Perveuto subito l'ordine del Comando del C.A. si dirama l'ordine per la sostituzione delle due Brigate Barletta e Bisagno, e si predispone perchè tutti i movimenti con esso prestabiliti per la notte prossima, avvengano senza incidenti.


Mappa zona Castagnevizza con le linee al 1 Maggio 1917 si noti la posizioni della Dolina Lecce Bassa citata nelle note storiche:


Mappa dello schieramento della 4^ Divisione con le Brigate Barletta e Bisagno nel 14 Maggio 1917 (mappa tratta dal libro "Un Professore al Fronte") di Nunzio Coppola ed. Gaspari:


Foto della zona del Saliente verso la Chiesa di Castegnevizza del Carso detta "Rondò":


Veduta dalla prima linea austriaca a nord Castagnevizza dove s'infransero gli attacchi della Brigata Barletta nelle giornate del 23 e 24 Maggio 1917


Ringrazio per questo post la nipote del soldato Baudino  Denise Cotteret


 
  

 

domenica 29 novembre 2015

Caporale PIAZZA Giuseppe



111° Fanteria Brigata Piacenza

Nato a Leno il 11 Aprile 1888
Morto sul Monte San Michele il 21 Ottobre 1915
Sepolto a -------- 



Note Storiche:

La brigata Piacenza nel corso della III^ battaglia dell'Isonzo apparteneva alla 30^ Divisione XIV Corpo d'Armata comandata dal Tenente Generale Paolo Morrone.

Tratto dal Diario Storico della Brigata Piacenza (Aussme):

21 Ottobre 1915
Quota 170. Alle ore 10 del 21 Ottobre la Brigata è schierata per ala sotto le cime 3 e 4 di Monte San Michele.
112° ala destra II° battaglione nelle trincee più avanzate (dette Sterio) pronto a costituire le prime ondate d'assalto, III° battaglione nelle trincee di seconda schiera (dette Amabile), I° battaglione in riserva di brigata con la 1^ compagnia nelle trincee di quota 170 e tre in quella di 130 (dette del Boschetto) in totale 5 linee.
111° ala sinistra con due fronti: 
Fronte Boschini, II° battaglione con due compagnie in prima linea, 2 in seconda.
Fronte cima 3 - III° battaglione in prima schiera formata su 3 linee I° battaglione in seconda schiera pure costituita su tre linee. Totale sei linee costituenti le sei successive onde di attacco.
Alle 10 precise allungato il tiro di artiglieria, la onda di guastatori della Brigata (muniti di pinze tagliafili), si slancia arditamente fuori delle trincee più avanzate, e pur battute dal vivace fuoco di fucileria nemica sale di corsa per l'erto monte, seguono poi con bello slancio, la seconda e la terza onda dei due reggimenti distanti dai 500 ai 800 metri l'una dall'altra.
Numerosi nemici, specialmente dal fonte del 112° lasciate le armi si gettano fuori dalle loro linee di difesa e lanciandosi giù per la china con le braccia alzate sul capo, dichiarano di arrendersi prigionieri. Altri sono catturati con le armi alla mano nelle trincee.
L'artiglieria avversaria, intanto agisce violentemente contro le truppe attaccanti e batte tutta la zona di terreno tra le cime e l'Isonzo, ciò nonostante i battaglioni di prima schiera raggiungono le cime , e quelli di seconda partono a successive ondate, seguendo con lena incalzante le truppe di prima schiera.
All'ala sinistra il 111° , nella sua azione offensiva, incontra assai più gravi difficoltà, le difese accessorie ed i trinceramenti nemici, non sufficientemente colpiti dal tiro di artiglieria, fanno attardare, nel lavoro di distruzione i guastatori che dal fuoco di fucileria e mitragliatrici vengono decimati. Aperte due piccole breccie le onde della prima schiera si precipitano sulle difese nemiche e riescono a stabilirsi sulla cima 3 a tre metri di dislivello dalla vetta a circa 60 metri dalla trincea nemica.
Il violento fuoco delle numerose mitragliatrici avversarie spezza lo slancio delle truppe, che si rafforzano e fortificano nelle posizioni conquistate.
Nello svolgersi dell'azione, tra i due regg. venne a formarsi come uno strappo a colmare, la lacuna il Comando della Brigata provvede con l'invio di reparti del 111° tolti dal II° battaglione sulla parte di Boschini, la dove i reparti della Brigata Verona, agendo vanno sostituendo, secondo gli ordini le truppe della Brigata Piacenza.
Anche su questo tratto della fronte, tra le due cime il 111° tenta l'attacco delle difese nemiche ma l'impeto s'infrange contro le difese accessorie nemiche e sotto il violento tiro delle mitragliatrici i reparti del II° battaglione debbono pur essi arrestarsi e rafforzarsi sulla linea avanzata raggiunta.
Alla sera, ore 20,15 viene inviata al Comando della 30^ Divisione la comunicazione seguente:
"Il 112° è schierato con la propria sinistra sotto cima 4 e con la destra verso la sella di San Martino, ciò non avendo il regg.to trovato passaggio aperto nei reticolati ha dovuto prendere la via del camminamento austriaco, e nella ritirata per non abbandonare parte della dorsale, ha dovuto occupare un tratto della fronte del 156° che non è comparso sulla linea perché tutto impegnato contro il ridottino.
D'altra parte il 111° non avendo trovato scuciture nei reticolati in corrispondenza tra cima 3 e cima 4, ha tentato di girare tra cima 2 e cima 3, ma anche qui ha dovuto arrestarsi difronte i reticolati, oltrepassatili ha costruito una trincea avvolgente che in alcuni punti è a 20 metri dal nemico.
Per ripristinare il contatto tra il 111° e il 112° ho dovuto spostare un battaglione del 111° appena questo venne sostituito dall'85°, per modo che ora i due reggimenti hanno quasi tutte le forze in linea per occupare la loro ampia fronte, meno piccoli rincalzi. 
Reputo che per le perdite gravi subite e per le fatiche sopportate le truppe siano, sebbene di morale alto stanche e non si possa attendere da loro una vigorosa azione nel senso richiesto da S.A.R.il Comandante di Armata; nondimeno ho già predisposto e darò avviso per far allungare il tiro artiglieria verso cima 4, per tentare domattina all'alba un'azione su cima 4, eseguita dal 112° , sostenuto da due battaglioni del 111° e possibilmente dal 156° pel quale mi rivolgerò al Comandante della Brigata Alessandria: F.to Generale Chinotto.


