In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi.

Vera Brittain

domenica 23 novembre 2014

Sergente ZANCHETTA Francesco



15° Reggimento Bersaglieri LI Battaglione

Nato a Gorgo al Monticano il 10 Aprile 1892
Morto a Zona Quota 208 Sud il 1 Novembre 1916
Sepolto---------

Decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare

  

Dopo, un primo, vano tentativo, in cui un suo compagno aveva lasciata la vita, riusciva insieme con altro militare, a ricuperare la salma del proprio comandante di compagnia, caduto sotto il reticolato di un trincerone, tenacemente difeso dal nemico.
Altopiano Carsico, 9-10 Agosto 1915

(trattasi del Tenente Bompiani Giorgio)

Note Storiche:
Il L battaglione Bersaglieri prese parte all'attacco il 28 Luglio 1915 unitamente a reparti della Brigata Chieti contro le difese di quota 111. In questo attacco rimase ferito gravemente il S.Tenente Ludovico Lommi , dove dal suo diario troviamo questo racconto riguardo al Sergente Zanchetta.

Tratto dal libro da Bersagliere ad Ardito di Ludovico LOMMI - Itinera Editore:

Il giorno 28 Luglio 1915 L'autore con il suo plotone facente parte della 5^ Compagnia con al comando il Tenente Bompiani, durante l'attacco al trincerone di quota 111, rimase ferito gravemente al petto...lasciamo ora la descrizione dal suo diario:

- Mi sentivo morire: il sangue mi usciva anche dalla bocca ed io, con un supremo sforzo, vincendo il disgusto lo ricacciavo in gola. Alpiu' piccolo movimento mi si riapriva la ferita e ne usciva un fiotto di sangue, Allora il mio Tenente (Bompiani) mi accarezzava e confortava: " Stanotte - diceva - se vi sarà un pò di oscurità, vedrai che manderanno i portaferiti, se non verranno ti farò trasportare da qualcuno, si forte non lamentarti, coraggio!"

Il tempo passava tra continui attacchi e L'autore rimaneva ancora in attesa di essere portato al posto di medicazione:

- Due ombre si avvicinarono erano Zanchetta e Garagnani.( quest'ultimo cadra' in un attacco nell'agosto del 1915) "Coraggio Tenente la portiamo via noi".
I due bravi giovani mi sollevarono sorregendomi colle loro forti braccia; mi attaccai ai loro colli vigorosi e via! Un pò curvi essi volarono, miracolosamente incolumi, sotto il fuoco nemico che era ricominciato , fino al riparo e quando vi giunsero, meravigliati anch'essi del loro ardimento e della loro fortuna, piansero di gioia.

Arriviamo alla data della morte del Sergente Zanchetta, lasciando spazio a questo particolare che avvenne tempo prima dopo la cerimonia della consegna della Medaglia di Bronzo:

- Povero figliolo! Un giorno gli avevo detto: " Senti Francesco, tu il tuo dovere l'hai già fatto abbastanza; hai fatto una dozzina di assalti sei stato ferito, hai la gioia di un bel nastrino azzurro. Io ti considero come un fratello, ti darò un buon consiglio.
Ascoltami tu fai il contadino vero? E' troppo poco per te vali di più , puoi fare devi fare di più. In questi giorni ti metto a fare un pò di pratica con gli zappatori e coll'a. Cosi alla prima richiesta di meccanici per uno stabilimento militare, ti faccio partire. Dai retta , a me avrai cosi risolto il problema del tuo avvenire, non devi preoccuparti di niente, voglio questo per il tuo bene, e tu devi obbedirmi!"
Povero Zanchetta era presto partito per uno stabilimento di Milano e non aveva tardato afarsi amare da tutti. Mi scrisse che quando partirò per il carso io chiedero' di seguirla, perchè pensava ai suoi compagni che si battevano mentre lui era un imboscato.
Non feci in tempo a dissuaderlo che una mattina mi compare davanti, tutto sorridente e fiero"Eccomi. Non mi lasciavano venir via, ho dovuto commettere una mancanza per farmi rimandare al deposito.
Chi non avrebbe abbracciato quel caro ragazzo? -

