In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi.

Vera Brittain

sabato 13 dicembre 2014

Sergente Magg. CELLA Luigi Arturo



259° Fanteria Brigata Murge

Nato a Lugagnano Val d'Arda il 31 Gennaio 1894
Morto zona Flondar il 5 Settembre 1917
Sepolto--------


Croce di Guerra al Valor Militare 




Sergente maggiore del 259° Reggimento fanteria. Con pochi uomini, usciva volontariamente in pattuglia oltre le linee, e con arditezza e coraggio si spingeva avanti in modo da poter raccogliere esatte informazioni.
Carso quota 175, 20 Agosto 1917



Tratto dal libro "La Mia Guerra" ignorata dalla storia di Michele Baratto:
Siamo ai primi giorni di settembre la XI battaglia del'isonzo è appena terminata, la Brigata Murge era scesa a riposo tra la notte del 24 e 25 agosto dopo aver sostenuto violenti attacchi fino alla quota 175 di Medeazza. Ma quasi dopo pochi giorni passati nelle retrovie a Selz la Brigata ritorna in linea, lasciamo ora il racconto a Baratto:

La mattina del 4 settembre devo andare a Pieris per far cucire le tomaie mentre il resto della compagnia doveva andare a Camporosso (probabile si trattasse di un paese con un altro nome). Però durante la notte dal tre al quattro gli austriaci scatenarono un violento bombardamento. Ci svegliammo tutti di soprassalto. Tutti erano agitati perchè quel bombardamento non lasciava presagire nulla di buono. Per quella notte non si dormì più, infatti poco dopo il Sergente Cella cominciò a gridare: <<sveglia ragazzi, sveglia presto fuori, alzatevi>>. Alle nostre domande non seppe rispondere dove si sarebbe andati. Vidi il Sergente furiere entrare nella sua tenda, gli andai a chiedere se mi faceva il permesso di andare a Pieris a cucire le tomaie. << Eh Baratto, mi rispose, temo che Pieris lo vedrai lassù. Non senti questo bombardamento? Temo che il nostro Reggimento venga chiamato a rispondere a questo attacco austriaco.>>

Si trattava del contrattacco Austriaco del 4 Settembre che come avvenne dopo la X battaglia dell'Isonzo, si concentro' nella zona di Medeazza- Flondar per riconquistare le posizioni perdute nella battaglia appena terminata la Brigata Murge torna in linea a tentare di respingere questo contrattacco.

Si continuò a camminare tutta la notte, però all'alba eravamo a quota 100. Il Comandante si era fermato all'imboccatura del camminamento Bologna per cui lo informai che quella posizione era bruttissima, perchè nell'azione di agosto veniva presa d'infilata dagli Austriaci che facevano terribili stragi.. Mi ascoltò e fece spostare tutti più a destra e si proseguì per il camminamento Napoli fino alle vecchie posizioni. Ed il bombardamento continuava con grande sgomento di tutti. La trincea era un cumulo di macerie.
Per fortuna io m'ero infilato dentro una piccola galleria che ci si stava in pochi. C'erano là il Sergente Cella che comandava il terzo plotone, il furiere Monfrino, un attendente, io e altri quattro soldati. << Baratto, questa volta o è la fine o andiamo a Mathausen, mi disse il Sergente Cella. Nel tascapane ho le scarpe nuove che mi hai fatto>>. << In tasca ho la scatola di lucido>> replicai io, ed era vero. Forzatamente si scherzava. Che fare? Ormai eravamo a tu per tu con la morte e nell'animo c'era il terrore.


Venne poi l'ordine di avanzare e cosi' furono riuniti gli uomini mentre continuava il bombardamento Austriaco.

Il Sergente Cella tornò per dirci: << Tenetevi pronti, ragazzi tra poco si parte>>. E noi a chiedere:<< Ma dove si va Sergente?>> . Si sapeva dove si andava ma c'era sempre un filo di speranza. << Non so, rispose, tenetevi pronti , tascapane a tracolla, fucile alla mano e baionetta innestata>>. E noi di nuovo: << Ma Sergente dove si va?>> E lui: <<Dove si va? Al macello si va>>.

Il Sergente Maggiore Cella da quell'attacco non tornò piu'. Non risulta sepolto a Redipuglia tra i caduti noti.


Nella foto, la quota 175, dietro questa quota c'e' Medeazza come la vedevano i fanti della Brigata Murge, durante il loro assalto dove il Sergente Maggiore Cella, guadagnerà la medaglia d'argento:









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