In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

"Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi."

Vera Brittain



«Qui ci verranno dopo la guerra a fare la gita di ferragosto. E diranno: se c’ero io! Ci saranno i cartelli-rèclame e gli alberghi di lusso! Passeggiate di curiosità come ai musei di storia naturale; e raccatteranno le nostre ossa come portafortuna.»

Carlo Salsa



Ho visto il cremisi della sua bocca rotonda farsi più scuro mentre cadeva, Come un sole, nella sua ultima ora profonda; Ho guardato il magnifico ritrarsi dell’addio, Oscurarsi, a mezza luce, ad occhi stretti, E un ultimo splendore infiammare i cieli della sua guancia. E nei suoi occhi La luce delle stelle fredde, vecchie e desolate, Di cieli differenti.

Wilfred Owen

domenica 17 aprile 2016

S.Tenente TURLETTI Giorgio e Maggiore TOFANO Bruno



32° Regg.to Artiglieria da Campagna
Nato a Sassari il 7 Agosto 1895
Morto sul Carso di Monfalcone il 21 Ottobre 1915
Sepolto al Sacrario di Redipuglia 






Decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare 


Comandante di un pezzo distaccato sulla linea delle trincee avanzate cadeva ucciso da granata nemica, mentre da posizione scoperta, molto battuta dal fuoco nemico, con disprezzo del pericolo dirigeva il tiro.
Monfalcone, 21 Ottobre 1915

Note Storiche:

Nel corso della III^ battaglia dell'Isonzo (18 Ottobre - 4 Novembre 1915) il 32° Reggimento Artiglieria da Campagna era in forza alla 16^ Divisione nel settore di Monfalcone con le Brigate di Fanteria Friuli e Cremona fronteggiando il Monte Cosich, il Monte Debeli e le quote 121 - 85 e le quote basse della zona paludosa verso il mare di quota 21.
Nel corso della giornata del 21 Ottobre fino alle ore 16 si poté attestare che reparti della Brigata Friuli con due battaglioni occuparono il vallone antistante la Rocca senza però poter ulteriormente progredire causa i tiri d'infilata da quota 121 e dalle alture di Pietrarossa. La Brigata Cremona svolge l'attacco contro le quote 121 e 85. I continui tiri d'artiglieria avversari rendono penoso il loro progredire e i Comandanti dipendenti segnalano concordemente il grande urgente bisogno di nuove munizioni di artiglieria.
L'azioni non avranno esito positivo nel corso della giornata per la Brigata Friuli in quanto a sera dovettero ripiegare nelle posizioni di partenza,  mentre reparti della Cremona raggiunsero e occuparono le Quote 85  e 77 verso la sera
All' inizio dell'azione nel settore della Brigata Friuli il Maggiore Tofano Bruno Comandante il 1° Gruppo del 32° Regg. Art. da campagna, mentre dirige i tiri dalle posizioni della Rocca, è mortalmente ferito da una granata, la stessa che colpirà mortalmente alla testa anche il S.Tenente Turletti Giorgio dello stesso Reggimento.
Per accompagnare l'avanzata della fanteria, una nostra batteria era stata piazzata su una collinetta a soli 500 metri dalle trincee di fanteria e anche di essa era stato dato il comando al Maggiore Tofano. La batteria era stata già individuata dal nemico e su di essa si riversava un torrente di proiettili.
Il Maggiore per meglio osservare gli effetti del proprio tiro, uscì dall'osservatorio e calmo come al solito andò su uno dei pezzi e salì sulla piazzola col sottotenente (Turletti) che era al pezzo.
Una granata spezza al Maggiore le due braccia sfiorandogli il petto e colpisce alla testa il sottotenente Turletti  che muore sul colpo.
Il capo pezzo corre per aiutare il maggiore che è a terra grondante di sangue. ma questi gli intima quasi con rabbia di ritornare al suo posto, soggiungendo subito dolcemente: Voglio sentire ancora la voce dei miei cannoni.
Trasportato dal suo ciclista sotto la raffica di fuoco nemico, volle baciarlo e soltanto dopo quando ebbe trasmesso il comando al capitano anziano si lascio portare all'ospedale, dove poi giunte non riprese più conoscenza fino alla sua morte. Fu sepolto nel cimitero degli Eroi di Aquileia dopo un funerale solenne nella Basilica.
Il Maggiore Tofano scriveva pochi giorni prima al cugino Guido Tofano anch'egli ufficiale al fronte:
Qualunque cosa accada in questo momento dobbiamo prenderla serenamente: e ricordiamo che tutto noi dobbiamo a questa terra di eroi ed al nome dei nostri padri che pure per questa Patria si sacrificarono.