Siamo come periodo nel Novembre 1916 durante la IX Battaglia dell'Isonzo:

All'alba del 1 Novembre 1916 il 15° Bersaglieri sferrò un veemente assalto da quota 208 sud alle quote 235, 238, puntando su Jamiano. Il Sergente Zanchetta, con la gloria del suo grado guadagnata sul campo e della medaglia al valore , andando in trincea con la sua compagnia, aveva fatto in tempo a salutarmi entusuiasticamente agitando in alto il suo elmetto piumato.
3 Novembre, chiedo a tutti notizie di Zanchetta e mando bersaglieri, nei minuti di tregua verso le trincee del 51° battaglione, il battaglione più decimato nell'azione, il battaglione dell'eroico Capitano Mauro che si è coperto di gloria resistendo per due giorni in una posizione avanzata.
Zanchetta, Zanchetta!! questo straordinario ragazzo l'avevano visto tutti ma adesso non si sapeva dove fosse precisamente.
L'hanno visto trasportare un Ufficiale ferito.
No era ferito lui ed è passato al posto di medicazione del Reggimento.
ragazzi andate su al 49° al 50° a sentire un po fate presto mi raccomando. E tu vai al posto di medicazione e interroga tutti i portaferiti.
Sto già male: un sospetto atroce mi dilania l'anima, attendo una risposta che non arriva mai; il tempo non passa più e mi manca via via la speranza.
E se fosse morto? Ma perché questa maledetta domanda mi si ripete ferocemente nel cuore ad ogni istante? Forse questo buoi e questa pioggia vogliono essere il lutto desolato portato  dalla morte che lo ha colto? Perché il sibilo di una fucilata è per mio cuore la certezza di un colpo che lo uccide or? Perchè lo schianto di una cannonata è la certezza del colpo che lo sbranerà da un momento all'altro? Perchè il cadavere che è rimasto impigliato sui fili del reticolato, al di là di questa trincea, prende vita e mi mormora nel buio. Sono io, sono Zanchetta?
"Signor Tenente! (s'affaccia al ricovero un bersagliere bagnato fino alle ossa) ho chiesto dappertutto ma di preciso nessuno sa nulla. Dicono che lo hanno visto combattere accanitamente, urlando come un demonio, poi gli austriaci lo hanno circondato e non si sa se l'abbiano ucciso o fatto prigioniero.
Mormoro: "Va bene, grazie"
Mi ricantuccio nel fondo buio e fangoso del ricovero, inerte assente a me stesso. Chiudo gli occhi e mi abbandono al dolore; vivo in una vertigine paurosa di abissi aperti, di improvvise luci e tenebre, di fragori e silenzi, di vite che si spengono, di morti che risuscitano, di mostruosità, di pazzie, di irrealtà. Nel groviglio delle cose che si muovono, si rimescolano e si inabissano, ecco l'immagine del povero Zanchetta che mena baionettate e urla, impreca e si dibatte con la disperazione dei perduti.
All'alba quando seppi dal Comando dell'11^ compagnia, che il Sergente Zanchetta era morto da eroe, per precise testimonianze, ed era stato dato per disperso poichè il suo cadavere sul campo nessuno l'aveva rintracciato, non mi si strinse più il cuore, non piansi più. L'anima grande del mio salvatore aveva pianto con me tutta quella notte ed io non avevo piu' lacrime.

Sull'albo d'oro caduti Il Sergente Zanchetta risulta morto in combattimento, non risulta sepolto al Sacrario di Redipuglia tra i noti, molto probabile che sia tra i 60000 mila ignoti o che i suoi resti siano ancora dispersi.

Gli schieramenti della 33^ Divisione durante la IX battaglia dell'Isonzo tratto dalla R.U. esercito Italiano



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