In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

"Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi."

Vera Brittain



«Qui ci verranno dopo la guerra a fare la gita di ferragosto. E diranno: se c’ero io! Ci saranno i cartelli-rèclame e gli alberghi di lusso! Passeggiate di curiosità come ai musei di storia naturale; e raccatteranno le nostre ossa come portafortuna.»

Carlo Salsa



Ho visto il cremisi della sua bocca rotonda farsi più scuro mentre cadeva, Come un sole, nella sua ultima ora profonda; Ho guardato il magnifico ritrarsi dell’addio, Oscurarsi, a mezza luce, ad occhi stretti, E un ultimo splendore infiammare i cieli della sua guancia. E nei suoi occhi La luce delle stelle fredde, vecchie e desolate, Di cieli differenti.

Wilfred Owen

sabato 17 ottobre 2026

S.Tenente CAMPARI Luigi Giorgio


 


20° Reggimento Fanteria Brigata Brescia


  Nato Bologna il 17 Novembre 1892
Morto  Monte San Michele il 21 Giugno 1916
Sepolto a Bologna 

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare


Durante l'occupazione di una nuova posizione a tre metri della trincea avversaria, dopo aver cooperato con tutta la possibile energia al rafforzamento della posizione stessa, accortosi che un reparto nemico si avanzava per ricacciare i nostri, balzato in piedi, con la pistola in pugno, tenne in sacco i primi assalitori: magnifico esempio di coraggio e di sprezzo del pericolo ai propri soldati, alquanto scossi dalla violenza del fuoco e dalle difficoltà della posizione non ancora sufficientemente rafforzata. Impassibile , fra la pioggia dei proiettili pur essendo gravemente ferito dallo scoppio di una bomba avversaria, rimaneva tuttavia sul posto e rianimava i suoi, noncurante delle esortazioni fattegli perchè si ritirasse. Si allontanò solamente quando, sopraggiunti i rinforzi, ritenne che la nuova posizione fosse saldamente in mano dei nostri. Spirava poco dopo per le ferite riportate.
Monte San Michele, 21 Giugno 1916


Notizie Storiche:

Dopo le quattro offensive che si svolsero nel 1915, portando le truppe italiane a ridosso delle quattro cime del Monte San Michele e delle rovine del paese di San Martino del Carso, il fronte si stabilizzò, portando solamente a delle azioni locali per il consolidamento e miglioramento di qualche posizione. L'anno 1916, vide anche una guerra sotterranea con la costruzione di gallerie verso le linee nemiche. lavoro questo svolto da entrambi gli schieramenti che portarono di conseguenza allo scoppio di mine per impedire il proseguo dei lavori. Le mine più importanti furono quelle dell'Elemento Quadrangolare" l'8 Maggio, che vide l'esplosione di una contromina austriaca in corrispondenza della galleria nr. 1 seppellendo diversi uomini del genio e vedette del 30° fanteria. Lo stesso giorno vide l'esplosione di una contromina italiana nella galleria nr. 4 nel settore del "Groviglio" in seguito a minaccia di una contromina austriaca. Anche l'indomani vide lo scoppio al primo mattino di due contromine italiane all'estremità delle gallerie 10 e 11 dell'"Elemento Quadrangolare" consentendo ai reparti italiani il controllo del cratere creatosi il giorno precedente. Il mese di Giugno pochi giorni prima dell'attacco austriaco sul Monte San Michele con l'uso dei gas che si svolse il giorno 29, vide interessare il settore di Cima 4 Del Monte San Michele dove vi era schierato il 1° battaglione del 20° fanteria Brigata Brescia, da scoppio di mine. Una di queste scoppiò il giorno 21, la narrazione del diario del 20° Reggimento descrive i fatti di quella giornata: " Anche durante quest'altra notte, sensibile attività delle vedette nemiche, specialmente nel lancio di bombe a mano e lacrimogene, senza giustificato motivo. Il brillamento della mina a destra della "Lunetta" è fissato per le 5.30. In precedenza si sgombrano le linee circostanti e si chiudono tutti gli sbocchi retrostanti per evitare danni e sorprese. All'ora precisa la mina viene fatta brillare. Ma per difetto di carica lo scoppio non avviene sotto o al di là delle trincee nemiche, come si prevedeva dal Genio, ma fra quelle e le nostre. Provvidenzialmente, però l'escavazione profonda 21 metri in media, con un tratto di fronte di circa 100 metri congiunge e sopravanza i due budelli scavati a destra della "Lunetta" e riunisce quasi in linea retta la "Lunetta" con Cima 4. Il Maggiore Campari dispone subito per l'occupazione dell'escavazione da parte della 1^ e 2^ compagnia, senza che il nemico assente e sorpreso l'impedisca. Ma dopo un'ora, richiesti - evidentemente - ed ottenuti dei rinforzi il nemico, incomincia una viva azione di fucileria, ed artiglieria con lancio di numerose bombe, cui si risponde adeguatamente anche da parte nostra fino alle ore 8.30. Qualche pattuglia nemica audacemente lasciata avanti, è costretta a ritirarsi. La nostra occupazione è così saldamente mantenuta , pur costandoci 3 morti (fra cui un ufficiale , il Sottotenente Campari) e 17 feriti. Fervono durante il giorno i lavori di sistemazione e rafforzamento della nuova posizione, specialmente con la costruzione di u parapetto di sassi e sacchetti a terra della linea più avanzata.  che in qualche punto è vicina a quella nemica di 4 metri circa. Di sera un fonogramma austriaco intercettato fra intravedere un attacco per le ore 22.30. Il Comando di reggimento, che per l'occasione si è trasferito al valloncello di Cima 4, prende tutte le precauzioni  opportune, facendo serrar sotto le linee tutte le truppe. E all'ora fissata, appunto un vivo fuoco di fucileria si sviluppa da parte del nemico su tutta la linea accompagnato da intenso lancio di bombe. Controbattono immediatamente ed efficacemente l'artiglieria e la fucileria nostra, coadiuvate brillantemente dal riflettore che illumina tutta la linea. Dopo circa mezz'ora l'attacco nemico diminuisce e finisce del tutto . e si ristabilisce la calma normale.

Perdite Ufficiali Uccisi : Sottotenente Campari Luigi
            Truppa   Uccisi 3 ; feriti 21; dispersi 1. 

La Salma del Sottotenente Campari venne inumata al cimitero di Sdraussina, a fine guerra venne riportata a Bologna con funerali solenni e dove ora riposa.
Il 23 Giugno del 1916 Il Comando di Divisione (21^) a ricordo del povero ufficiale che vi lasciò la vita volle dare il nome al nuovo tratto di linea  conquistato il giorno 21 Giugno 1916 chiamandolo "Elemento Campari"

Una delle poche mappe dove compare il tratto di linea con la dicitura "Elemento Campari":



Mappa del XI° C.A. (Ussme) con lo schieramento alla vigilia del 21 Giugno 1916:



Foto tratta da Cima 4 con in fondo Bosco Cappuccio, la zona circostante è quella interessata nelle vicende del 21 Giugno 1916:




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