Tratto dalla "Sentinella Bresciana" 4 Dicembre 1915:

Ci scrivono da Leno,:
Una laconica cartolina giungeva tempo fa alla sorella Angiolina, per parteciparle la morte del fratello Piazza Giuseppe, caporale del.. fanteria. Il triste annuncio era dato da un commilitone, che raccogliendo l'ultimo respiro dell'amico, assolveva ad una promessa reciprocamente giuratasi, di avvertire i parenti della morte dell'uno o dell'altro, annunciando in tal modo alla sorella la fine del povero Peppino, affinchè a sua volta sapesse preparare al colpo crudele gli affezionati e vecchi genitori. La notizia inaspettata, passò di bocca a bocca a esi sparse per tutto il paese.
Oggi che ci è nota l'azione in cui cadde, dobbiamo esaltarne la memoria perchè cadde da valoroso.
Coraggioso per natura, sprezzante del pericolo, già provato da altri fatti d'armi.
Così fu di Piazza: combattè da valoroso; colpito al braccio sinistro rifiutò di portarsi al posto di medicazione, ma volle continuare il combattimento ingaggiato, avanzando sempre sotto il grandinare delle palle; cadevano i compagni, cadde il capitano suo, sempre alla testa dei suoi prodi.
L'azione continuava intanto più violenta e tenace, si sviluppava, progrediva a noi favorevole. Il capitano (vedi nota sotto) giaceva immobile, non poteva più esultare della vittoria. Non poteva essere abbandonato e Peppino Piazza non curante del pericolo, già debole per la sua ferita, sotto l'impulso del proprio animo generoso, audacemente, rintraccia il copro del suo superiore e lo solleva avviandosi nel posto più vicino.
Vittima della sua abnegazione, è a sua volta colpito da una palla e cadde nel campo dell'onore.

Ringrazio Pierangelo Mazzardi

Note:
Si trattava del capitano Barassi Camillo di Milano, unico del suo grado ad essere caduto in quella giornata. Egli comandava la 7^ Compagnia del II° battaglione, nello stesso reparto era in forza il caporale Giuseppe Piazza.



 Mappa  del XIV°  C.A. con le posizioni dei reparti della Brigata Piacenza il 22 Ottobre 1915 (Aussme)