Il sottotenente Turletti Giorgio apparteneva alla 3^ batteria, dopo la sua morte fu sepolto il giorno 22 Ottobre nel cimitero di Staranzano con solenne cerimonia dove presero parte anche i soldati della sua batteria, mentre a poca distanza tuonava il canone quasi a rendere l'estremo onore al giovane artigliere.




Maggiore Tofano Bruno 



32° Regg.to Artiglieria da Campagna

Nato a  Salerno il 22 Gennaio 1872
Morto Osp. da Campo 47 Monastero di Aquileia il 21 Ottobre 1915 
Sepolto nel Cimitero degli Eroi a Aquileia 

 

 

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 


Teneva durante il combattimento, il comando del gruppo stando sulle più avanzate trincee di fanteria. Per meglio seguire l'avanzata di una colonna, che doveva essere accompagnata dal nostro fuoco, si recava in un punto culminante violentemente battuto. Ferito gravemente alle braccia da un proiettile che lo colpiva in pieno, ordinava al capo pezzo, uscito dal riparo in suo soccorso, di occuparsi del tiro, che in quel momento urgeva intensificare; e, col caporale, che lo aveva tolto sulle spalle, insisteva perchè lo deponesse a terra e pensasse a mettersi al riparo: mirabile esempio a tutti di osservanza del dovere ad ogni costo e della più grande fermezza d'animo.
Rocca di Monfalcone, 21 Ottobre 1915


La sua tomba  nel cimitero di Aquileia:



 mappa con la dislocazione dei reparti della 16^ Divisione il 21 Ottobre 1915:





lunedì 4 aprile 2016

Cap. Magg. SPIGA Felice



17° Fanteria Brigata Acqui
Nato a Fontanaviva (PD) il 19 Febbraio 1894
Morto alla 14^ Sezione Sanità a Begliano il 24 Ottobre 1915
Sepolto al Sacario di Redipuglia




Note Storiche:
Il 17° fanteria con il 18° fanteria Brigata Acqui apparteneva  alla 14^ Divisione VII° C.A. , nel corso della III^ battaglia dell'Isonzo si trovava a fronteggiare il settore carsico di Sei Busi - Vermegliano.
Il giorno 22 Ottobre (fonte Aussmediario 14^ Divisione) due compagnie del 17° fanteria avevano raggiunto le linee nemiche sulle pendici Sud-Ovest del Monte Sei Busi, prese d'infilata da fuoco di mitragliatrici dovevano ripiegare sulla vecchia linea delle piccole guardie....
Il 24 Ottobre nel pomeriggio due compagnie del I° battaglione del 17° fanteria attaccando da alcune doline a Nord est di quota 118 s'impaddronivano  del "Rivellino"? (vedi nota) fra quota 102 e quota 118 agendo in accordo con truppe delle Brigata Savona.........
nello stessa giornata, reparti della Brigata Acqui attendono a rafforzare i tratti di trincea nemica conquistata a quota 45 

Nota: Rimane il dubbio se effettivamente si trattava della trincea del "Rivellino" in quanto il giorno 28 Ottobre fu effettuato un attacco da parte del I/17° contro le difese della suddetta trincea appoggiato da una compagnia del I/144 Brigata Trapani. Non risulta che la trincea del "Rivellino" nei giorni precedenti dopo il 24 ottobre fino al 28 Ottobre sia stata perduta.
E' molto probabile che sia  un tratto di trincea collegato alla predetta posizione, verso sud di Quota 118 a Quota 102. Il "Rivellino" che verrà attaccato successivamente da altri reperti e rimarrà in mano austrica fino all'agosto del 1916 IV^ battaglia dell'Isonzo.

vedasi mappa in fondo allla pagina della Brigata Savona datata 25 Ottobre 1915.


