In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

"Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi."

Vera Brittain



«Qui ci verranno dopo la guerra a fare la gita di ferragosto. E diranno: se c’ero io! Ci saranno i cartelli-rèclame e gli alberghi di lusso! Passeggiate di curiosità come ai musei di storia naturale; e raccatteranno le nostre ossa come portafortuna.»

Carlo Salsa



Ho visto il cremisi della sua bocca rotonda farsi più scuro mentre cadeva, Come un sole, nella sua ultima ora profonda; Ho guardato il magnifico ritrarsi dell’addio, Oscurarsi, a mezza luce, ad occhi stretti, E un ultimo splendore infiammare i cieli della sua guancia. E nei suoi occhi La luce delle stelle fredde, vecchie e desolate, Di cieli differenti.

Wilfred Owen

martedì 20 ottobre 2026

Caporale CENZATTI Giuseppe




2° Reggimento Granatieri di Sardegna


  Nato a Montebello Vicentino il 28 Novembre 1892
Morto a Quota 265 il 14 Agosto 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia 5° Gradone - Loculo 8542




Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare


Giunto presso una trincea nemica con i pochi granatieri rimastigli della propria squadra e con pochi altri che aveva raccolti, quasi circondato da un contrattacco nemico, resisteva eroicamente fino al sopraggiungere dei rincalzi. Cadeva poco dopo colpito a morte.
Monte Pecinka, 14 Agosto 1916

Notizie Storiche:

Durante la Sesta Battaglia dell'Isonzo, la Brigata Granatieri di Sardegna fu protagonista delle operazioni che portarono alla conquista del Monte San Michele e alla successiva avanzata sul Carso. Tra il 6 e il 7 agosto 1916 i Granatieri furono impiegati a sostegno delle truppe che avevano occupato le celebri quattro cime del San Michele, respingendo con straordinaria tenacia i ripetuti e violenti contrattacchi austro-ungarici. In particolare, sulle prime due cime, i Granatieri combatterono fianco a fianco con la Brigata Catanzaro, mantenendo le posizioni nonostante il pesante bombardamento nemico e le gravi perdite subite.
La conquista del San Michele, unita alla presa di Gorizia, costrinse l'esercito austro-ungarico a ritirarsi oltre il Vallone il 10 agosto. Nei giorni successivi la Brigata Granatieri proseguì l'offensiva contro le nuove linee nemiche, raggiungendo gli obiettivi assegnati tra Nad Logem e quota 187 e continuando l'avanzata verso il Veliki Hriback e il Pecinka.
Il Giorno 14 Agosto la vide protagonista nell'assalto delle posizioni nemiche tra quota 265 e il Pecinka. Il Diario del 2° reggimento Granatieri (Ussme) descrive dettagliatamente i fatti: "All'alba il reggimento è così dislocato: il 2° e 3° Battaglione sulla fonte quota 265-263 . Il 2° Battaglione a sinistra a contatto con il 1° Granatieri; il 3°  a destra a contato col 29° Fanteria, con la destra un poco arretrata per l'arresto subito durante l'attacco del 13° Fanteria ai profondi reticolati austriaci non distrutti dall'artiglieria.
Alle ore 3 giunge l'ordine d'operazione per concorrere all'avanzata generale della 3^ Armata. La Brigata deve raggiungere la linea Pecinka-Veliki Kribak. Su quest'ultimo obiettivo deve puntare il 2° Granatieri tenendosi collegato a destra con le truppe della Brigata Pisa, a sinistra con quelle del 1° Granatieri. 
Il Reggimento ha a sua disposizione due compagnie del 76° fanteria. Giunte appena sulla nuova fronte le truppe dovranno rafforzarsi.
Alle ore 6.30 l'artiglieria e le nostre bombarde iniziano il tiro. Alle ore 12 mentre l'artiglieria allunga il tiro, le fanterie muovono all'assalto. I due battaglioni del Reggimento oltrepassano le trincee e avanzano risolutamente verso l'obbiettivo fissato.
Dopo uno sbalzo di 300 metri circa, la prima linea viene arrestata da un improvviso fuoco intensificato di mitragliatrici appostate dietro muretti a secco. Dopo una breve sosta i granatieri al grido di "Savoia" si slanciano all'assalto, ed il loro impeto è così irruento che la prima linea nemica viene subito occupata facendone prigionieri gli austriaci che sorpresi dalla rapida azione, gettano subito le armi. Oltrepassata questa prima trincea nemica i nostri si gettano sula seconda, ma una violenta scarica di mitragliatrici e fucileria falcia le nostre file uccidendo o ferendo quasi tutti gli ufficiali.
Gli austriaci, molto più in forze di noi, si slanciano al contrattacco. La destra della nostra linea rimasta quasi senza ufficiali oscilla, per un istante ma l'intervento energico dei pochi ufficiali superstiti, fa si che i nostri con mirabile slancio fronteggiano l'attacco e lo respingono.
Verso le ore 18 l'azione ha termine e le truppe si rafforzano nella nuova posizione occupata. Alle ore 16 dello stesso giorno giunge l'ordine che preavvisa per la notte la sostituzione della 23^ Divisione con la 49^. La Brigata Granatieri deve essere sostituita dalla Brigata Pinerolo, però prima di effettuare tale cambio , il Generale Comandante di Brigata ( Mag. Gen. Pennella) , vuole si rinnovi l'attacco per poter cedere alla truppe subentrate la linea Veliki Kribak-Pecinka. L'attacco inizia alle ore 19. Sebbene le truppe fossero sfinite e ridotte molto di numero e quasi senza ufficiali, all'ora stabilita si slanciano tutte contro le posizioni avversarie.
Lo sforzo è coronato dal successo guadagnando altri 100 metri di terreno.
Alle ore 22 s'inizia il cambio con le truppe del 14° fanteria, ed i resti del reggimento , appena 1200 uomini a quota 87 , dopo aver consumato il rancio si avviano a Peteano giungendovi la mattina presto.
Perdite:
Ufficiali: Uccisi 4; Feriti 4; dispersi 2.
Truppa  : Uccisi 37; Feriti 240; dispersi 78.

Al momento non ci sono informazioni che possono accertare quando venne colpito mortalmente il Caporale CENZATTI, prima di essere esumato al Sacrario di Redipuglia  dove ora riposa, era sepolto al cimitero del Colle di  Sant'Elia.

Mappa con la dislocazioni delle truppe della 23^ Divisioni prima dell'azione del 14 Agosto 1916:

(Archivio Mitja Juren)

Foto scattate qualche anno fa nella zona di quota 265 dove operò il 2° Reggimento Granatieri:








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