Tratto dal libro "La Guerra Vista da Un Idiota" di Giuseppe Personeni (Comitato Pro Chiesa di Plava):
Intanto nelle trincee di Vermegliano, si ebbe l'agio di studiare il terreno antistante  alle nostre trincee . Gli austriaci ci dominavano dalle trincee del Sei Busi: l'artiglieria da montagna batteva di fianco dal Cosich con tiri di aggiustamento poco frequenti. Era nell'intenzione dell'avversario di non scoprire le sue batterie che appostava verso Doberdò: le teneva pronte nel caso di un nostro attacco.
Un bel sole di Ottobre indorava la terra, al tramonto tutto il Carso; le siepi di fil di ferro che gli avversari avevano moltiplicato davanti alle trincee con le scatolette appese a guisa di sonagli mandavano dei riflessi ondeggianti e noi si pensava con tristezza il giorno nel quale saremmo andati a sbattere la testa contro.
Dico che si pensava con tristezza perchè non era un mistero per noi che i nostri alti Comandi non avevano ancora i mezzi atti a distruggere quelle difese accessorie, contro le quali la nostra artiglieria poteva accanirsi inutilmente e sarebbe tutt'al più ad aprire qualche breccia qua e là, senza però dare l'agio alla nostra fanteria di farvi a costo anche di perdite considerevoli delle irruzioni che potessero almeno condurre a qualche risultato pratico. Purtroppo per i Comandi il nemico da attaccare era la trincea; conquistare una trincea pareva essere il compito finale di un attacco. Più in là non si andava....

Noi si intraprendeva l'offensiva dell'ottobre come non ci fossero stati 4 durissimi mesi di esperienza; senza aver preparato niente per un attacco in grande stile come voleva essere almeno nell'intenzione del Comando......

Alle nove si inizia il movimento, ed alle nove in punto si apre la cateratta dell'artiglieria austriaca che fruga e batte rabbiosamente sui rincalzi. Appena le nostre truppe muovono fuori dalle trincee, sono investite da violente raffiche di batterie di piccolo calibro che tempestano di proiettili il terreno antistante alle nostre linee, che prendono d'infilata da Doberdò. La Compagnia S. Giorgio si lancia fuori ma non arriva ai reticolati, è costretta a fermarsi per la violenza del tiro delle mitragliatrici; la fucileria austriaca è incessante. Si sente, in quella fucileria l'orgasmo, della preoccupazione.
Non permette ai nostri di avvicinarsi ai reticolati; i pochi che vi arrivano vi restano freddati. I reticolati sono quasi intatti....

Alla sezione di Ronchi agonizzavano sulla paglia un'ottantina di feriti; non si potevano muovere perché muoverli voleva farli morire; non si potevano operare perchè non c'erano i mezzi; si spegnevano , morivano fra gli spasmi........


Mappa delle posizioni raggiunte della Brigata Savona a est di Quota 118 nell' azione  del  24 Ottobre,  non si tratta del "Rivellino" in quanto si trova a est difronte delle linee raggiunte  evidenziate in blù nella mappa.  (Aussme) :


mappa del settore di Vermegliano con evidenziata la posizione del Rivellino (Tratta dal libro: Il Carso della Grande Guerra - le Trincee Raccontano . Antonio e Furio Scrimali) : 


martedì 15 marzo 2016

Soldato Volontario di Guerra NOFERI Annibale




123° Fanteria Brigata Chieti

Nato a Fiume il 30 Luglio 1895
Morto nella 31^ Sez. Sanità a Cassegliano per ferite di combattimento il 12 Novembre 1915
Sepolto al Sacrario di Redipuglia 14° Gradone - Loculo 26235




 

 

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 

Volontario irredento, tentava più volte di avvicinarsi alle trincee nemiche per lanciarvi bombe. Ferito, ripeteva il tentativo, finchè colpito da quattro proiettili, cadeva inneggiando all'Italia. Si era segnalato antecedente in vari tentativi per il taglio dei reticolati . Morto in seguito a ferite.
Altopiano carsico, 11 Novembre 1915


Note Storiche:

Il 123° Fanteria Brigata Chieti nel Novembre 1915, si trovava con la Brigata Chieti nella zona tra le Alture di Polazzo e quota 118 del Monte Sei Busi, precisamente nel settore della Trincea ai Monticelli Rossi e Trincea "Y", Siamo nel IV^ battaglia dell'Isonzo.
Il giorno 11 Novembre il diario della Brigata scrive: si ripete l'azione offensiva contro gli stessi obbiettivi di ieri.
Vediamo cosa avvenne nel giorno 10 Novembre:
Durante la notte a brevi intervalli è caduta la pioggia rendendo il terreno poco praticabile. In base all'ordine nr. 36 della Divisione ( la 31^). Il Comando di Brigata emana l'ordine n. 4, che dice:

- A seguito delle comunicazioni verbali fatte oggi, confermo che domani 10 Novembre, Il Corpo D'armata (XIII°) deve riprendere l'offensiva.
Compito: conquista dei trinceramenti che lo fronteggiano assecondando l'azione di sinistra decisamente gli sforzi dell'IX° Corpo d'Armata.
In conseguenza importa soprattutto che il XIII° C.A. nello sviluppo del suo attacco accentui la sua avanzata per la sinistra, convergendo in certo qual modo verso destra, dove i vantaggi ottenuti nei giorni scorsi ci hanno già permesso di affermarsi saldamente. Sulla nostra destra la 23^ Divisione cercherà a sua volta di avanzare per prender sicuro contatto con XIII° Corpo sul Monte Sei Busi. 
Le Brigate potranno richiedere a questo Comando i mezzi accessori per l'azione di trincea che loro occorressero oltre a quelli di cui già sono provvedute ( bombe-tubi per gelatina-ganci a ronciglia da reticolati, razzi ecc.)........
Il Tenente generale Comandante dell Divisione 
Annibale Gastaldello.

Torniamo alla descrizione del diario:
Alle ore 7 e mezzo la batteria Magnaghi del gruppo Barusso, O. P. C. apre il fuoco sulla trincea Y e quella dei Sassi Rossi. I tiri di questa batteria appare buono.
Alle ore 11 il 124° con una prima ondata, inizia brillantemente la sua avanzata, con pattuglie lanciabombe e tagliafili.
Le batterie del 35° e del 43° a disposizione della Brigata eseguiscono un buon tiro d'interdizione.
Alle ore 11.20 le nostre fanterie che si avanzano sono prese d'infilata da tiratori nemici appostati nella trincea a Y, e colpite da shrapnells nemici.
Alle ore 11.40 cade una pioggia scrosciante la quale produce una stasi dell'avanzata.
Il III/123° che alle ore 11 ha cominciato la sua avanzata, trovandosi anch'esso preso da tiri d'infilata di mitragliatrice e fucileria nemica subisce sensibili perdite fra cui cinque ufficiali, e si trova costretto a ripararsi nelle anfrattuosità del terreno e con sacchi a terra.
Alle ore 12.30 essendo un poco cessata la pioggia il I/124° ritenta l'avanzata, ma il fuoco di fucileria dalla trincea a Y continua a battere i reparti che avanzano.
Alle ore 14 la batteria Magnaghi, fa una decina di colpi sulla estremità orientale della trincea Y; il tiro ben aggiustato rompe la trincea, ma rimane sempre intatto il tratto più vicino alle nostre linee e quindi la resistenza austriaca continua molto efficace contro i reparti che avanzano.
Il IIII/123° non potendo più avanzare oltre lo scoperto cerca di proteggersi aiutandosi con i sacchi  a terra e lavori di scavo; l'avanzata è minima nonostante che il III° battaglione sia stato rinforzato con un'altra compagnia. Il I/124° anch'egli rinforzato da un'altra compagnia non riesce ad entrare nel tratto orientale della trincea a Y dove gli austriaci oppongono forte resistenza con fucileria e bombe.
 una nuova avanzata. L'azione ha una ripresa vivissima con fuoco molto violenti di fucileria e di shrapnells sui nostri reparti che avanzano, e tiro di granate sulle nostre seconde linee.
L'oscurità viene a porre termine a questa ripresa d'azione, la quale non ha modificato la situazione precedente. Il I/124°  ha preso qualcuno dei primi elementi della trincea a Y facendo retrocedere i difensori e vi si sta rafforzando. Alla sua sinistra il III/123° ha guadagnato poche decine di metri in avanti terreno che verrà conservato rafforzandolo, nonostante che la truppa sia esausta, specialmente a causa delle intemperie della giornata.
Pioggia quasi tutta la giornata con violento temporale alla sera - Temperatura di 10 gradi
le perdite della Brigata furono: Ufficiali feriti 11 dispersi 1,truppa morti 76 feriti 261 e dispersi 61.
Il giorno 11 come detti all'inizio, si riprese l'offensiva, con gli stesi obbiettivi del giorno precedente.
Le batterie di artiglieria eseguirono un fuoco con la stessa modalità del giorno prima fino alle ore 12 contro gli obbiettivi delle trincee dei sassi rossi e Y.
A tale ora mentre all'estrema sinistra del fronte il I/123° tiene impegnato il nemico col fuoco, il I/124° si  lancia arditamente in avanti e riesce colle ondate fornite dalla prima compagnia ad intaccare la resistenza nemica sull'estremità occidentale della trincea a Y, ma è poco dopo arrestata nella sua avanzata dal fuoco d'infilata e dal lancio di bombe a mano, cui si rispose con bombe-
Il III/123° tenta esso pure di avanzare contro la trincea dei sassi rossi, ma fatto segno di intenso fuoco di artiglieria e fucileria specie sulla sua destra, è costretto ad arrestarsi dopo aver guadagnato una ventina di metri. Riprende più tardi con nuove ondate l'avanzata ma non riesce a progredire.
Alle ore 15 il Comandante il reggimento, visto che gli eroici sforzi s'infrangono contro l'ostinata e munita difesa nemica, da alle truppe l'ordine di attenersi all'avanzata metodica, rafforzandosi sui punti raggiunti, in attesa che si presenti l'occasione  favorevole per ritentare un balzo in avanti.
Alle ore 16,50 al Comando di reggimento viene  comunicato dal Comando del I* battaglione (capitano Spalazzi) che la 1^ compagnia ha potuto con poche forze occupare la dolina di fianco alla trincea Y, e conseguentemente secondo quanto con strano errore credette il Capitano Spalazzi anche la trincea Y che immette in detta dolina.
Il Comandante il reggimento, dopo averne avuta conferma personale dal predetto Capitano e senza avere avuto la possibilità di controllarla, si affrettò a dare a questo Comando comunicazione (alle ore 19) che la trincea Y era in nostro possesso, mentre dava ordine al battaglione di rafforzarvi.
nel mattino seguente si potè constatare che effettivamente non era stata occupata di tale trincea di un secondo tratto oltre a quello già in nostro possesso.
Le perdite subite nella giornata dalle truppe operanti ascesero a 250 uomini di truppa fra uccisi, feriti e dispersi più 1 ufficiale ucciso 1 disperso e 6 feriti.

(fonte AUSSME)




Guglielmo Noferi, nato a Fiume nel 1890. Impiegato in un'azienda di caffè al Brasile, s'imbarcava per l'Italia dove si arruolava volontario nell'esercito e chiedeva di essere mandato al fronte. Fu assegnato al 123° reggimento fanteria. Lo conobbi a Sacileto, e non si volle staccare da me ch'ero suo ufficiale. [...] Nell'ottobre e nel novembre 1915 alla trincea dei Sassi Rossi, guazzò nel fango per orribili giornate di pioggia fredda e maledetta e sostenne ogni privazione. [...] Il 10 novembre 1915 usciva all'assalto. Me lo presentarono spirante, trapassato da quattro fucilate ai fianchi, al petto, alle gambe, tenuto appeso per le ascelle come un animale macellato, con quella sua carne livida e nuda attraverso il suo vestito di fango. Siccome si preparava a morire, si raccomandò che non lo si proponesse per nessuna decorazione, giacché la sua famiglia era a Fiume, e doveva essere al riparo da ogni vendetta del nemico. [...] Spirò nei camminamenti tra il fango e le cannonate.

C. Alvaro, Vite parallele di eroi

L'autore Corrado Alvaro pur cambiando il nome e l'anno di nascita si riferisce ad Annibale Noferi.

Noferi Annibale apparteneva all'11^ Compagnia del 123° Fanteria, la sua morte fu causata da arma da fuoco che lo colpì nella cavità addominale. Venne oi sepolto nel cimitero di San Pier d'Isonzo

 



Mappa con schieramento 10 Novembre 1915, XIII° Corpo d'Armata (fonte AUSSME) 


Mappa con indicate le trincee Monticelli Rossi, Sassi Rossi e "Y" (Fonte AUSSME):



 
Ringrazio Silvia Musi  per la foto di Noferi Annibale










venerdì 11 marzo 2016

Sergente MAZZARELLO Giacomo





112° Fanteria Brigata Piacenza

Nato a Serravalle di Scrivia il 30 Giugno 1892
Morto sul Monte San Michele il 1 Novembre 1915
Sepolto al Sacrario di Redipuglia


Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 

Durante il combattimento, sotto l'intenso fuoco di fucileria e di artiglieria avverserarie, raccolti soldati dispersi, ne tenne con mitrabile tenacia e coraggio, il comando, fronteggiando, con essi, il nemico che contrattaccava vigorosamente.
Monte San Michele, 21 Ottobre 1915



Note Storiche:

Nel corso della III^ battaglia dell'Isonzo la Brigata Piacenza apparteneva alla 30^ Divisione fronteggiando il Monte San  Michele. 
Il giorno 1 Novembre alle ore 9,30 pervenne l'ordine d'operazione n. 48, che comunicava che tutte le truppe procedano all'attacco delle posizioni nemiche. Dopo il tiro di preparazione dell'artiglieria alle ore 12 le fanterie dovranno procedere all'attacco. La brigata Piacenza alla sua ala destra (112°) date le difese avversarie terrà un contegno aggressivo ma dimostrativo, alla sua ala sinistra (111°) cercherà di profittare di qualsiasi avanzata della brigata Regina verso le Cime 1 e 2.
Ore 12, le truppe sono pronte per l'attacco, l'ala sinistra del 111° si sposta in avanti, ed è il massimo sforzo consentito perché i reparti vicini 85° e 86° fanteria (Brigata Verona) non riescono a raggiungerlo ed il 111° deve arrestarsi.
il 112° inizia l'azione dimostrativa è pronto per l'attacco - le truppe laterali però non avanzano e così per non trovarsi i fianchi esposti e staccati dal rimanente della linea di operazioni è costretto a rimanere fermo nei propri trinceramenti bersagliati dall'artiglieria e fucileria nemica che si attirò addosso.


Schizzo del 111° Fanteria in data 21 Ottobre 1915, giorno in cui Mazzarello prese la Medaglia d'argento per l'azione sul  Monte San Michele indicando gli attacchi dei due reggimenti a Cima 3 e Cima 4:




giovedì 18 febbraio 2016

Sergente CORNEO Luigi







73° Fanteria Brigata Lombardia

Nato a Paderno d'Adda il 26 Settembre 1893
Morto a quota 263 il 16 Agosto 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia


 

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 

Rimasto ucciso il comandante* della sezione mitragliatrici, ne assunse il comando concorrendo, con magnifico slancio, coraggio e intrepidezza, alla contrastata avanzata verso quota 263, finché cadde colpito in pieno da una granata avversaria.
Nad Logem, 16 Agosto 1916 



Note Storiche:

Il 73° fanteria unitamente al 74° componeva la Brigata Lombardia che nel corso della VI^ battaglia dell'Isonzo formava con i Granatieri di Sardegna la 23^ Divisione. Il giorno 16 Agosto la Brigata Lombardia che si trovava nel settore del Nad Logem conquistato   il 12 agosto dopo due giorni di combattimento. Nei giorni successivi alla conquista cominciarono i primi affondi contro il nuovo settore difensivo racchiuso tra le pendici settentrionali del Nad Logem, quote 265, 263 e Lokvica ma senza esito. Nonostante i ripetuti tentati della Brigata Lombardia per allontanare il nemico dal colle di San Grado di Merna, le trincee italiane provenienti dal Nod Logem dovettero attestarsi poco a est delle case di Pri Grabci. La nuova linea nemica, che dal Vipacco, nei pressi di Pri Stanti, risaliva la quota 213, per agganciarsi al sistema trincerato di quota 263 appariva tutt'altro che debole e sguarnita. 
Dopo continui e ripetuti attacchi nel settore la Brigata Lombardia venne messa il giorno 16 agosto di riserva tranne il III° battaglione del 73° che doveva restare in prima linea con il compito di  proteggere il movimento.

Alcuni passaggi sono tratti dal "Il Carso Dimenticato- Le Spallate di Autunno" di Persegati-Juren-Pizzamus


*Il Comandante citato nella motivazione della Medaglia d'Argento del Sergente Corneo trattasi della Medaglia d'Oro S.Tenente Xidias Tipaldo Spiro,  Irredento da Trieste, morto il 14 Agosto 1916.




Mappa della zona dove cadde Corneo con indicata la quota 263:



Resti della tomba della prima sepoltura nel cimitero di Gabria n. 3 “Capitano Plicato" del  Sergente Corneo, ora scomparsa:




Ringrazio per la foto Marco Mantini e MItja Juren





mercoledì 3 febbraio 2016

Caporale BERTOLDO Antonio







2° Reggimento Genio 140^ Compagnia Zappatori


Nato a Mira (Ve) il 7 Novembre 1889
Morto sul Monte San Michele il 12 Maggio 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia




Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 


Pur sapendo di andare incontro a grave pericolo, guidava precedendolo, un reparto di fanteria attraverso una galleria tuttora invasa dai gas per l'esplosione di una mina, allo scopo di precluderne il passo all'avversario, trovando in essa la morte.
Costone Viola, 12 Maggio 1916



Note Storiche:

la 140^ Compagnia Zappatori-Minatori, era in forza alla 29^ Divisione XI° Corpo d'Armata, ed era adibita ai lavori di gallerie per approcci nella zona Costone Viola.
*Il giorno 12 Maggio 1916 furono fatte esplodere due mine nella zona di Quota 124 dopo le che il Comando della 29^ Divisione ne aveva sollecitato il giorno precedente al Comando di Corpo d'Armata. Dopo il brillamento che avvenne all'alba, una compagnia della Brigata Perugia avanzò nella terra di nessuno per attestarsi nell'area del cratere e sistemarla a difesa sfidando una vivace reazione che secondo quanto riferisce il diario storico del C.A. , si concettizzò non solo con il fuoco dei fucili e delle mitragliatrici ma anche con il lancio di alcuni ordigni caricati a gas
* Tratto dal libro "la Guerra di Mine" di Basilio di Martino.



mappa della zona del Costone Viola ben visbili gli approcci di Quota 124










mercoledì 6 gennaio 2016

Soldato VALASTRO Rosario






515^ Compagnia Mitraglieri del  154° Fanteria Brigata Novara



Nato a Calatabiano (CT) il 25 Febbraio 1893
Morto a Castagnevizza del Carso il 19 Agosto 1917
Sepolto nel Sacrario di Redipuglia


Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 


Porta-mitragliatrici, rimasto gravemente ferito, con ammirabile fermezza, sopportava il dolore straziante, dicendosi lieto che il proiettile nemico avesse risparmiata la sua arma ed incitando i compagni a combattere.
Castagnevizza, 19 Agosto 1917



Note Storiche:

Nall'agosto del 1917 durante la XI^ battaglia dell'Isonzo, la 515^ compagnia mitragliatrici, apparteneva al 154° fanteria Brigata Novara che unitamente alla III^ Brigata Bersaglieri formava la 4^ divisione, che si trovava sul fronte di Castagnevizza.


Tratto dal diario storico della 4^ divisione (Ussme):

19 Agosto 1917
Tempo bello,
durante la notte è continuato intenso il nostro tiro di interdizione e di disturbo provocando una reazione nemica sulle nostre prime linee colpite anche con proiettili a gas lacrimogeni.
I danni sofferti dalle nostre truppe non sono però rilevanti e lo spirito di esse si mantiene alto ed aggressivo.
Alle ore 5 l'artiglieria da campagna intensifica ancora il tiro ed entrano in azione anche i medi calibri nell'intento di ottenere che le truppe nemiche si rifugino in caverna per sottrarsi alle nostre molestie; anche le bombarde eseguiscono una ripresa di tiro allo scopo di indurre il nemico nella convinzione che si riprenda il tiro di distruzione e che il nostro attacco non sia imminente.
Alle ore 5.33 le fanteria scattano all'attacco, il violentissimo tiro dell'artiglieria nemica e le intense raffiche di mitragliatrici ci confermano che le nostre truppe balzate fuori dalle trincee avanzano, se ne hanno  dagli osservatori le prime notizie che le cattive condizioni di visibilità prodotte dal fumo consentono di raccogliere al primo momento; se ne trae occasione per raccomandare ancora tutte le ondate siano spinte contemporaneamente  avanti pronte a rincalzare le prime, nella naturale supposizione che queste per le perdite cui vanno incontro non avranno forza sufficiente per tenere le posizioni raggiunte.
Con un solo sbalzo il I° battaglione del 154° ha brillantemente conquistato la Montagnola, sostenuto a sinistra dal I° battaglione del 153° il quale, abbenchè ostacolato nella sua avanzata per aver trovato intatti i reticolati nemici, preme fortemente sull'avversario, a rincalzo di questi due battaglioni segue il II° battaglione del 154° fanteria. Il Comando della Brigata Novara annunzia i primi prigionieri (circa un centinaio tra cui sette ufficiali).
La Brigata Bersaglieri uscita anch'essa con slancio ha conquistato tutta la prima trincea nemica catturando qualche prigioniero.
Le truppe della divisione sono costrette a sostare brevemente sulle posizioni raggiunte in attesa di poter riprendere l'avanzata; ma la forzata sosta è assai penosa per le truppe stesse che rimangono esposte a tutte le offese nemiche il 66° battaglione Bersaglieri ne è più provato degli altri fra le macerie di Castagnevizza.
Frattanto le perdite causateci dal fuoco nemico aumentano sensibilmente e compromettono i risultati conseguiti.
Il 66° battaglione Bersaglieri intanto fatto segno tra le macerie di Castagnevizza a tutte le offese nemiche si riduce tanto di forza che ne ha scosso la sua compagine e , contrattaccato violentemente, è costretto a ripiegare sulle trincee di partenza.
Si rappresenta allora l'assoluta necessità che tale battaglione rioccupi le posizioni già raggiunte e la si invita a provvedere in tal senso.
Tale ripiegamento però consente al nemico di concentrare le sue offese sul 64° battaglione Bersaglieri e sul I° battaglione del 154° Fanteria fra i quali in seguito all'avanzata compiuta è venuto anche a formarsi un leggero distacco, essi minacciati da un contrattacco nemico e continuamente assottigliati di forza, alle ore 9 sono costretti ad arretrare di alquanto. Si ordina allora l'immediato spostamento del III° battaglione del 154° fanteria (riserva Divisionale) dalla linee della quote della dolina Lecce  Bassa e lo si mette a disposizione del Comandante del 154° fanteria per ristabilire il contatto perduto; in pari tempo si chiede ed ottiene dal Comando di Corpo d'Armata l'autorizzazione ad impiegare il 69° battaglione Bersaglieri per ristabilire la situazione della Brigata Bersaglieri.
La situazione tende quindi a ristabilirsi per l'energia dei Bersaglieri che vale a ricostruire in breve tempo la loro linea e per il fermo contegno del I° battaglione del 154° fanteria.
Giunge nel frattempo avviso che la 21^ Divisione, operando di concerto colla 58^ Divisione, alle ore 13,30 ritenterà l'attacco di quota 363, di conseguenza si dispone che le truppe dipendenti approfittino dell'azione della Divisione laterale per ratificare in avanti la linea raggiunta in modo di assicurare  il completo possesso della Montagnola. e del margine occidentale del paese di Castagnevizza. Non si ritiene possibile per il momento proseguire sugli obbiettivi assegnati alla Divisione per il fatto che il Comando di Corpo d'Armata ha comunicato di non poter mettere a disposizione del Comando della Divisione stessa alcuna riserva e che l'azione della Divisione non sarà appoggiata sulla destra.
Ma neanche i primi obbiettivi sono raggiunti poiché le truppe della 21^ Divisione e quelle della Brigata Novara appena muovono sono soggette a violentissime raffiche di artiglieria e mitragliatrici nemiche e debbono rinunziare ad ogni conquista.
Si manifesta in seguito un contrattacco nemico, ma per la vigilanza delle fanterie e il pronto efficace tiro delle nostre artiglierie leggere viene subito arrestato. E' questo l'ultimo tentativo che nella giornata il nemico fa per ricacciarci sulle linee di partenza; dopo di esso la serata trascorre relativamente calma. Alla sera la 3^ Brigata Bersaglieri viene sostituita dalla Brigata Barletta.


In questa giornata cadrà ferito mortalmente il soldato Valastro Rosario, il Comune di Calatabiano ha intitolato una via in suo onore e ricordo. 




Mappa dello schieramente della Brigata Novara nella sera del 18 Agosto 1917:




In primo piano la Montagnola teatro degli assalti della Brigata Novara, sullo sfondo il Dosso Faiti: